L'angolo dei mercati finanziari

La Cina manda le Borse in rosso: i 6 errori da evitare

25 agosto 2015 · di Raffaele Zenti · 10 Commenti

Lo Shanghai Composite Index ha più che eroso tutti i guadagni maturati da inizio anno, l’indice azionario europeo Euro Stoxx 50 è vicinissimo a farlo, mentre da gennaio l’S&P500 ha perso oltre l’8%, l’indice di volatilità VIX ha visto il più grande incremento in pochi giorni della sua storia e le commodities sono ai minimi degli ultimi 16 anni (con il prezzo del petrolio sotto i 40 dollari al barile per la prima volta dal 2007).

A far tremare i mercati sono principalmente le fumose prospettive economiche della Cina, che gettano ombre sulla crescita economica mondiale. Non giovano peraltro l’incertezza sulle future mosse della FED e la sempre traballante Grecia, alle prese con le dimissioni del premier Alexis Tsipras e le elezioni anticipate in settembre.

Normale che a molti risparmiatori venga la tremarella. Vale allora la pena inspirare profondamente e riflettere, evitando passi falsi. Ecco 6 errori da evitare assolutamente.

1) Ignorare i fatti

Non fatevi travolgere dalle chiacchere: guardate i fatti.

Le obbligazioni governative dei Paesi considerati più sicuri (Stati Uniti, Giappone, Germania) hanno rendimenti storicamente bassissimi. Perciò, in media, gli operatori (in primis i fondi pensione dei Paesi Sviluppati, in cronico deficit dovuto a trend demografici ed economici secolari) guadagnano poco dagli investimenti a reddito fisso e hanno l’impellente necessità di investire in attivi auspicabilmente più redditizi. La spinta a investire in azioni è quindi forte. E le valutazioni delle azioni nel mondo non sono poi malaccio, bastano pochi numeri per rendersene conto:

  • il P/E di Grahm & Dodd dei Paesi Sviluppati (media aritmetica semplice di Europa, USA e Giappone) è oggi pari a 20, contro una media storica di 29 (più basso è il P/E, più sono convenienti le azioni a parità d’altre condizioni);
  • il rapporto Price/Book value del medesimo aggregato è 1,7, mentre la media storica è 2 (e più il Price/Book è basso, più si possono considerare convenienti le azioni);
  • il Dividend Yield è 2,7% all’anno, rispetto ad una media storica del 2%; in particolare, in Europa, il Dividend Yield è oggi pari a 3,9%, mentre il rendimento del Bund è pari a un asfittico 0,64% annuo – dunque abbiamo un ghiotto 3% di differenza tra dividendi e ritorni obbligazionari.

La volatilità implicita nei prezzi delle opzioni in questi giorni è arrivata al 40% negli USA (indice VIX), ma in Europa (indice VDAX) non ha superato il 24%. Tenete presente che durante la crisi Lehman, il VIX ha superato l’80% – guardate il grafico per avere una prospettiva storica del fenomeno.

volatilità_Usa_Europa

È una brutta settimana per le Borse, indubbiamente, ma nemmeno poi così straordinaria: utilizzando i dati dell’indice azionario USA Dow Jones raccolti dal 1899 a oggi, e ordinando le perdite dalla più grave in su, quelle degli ultimi 5 giorni sono al ventesimo posto (si veda il grafico).

peggiori_rendimenti_Dow_Jones

Inoltre, le politiche monetarie restano accomodanti in larga parte del globo. In particolare, la Banca centrale cinese ha a disposizione un discreto arsenale per rispondere al crollo di Borsa e alla fuga dei fondi, rivitalizzando l’economia cinese. Che, comunque, giova ricordarlo, cresce tra il 5% e il 6% all’anno (tanto per mettere le cose in utile prospettiva, il gracile PIL italiano cresce, stando agli ultimi dati ISTAT, a un tasso tendenziale annuo dello 0,5%).

2) Dimenticare la natura dei mercati finanziari

Questo sell-off riguarda principalmente le azioni. E le azioni sono redditizie soprattutto nel lungo termine.

Rammento che dal 1900 al 2014, secondo l’autorevolissimo Credit Suisse Global Investment Returns Yearbook 2015 redatto da E. Dimson, P. Marsh e M. Staunton della London Business School:

  • le azioni hanno in media reso in termini reali (cioè al netto dell’effetto erosivo dell’inflazione) il 4,4% all’anno (5,5% dal 1965);
  • le obbligazioni a medio-lungo termine hanno reso invece l’1,6% reale all’anno (4,9% dal 1965).

