Investire nell’acqua: una risorsa anche per il tuo portafoglio?

H20 è forse una delle formule chimiche più conosciute. Rappresenta l’acqua, un elemento che costituisce circa il 74% della superficie terrestre, sebbene soltanto l’1% risulti essere potabile.

Questo composto chimico non è solamente una risorsa indispensabile per il nostro corpo, ma anche per svariate attività economiche e produttive. Basti pensare per esempio al settore agricolo (che assorbe circa il 70% del consumo), al settore energetico e a quello tessile, solo per citarne alcuni.

Il termine water management sta prendendo sempre più piede anche presso i vertici dirigenziali delle multinazionali (per esempio Coca Cola, Nestle e Kellogg’s) che pian piano si stanno attrezzando con programmi ad hoc per una gestione più efficiente ed ecologica di questo bene prezioso attraverso l’investimento di ingenti somme di denaro. La gestione dell’acqua e delle infrastrutture per la distribuzione della stessa, sta interessando anche i governi di molti Paesi. La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ad esempio è stata, e continua ad essere, la più grande fonte di finanziamento per il settore idrico globale.

Un rapporto pubblicato dall’OCSE sottolinea che entro il 2030 la maggior parte degli investimenti dei Paesi si concentreranno proprio nelle infrastrutture idriche per un ammontare di circa $17,7 trilioni. Alla luce di ciò, il settore idrico potrebbe essere un’opportunità di investimento da tenere sott’occhio.

Investire nell’acqua con gli ETF

L’acqua è una risorsa naturale essenziale senza sostituti, ma non le è mai stato dato il giusto prezzo dai mercati e il suo settore presenta infrastrutture ormai vecchie e sottofinanziate. Per questi e altri motivi nel “lontano” marzo 2008 la banca d’affari Goldman Sachs aveva definito l’acqua “il nuovo petrolio”.

Come il petrolio (e quasi tutte le altre risorse), l’acqua è stata “trasformata” anche in un prodotto finanziario, e potrebbe così diventare una risorsa per il vostro portafoglio.

Analizziamo due ETF legati al settore idrico scambiati su Piazza Affari.

Un primo ETF che possiamo prendere in considerazione è l’iShares Global Water (codice ISIN IE00B1TXK627), il cui scopo è quello di replicare fedelmente l’S&P Global Water, indice azionario proprio del settore idrico. Il portafoglio sottostante è costituito da società internazionali a maggiore capitalizzazione attive nella distribuzione dell’acqua o nella realizzazione di infrastrutture per la distribuzione della stessa.

Un altro ETF oggetto di valutazione e che presenta un grado di liquidità – è il caso di dirlo! – (quindi un maggiore volume scambiato e presente nel book di negoziazione) del titolo superiore rispetto al precedente è quello di casa Lyxor ETF World Water (codice ISIN FR0010527275). L’obiettivo di questo ETF è quello di replicare l’andamento del World Water Index, un indice composto da 20 multinazionali attive nella distribuzione e produzione di infrastrutture legate all’acqua.

La tabella seguente mostra l’andamento dei rendimenti degli ETF presi in considerazione, dei relativi benchmark (cioè gli indici di riferimento, in euro) e dello STOXX Global 1800 (indice equity che fornisce una rappresentazione del trend globale dei mercati, anch’esso espresso in euro).

  1 Mese 3 Mesi 6 Mesi 1 Anno 2 Anni
Stoxx Global 1800 (eur) -5.26% 3.74% 15.68% 29.07% 46.50%
S&P Global Water (eur) -3.87% 7.11% 17.03% 25.03% 40.52%
iShares Global Water ETF -5.70% 5.90% 15.79% 23.13% 38.56%
World Water Index (eur) -4.01% 6.73% 17.63% 30.76% 52.91%
Lyxor ETF World Water -4,42% 6,88% 17,83% 29,07% 46,50%

Elaborazioni AdviseOnly su dati Bloomberg

Da un punto di vista settoriale, attraverso l’andamento dei benchmark presi in considerazione, possiamo notare come il settore sia stato in grado di reggere all’andamento negativo che ha caratterizzato i mercati nell’ultimo mese, segnando performance che, seppur negative, sono state migliori rispetto al mercato in generale, senza per questo rinunciare agli ampi profitti realizzati dai mercati azionari nell’ultimo anno.

Se consideriamo gli ETF e la loro performance relativa, notiamo come questi strumenti pareggino o abbiano performance lievemente inferiori al benchmark dichiarato e quindi possano essere considerati delle valide alternative qualora decideste di lanciarvi nel settore dell’acqua.

Quali sono i principali rischi di questi strumenti?

I rischi degli investimenti nel settore idrico

Una delle caratteristiche del settore utilities è quella di essere formato da società con un grado di indebitamento elevato, pertanto il rischio di tasso di interesse è una variabile da non trascurare.

Un altro rischio da non dimenticare è il rischio di tasso di cambio, poiché in entrambi i casi il portafoglio presenta un’esposizione geografica abbastanza frammentata su diversi paesi con diverse valute (dollaro statunitense, sterlina inglese e renminbi cinese) e quindi il rischio di deprezzamento di una di queste valute è un fattore da tenere bene a mente.

Abbiamo già spiegato come sia importante diversificare il proprio portafoglio. Il settore dell’acqua potrebbe essere una valida risorsa per aumentare la diversificazione della vostra asset allocation.


Investire con i Portafogli AO è semplice e conveniente


Filippo Oliviero

Filippo Oliviero

Laureato in Economia dei Mercati Finanziari presso l'Università Bocconi, dopo una parentesi presso banche tradizionali, inizia un'esperienza quasi quadriennale in FinecoBank diventando esperto del mondo del trading online. Nel 2015 la passione e la curiosità per la finanza e il mondo digitale lo portano nel team di financial strategies di AdviseOnly. Viaggiatore e fotografo incallito, sempre con l'inseparabile smartphone in mano e la musica accesa.

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