Riflessioni sull'economia

Scandalo Libor: cosa è successo e quali sono le conseguenze per i cittadini italiani

1 agosto 2012 · di Serena Torielli · 4 Commenti

Tutti parlano dello scandalo della manipolazione del Libor ma non ho trovato sulla stampa italiana nessuna descrizione completa e corretta dell’ accaduto, tranne quella odierna su l’espresso per cui si è dovuto scomodare Zingales.

Cercando su Wikipedia la definizione di Libor scopro con delusione che è incorretta “…il Libor è il tasso di riferimento europeo al quale le banche si prestano denaro tra loro, spesso durante la notte (in batch notturno), dopo la chiusura dei mercati…”

Non è così.

(a proposito, conoscete il nostro progetto AOpedia – l’enciclopedia economico-finanziaria targata Advise Only? Dategli un’occhiata: cliccate qui)

Cosa è il Libor?

Il Libor (London Interbank Offered Rate) è un tasso di interesse che viene fissato per 10 valute (euro, dollaro USA, yen, sterlina, franco svizzero, dollaro canadese, dollaro australiano, corona danese, corona norvegese e dollaro neozelandese) e 15 diverse scadenze temporali (da un giorno a 12 mesi) ma non è il tasso, o meglio non lo è più, a cui effettivamente le maggiori banche si prestano denaro sul mercato ma un tasso “di riferimento”, cui sono ancorati molti strumenti derivati e cui sono indicizzati mutui e prestiti nei principali Paesi.

Il tasso viene fissato attraverso un sondaggio ufficiale condotto al mattino intorno alle 11:00 (precisamente tra le 11:00 e le 11:10) attraverso il quale viene chiesto ad un certo numero di banche di rispondere alla seguente domanda:

A quale tasso potresti prendere a prestito dei fondi se dovessi chiederne e quindi accetteresti offerte sul mercato interbancario per un importo significativo prima delle 11:00 del mattino?

Da queste risposte (le banche di riferimento, a seconda delle diverse valute, possono essere tra 8 e 18), vengono scartate le più alte e le più basse e viene fatta una media tra i valori centrali, il cui risultato è il tasso Libor ufficiale. Quando il risultato è stato calcolato, viene reso pubblico ed è possibile anche prendere visione delle banche che vi hanno partecipato ed il tasso che ciascuna ha espresso.

Il tasso è espresso su base annualizzata. L’agente per il calcolo è Thompson Reuters e, ciascuna delle banche partecipanti, ha a disposizione un’applicazione automatica attraverso la quale immette il tasso, senza poter vedere i tassi scelti dalle altre banche di riferimento.

Il punto chiave è che il Libor (così come l’Euribor) NON è più un tasso di interesse che segue da vicino le condizioni delle reali transazioni effettuate sul mercato. È solo un tasso teorico, utilizzato come parametro di riferimento per transazioni in derivati e moltissimi mutui e prestiti alla clientela da parte delle banche. Questo fa una grossa differenza.

Prima dello scoppio del bubbone Lehman Brothers, i tassi Libor si sono mantenuti molto vicini ai tassi effettivamente scambiati. Dopo lo scoppio della crisi, i due tassi hanno cominciato a registrare significative differenze, uno “spread” non di poco conto. Questo è la conseguenza dell’improvvisa crisi di fiducia che ha investito le banche. Nel momento in cui i partecipanti al mercato si sono resi conto che i fallimenti bancari potevano avvenire più facilmente di quanto si aspettassero, i depositi interbancari hanno cessato di circolare con la fluidità del passato e questo ha comportato un aumento repentino del loro costo ed una rarefazione degli scambi. Oggi il mercato interbancario dei depositi è ridotto ai minimi termini e le banche stanno facendo sforzi titanici per raggiungere uno stato di “virtuale autarchia”.

definizione di libor

Ma quali sono dunque le problematiche legate al tasso Libor e al suo fixing?

Come prima cosa il meccanismo d’asta è decisamente migliorabile: le “primarie banche” sono poche e la pubblicazione dei nomi e dei livelli espressi facilita pratiche collusive.

Ancora più importante è la questione della significatività del tasso Libor:

  • Le banche non hanno alcun vincolo a chiudere effettive transazioni al tasso espresso.
  • Non esistono dati affidabili sui livelli a cui le banche si prestano effettivamente denaro.
  • Dopo la crisi Lehman il concetto stesso di “prestito non garantito” espresso dal Libor ha perso di significato perché pochissime banche oggi prestano senza garanzie e, se lo fanno, si scambiano somme limitate. Le banche in Europa, come ben sappiamo, preferiscono depositare i fondi presso i forzieri della Banca Centrale Europea, ad una remunerazione inferiore a quella di mercato.