E dal 1900 ad oggi è successo di tutto: guerre mondiali, rivoluzioni sociali e tecnologiche, pandemie, e via dicendo. Credo si possa dire che il campione è altamente significativo.

Non c’è nulla di anormale nella volatilità e nei bruschi cali degli indici di Borsa: questi sono i mercati finanziari, signori. Si tratta di un sistema complesso altamente imprevedibile e assai poco governabile (sfortunatamente, l’umanità non ha ancora trovato un sistema migliore per allocare i risparmi). Non è detto che questo sistema duri in eterno, anzi la storia umana insegna che è piuttosto improbabile, ma non sono certo alcune sedute di Borsa (molto) negative a decretarne la fine. Ci vuole ben altro.

3) Stravolgere la vostra strategia d’investimento

La Cina è giù dell’8% da inizio anno. Ma io spero che voi non abbiate investito tutti i vostri averi in azioni cinesi o dei Paesi Emergenti. Auspicabilmente, avete un portafoglio ben diversificato, definito in un momento di tranquillità in modo funzionale ai vostri obiettivi. Se avete un Portafoglio Premium o un Portafoglio Express, l’asset allocation da mesi si è fatta più difensiva. Ora, rispondete a questa domanda: il fatto che l’indice PMI cinese sia uscito più basso delle aspettative e che il VIX sia a 33% ha forse cambiato radicalmente i vostri obiettivi?

Quindi pensateci dieci volte prima di cambiare drasticamente la vostra strategia d’investimento. Buon senso, conoscenza di sé stessi, diversificazione di portafoglio e pazienza sono le armi migliori per superare questi momenti di forte incertezza.

4) Farsi sopraffare dalle notizie

I media vanno a nozze con cali di Borsa, volatilità e simili amenità. Le imprevedibili e spesso violente fluttuazioni di breve termine hanno il potere d’innervosirvi e distrarvi dai vostri obiettivi di lungo termine: tenetele a distanza. Perciò restate aggiornati, monitorate il portafoglio, ma non esagerate. Badate al segnale, cioè ai fatti e ai numeri sostanziali, non al rumore delle notizie che ronzano nell’aria come zanzare.

5) Seguire predicatori folli

Il mercato abbonda di variopinti soggetti che offrono consigli finanziari più o meno strampalati: attenzione, quando il mercato è più turbolento, siete più impauriti e quindi vulnerabili ai loro bislacchi richiami.

Nessuno sa cosa accadrà domani, o la settimana prossima, o il mese prossimo. Chi sostiene diversamente è un ciarlatano. Perché nessuno ha strategie di trading magiche che vincono sempre: molte di queste presunte eccezionali strategie d’investimento sono figlie del caso, altre si commentano da sole.

6) Fare finta che non sia successo nulla

Anche l’eccesso di compiacenza e di sicurezza è un errore. Verificate che il portafoglio abbia un’asset allocation ragionevole, che sia sufficientemente diversificato e abbia indicatori di rischio atteso accettabili per voi, in modo da evitare catastrofi, per quanto possibile. Fate le modifiche del caso al portafoglio, se necessario. Focalizzatevi su ciò che potete controllare, e non inseguite il market timing perfetto, che è una chimera.

Piuttosto, con le Borse in calo, valutate se è il caso di iniziare ad acquistare qualcosa “in saldo”. Perché le buone occasioni fanno capolino quando tutti hanno paura (ne riparleremo tra qualche giorno, nell’asset allocation di settembre, per chi segue i portafogli AdviseOnly e il nostro blog).

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Raffaele Zenti

Raffaele Zenti

Uno dei fondatori di AdviseOnly, responsabile del Financial & Data Analysis Group. Esperto di finanza e gestione dei rischi, statistico Bayesiano, lunga esperienza in Allianz Asset Management, è laureato in scienze economiche con indirizzo quantitativo-statistico all'Università di Torino. Docente di Quantitative Portfolio Management al Master in Finance dell'Università di Torino, ha pubblicato vari articoli su riviste finanziarie (fra le altre: Journal of Asset Management, Economic Notes, Risk), contribuendo a libri su investimenti e gestione dei rischi. Ex-triathleta, s'ostina a praticare apnea, immersioni e skyrunning. Leggi tutto

Discussione

10 Commenti

  • Gianni

    Sempre granissimo!

