Obbligazioni Euro: la soluzione della crisi?
Si torna a parlare delle obbligazioni di Eurolandia (fonte Bloomberg), un’idea già presentata nel 2010 ma rifiutata per via dell’opposizione tedesca, come soluzione alla crisi del debito. Ne ha parlato recentemente con toni favorevoli il Ministro Tremonti, il Ministro irlandese Gilmore ed altri leader europei. Non i politici tedeschi, per le ragioni che spiegheremo tra poco.
Si tratterebbe di emettere titoli non più come singoli Paesi (Italia, Germania, Irlanda, ecc), ma come area Euro (per la serie “l”unione fa la forza”). In questo modo tutti i Paesi di Eurolandia, compresi quelli più in difficoltà, avrebbero accesso ai mercati obbligazionari a condizioni migliori di quanto non accada oggi.
Chiaramente questo significherebbe che i Paesi considerati più virtuosi dai mercati, come la Germania, pagherebbero tassi d’interesse più elevati di quanto non facciano ora – da qui la resistenza dei tedeschi all’idea…
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10 Commenti a “Obbligazioni Euro: la soluzione della crisi?”
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e allora tornassero al MARCO!
Sul caldissimo tema consiglio di leggere il lucido articolo di Vincenzo Visco, comparso sul Sole 24 Ore del 16 luglio e che potete trovare qui:
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-07-16/eurobond-conti-tornano-102535.shtml?uuid=Aay2DeoD&fromSearch
E anche questo, per chi vuole approfondire: http://dmarionuti.blogspot.com/2011/02/single-european-sovereign-bond-pie-in.html
Ciao Stefano il ritorno al marco, a mio parere sarebbe una pessima soluzione per tutti. Le conseguenze sarebbero disastrose! In particolare, le conseguenze per l””economia tedesca sarebbero:
1) elevati costi di transazioni che la Germania dovrebbe sostenere per passare dall’euro alla valuta nazionale; oltretutto la transazione deve avvenire in tempi brevissimi con gravi conseguenze per l’economia del paese;
2) il ritorno al marco, data la reputazione storica delle finanza tedesche, dirotterebbe gli investitori verso “porti sicuri”, cioè il marco, portando ad un apprezzamento della valuta nazionale, con l’effetto di distruggere le esportazioni tedesche (uno dei fattori trainanti della loro economia);
3) l’apprezzamento del cambio comporterebbe elevata inflazione in Germania distruggendo la competitività delle loro merci sui mercati internazionali;
4) elevata disoccupazione;
5) collasso del sistema bancario tedesco, visto che le più grandi banche tedesche detengono titoli denominati in Euro emessi da altri paesi dell’Unione Europea; il collasso dell’Euro ed il ritorno alla valuta nazionale determinerebbe la crisi del sistema bancario;
6) il peso dell’Europa sulla scena politica internazionale sarebbe notevolmente ridotto.
Riguardo gli eurobond: una soluzione per la crisi? i pareri sono contrastanti. Questi strumenti nascono non come mezzo per risolvere il problema dei debiti sovrani ma per finalità di sviluppo economico, per cui il loro utilizzo è del tutto nuovo. Come un medico che deve somministrare una medicina al proprio paziente ci sono degli effetti collaterali. La domanda è: l””””””””eurosistema è in grado di non incorrere in tali effetti? A mio parare gli eurobond rappresentano tanto un punto svolta per la risoluzione del problema dei debiti sovrani e per l””””””””accelerazione del processo d””””””””integrazione europea quanto un fattore di debolezza per l””””””””eurosistema se questi strumenti non vengono utilizzati correttamente.
La mia era ovviamente una Provocazione!
non si può volere la botte piena e la moglie ubriaca!
E”” vero che i danni li hanno fatti i PIIGS, ma se come giustamente dici tu, Pasquale, i costi per loro sono altissimi, meglio pagare 70/100Bps in più sui bond e amen!
Ciao Stefano,grazie per la provocazione. Alcune considerazioni:1) la scelta non è tra marco ed eurobond (gli eurobond come dicevo potrebbero essere efficaci se utilizzati correttamente); 2)la crisi può e deve essere risolta in termini di unione e non di singolo paese e senza spaccare l””””euro. L””ultima considerazione, la crisi non nasce in Europa ma nasce in America. Ciao
Pasquale non condivo l””ultimo punto, cosa c””entra l””america con il debito dei paesi europei?
i PIIGS (chissà perché quelli a più grande concentrazione cattolica, eccetto Grecia) sono quelli con lo stato sociale più forte.
Non si può pensare di dare tutto a gratis!
Mettiamo sul piatto che ogni anno mezza finanziaria italiana può essere evitata se non esistessero gli sgravi fiscali al VATICANO!
Ergo Che tutti paghino le imposte e l””italia sarebbe il paese più virtuoso d””europa!
Sono 80 anni che l””italia finanzia il VATICANO
è ora di finirla!
Ciao Stefano, l’epicentro della crisi finanziaria ed economica del 2007 è stato negli Stati Uniti per poi propagarsi nel corso del 2009 in modo così esteso da divenire una crisi “sistemica”.
La causa della crisi europea deve essere rintracciata, se non con diretto riferimento alla Grecia , nei comportamenti scorretti dei vari governi (i PIIGS) e come ritengono altri, nel patto di stabilità e di crescita? I dati mostrano che già dal settembre del 2008 erano evidenti i differenziali dei tassi d’interesse tra alcuni paesi periferici e la Germania. Inoltre, il debito pubblico tra il 2000 ed il 2007 all’interno dell’Ume si era complessivamente ridotto ma paesi come Germania e Francia registravano un aumento del proprio debito.
In conclusione, non è ai comportamenti scorretti dei governi che si deve guardare ma ad un sistema sbilenco che vede l’unificazione monetaria da una parte ed l’assenza di una politica fiscale comune dall’altra. L’ assenza di una tale contraddizioni all’interno dell’Emu, avrebbe evitato il deterioramento dei bilanci pubblici ed i conseguenti attacchi speculativi ed aspettative d’insolvenza.
Credo che la crisi finanziaria CDO impacchettati dei debiti privati americani non ci entri molto con i debiti degli stati sovrani.
o meglio la storia è sempre quella, non ci si puo”” indebitare all””infinito e sperare che paghi sempre “Pantalone”.
Fino al 2009, molti paesi hanno reagito alla crisi con politiche espansive,incrementando i loro deficit di bilancio, un comportamento sicuramente necessario e giusto. Quello che volevo sottolineare è che i limiti dell””Ume non risiedono nel comportamento dei loro governi (come detto sopra) ma nella costituzione stessa dell””Unione monetaria europea.
Gli eurobond devono essere emessi e pagati dall””unione, devono assorbire tutto il debito statale oltre alla misura del 60%, devono essere pagati con le risorse europee, solo così salviamo l””unione monetaria e quindi l””Euro, altrimenti e”” meglio uscire elegantemente perché non ci possiamo permettere il lusso di avere una moneta così sopravvalutata sul dollaro.