Tanto per fornire un esempio le banche italiane e spagnole esprimono il livello teorico di Euribor (fissato con lo stesso meccanismo del Libor, ma dalla European Banking Federation anzichè dalla British Banking Association) cui pensano di poter prendere a prestito fondi a un anno intorno all’1%. Nello stesso tempo i tassi a cui Spagna e Italia intesi come Stati si finanziano ad un anno è sopra il 4%!

Perchè il Libor è stato manipolato?

Un ragionamento semplice e logico porta a pensare che le maggiori banche manipolassero i tassi al ribasso perché volevano, nella crisi di liquidità scaturita dal fallimento di Lehman, mostrare di essere “più solide” di quanto fossero in realtà, in un mercato dove la paura portava ad alzare il prezzo dei fondi in prestito.

Una spiegazione più sottile e “maligna” può essere il fatto che il Libor è il parametro di riferimento cui sono legati la maggioranza dei contratti derivati. Se le posizioni in questi contratti ammontano a diversi miliardi di dollari o diversa valuta (non è fantascienza ma la realtà per molte grandi banche globali) quando vanno in scadenza, anche una minuscola differenza nel tasso di riferimento può causare un guadagno/perdita rilevante in termini assoluti.

Una terza ipotesi può ricercarsi nel fatto che molti prestiti obbligazionari emessi da queste Banche per finanziarsi sul mercato internazionale dei capitali hanno le cedole indicizzate al Libor/Euribor. Un contenimento del tasso base avrebbe significato un contenimento del costo di finanziamento. Questa teoria è più complessa da dimostrare, perchè significherebbe che tutte o la maggioranza delle banche coinvolte avrebbero dovuto avere un interesse coincidente.

Cosa aspettarsi?

Adesso la situazione è complicata: Barclays è già stata sanzionata per 455 milioni di dollari perchè la manipolazione è stata provata, così come l’ingerenza dei massimi livelli della banca in tutta la faccenda.

Negli USA e non solo tutti stanno facendo causa a tutti, a volte solo per spuntare denaro a volte per effettivi danni subiti. La vicenda sarà lunga e complicata.

Quello che è certo è che uno scandalo come questo proprio non ci voleva in un momento in cui la fiducia verso chi regola le banche e verso le banche stesse è ai minimi storici. Obiettivamente, guardando con attenzione al meccanismo di fixing e alle discrepanze tra i tassi Libor e i tassi veri espressi dal mercato, già più volte evidenziate su questo blog qualche dubbio sulla trasparenza del meccanismo poteva emergere.

Inoltre si tratta di un parametro piuttosto importante, forse servirebbe una maggior aderenza con le effettive condizioni di mercato.

Quali sono le conseguenze per i risparmiatori italiani?

Quello che veramente mi sfugge è il perché in Italia è partita una class action dei cittadini promossa dalle federazioni dei consumatori che stima in ben 3 miliardi di euro il danno subito da 2,5 milioni di famiglie (mica bruscolini).

Capisco che non ci si può più fidare di nulla e tantomeno delle banche, ma a me hanno insegnato che se i tassi sono più bassi, i mutui costano meno.

Sembrerebbe quindi che, per una volta, dall’ennesima truffa bancaria i cittadini ne abbiano tratto beneficio!

In attesa di chiarimenti numerici sulle stime del “danno” ai cittadini italiani, attendo con ansia e in buona compagnia, misure serie sulla regolamentazione bancaria mondiale.

 

Potrebbe interessarti...

Serena Torielli

Serena Torielli

È uno dei partner fondatori e Presidente di Advise Only. Laureata in Economia Politica presso l'Università Bocconi, è stata responsabile dell'area commerciale dell'asset management del gruppo Banca Leonardo, occupandosi della ristrutturazione dell'offerta dei prodotti di risparmio gestito. In precedenza ha accumulato significative esperienze dapprima presso l'area Fixed Income Sales & Trading di JP Morgan e poi come Managing Director in Goldman Sachs, area Structured Fixed Income, occupandosi di clientela istituzionale italiana. Ama lo sport (corsa e sci di fondo), i buoni libri e l'opera lirica. Leggi tutto

Discussione

4 Commenti

  • Articolo divulgativo che mi ha aiutato, grazie

  • enrico

    certo che Serena con il suo passato in G.P e Goldman scaturisce alcuni dubbi, ma forse e spero avra’ preso solo il buono.