    • Gianni

      Intendevo “grandissimo”. :-)

  • Matteo Cardia

    Salve,
    Ottima analisi in toto. Penso sia il giusto momento per informarsi meglio e allocare nel migliore dei modi.

    Domanda: Per coloro che non hanno investito su Cina, lei pensa che poss aessere il momento adatto? Oppure potrebbe esserci un altro contro-rimbalzo in negativo ed é quindi auspicabile aspettare l’esito della settimana prossima?!

    Grazie. Matteo.

    • Raffaele Zenti

      Nel breve termine può davvero succedere tutto e il contrario di tutto… Quindi non resta che guardare a qualche numero di riferimento: le valutazioni fondamentali in Cina sono ancora superiori alla media storica, il momentum e il sentiment di mercato ancora negativi. Io non avrei fretta, perciò. Ma, ripeto, la mia idea può rivelarsi sbagliatissima. Sono molto più interessanti gli investimenti high dividend europei (via etf o fondi), per esempio.

  • Kali

    Chi invece non ha investito in Cina, come mai si è comunque visto delle perdite nei propri investimenti?

    • Raffaele Zenti

      Beh, i mercati finanziari, e in particolare tutti gli asset rischiosi, in queste situazioni tendono a muoversi in grande sintonia, con correlazioni elevate (il che non vuol dire che la diversificazione non funzioni – solo che ha i suoi limiti, che è bene aver presente, insieme ai benefici).
      Mi permetto di suggerire una manciatina di letture in proposito:

      1) http://it.adviseonly.com/blog/capire-la-finanza/educazione-finanziaria/educazione-finanziaria-come-diversificare-il-portafoglio/

      2) http://it.adviseonly.com/blog/investire/guida-al-risparmio/diversificazione-di-portafoglio-uno-sguardo-cinico-parte-i/

      3) http://it.adviseonly.com/blog/investire/guida-al-risparmio/diversificazione-di-portafogliouno-sguardo-cinico-parte-ii/

      • Kali

        Grazie. Il bello è che il il mio investimento non è affatto rischioso, anzi molto prudente (secondo la mia banca). Però quando perdo, perdo di brutto, quando la situazione migliora, i guadagni sono molto timidi ed estremamente lenti. Mi pare che il guadagno qui lo stia facendo la banca. Altrimenti non riesco a spiegarmi che cosa stia succedendo. Da dove iniziare se decido di gestire i miei risparmi da sola?

        Non ho ancora letto le tre pagine indicate, ma lo farò sicuramente. Grazie ancora

        • Gianni

          Scusate se mi intrufulo, ma intanto cosa signigica per te Kali che il tuo portafoglio perde di brutto? Cioè in percentuale quanto perde il tuo portafoglio per esempio da aprile 2015 ad oggi?
          Te lo chiedo perché ognuno ha il suo concetto di ‘brutta perdita”. Per me un portafoglio che fa -7% sta perdendo di brutta. Per altri il portafoglio perde di brutta solo se fa almeno -30%.

          • Kali

            Sicuramente una perdita del 7% inizia a non farmi dormire la notte, soprattutto se nel paniere il componente azionario è sotto al 20% e il mio investimento è considerato prudente. Ma quello che non accetto è il mio mancato guadagno quando la ripresa è evidente. Quindi passi pure una piccola perdita ma non il mancato guadagno.

        • Raffaele Zenti

          Molto probabile che il guadagno della banca eroda quello del tuo investimento. Di solito, con le commissioni applicate, investire è come nuotare con una palla di piombo da 3kg legata a una caviglia.

          Comunque, il consiglio è:

          1) seguici su questo blog, noi aiutiamo i risparmiatori e pubblichiamo regolarmente post che aiutano a capire i mercati e a investire (puoi iscriverti alla newsletter settimanale, non costa nulla e non facciamo uso illecito dei dati);

          2) carica il tuo portafoglio sul sito http://www.adviseonly.com, così potrai monitorarlo, vedere se va bene o male, quanto rischi, quanto è liquido, ecc. Troverai anche commenti, potrai chiedere aiuto a noi del team o ad altri investitori esperti. Prova.

          3) c’è questa piccola guida agli strumenti finanziari, volutamente venduta a prezzo “politico”, che può aiutarti, semplice, ma piuttosto apprezzata da chi l’ha letta: http://www.amazon.it/Gli-strumenti-finanziari-obbligazioni-www-adviseonly-com-ebook/dp/B00LNF92UA. E sto scrivendo il sequel.