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Francesca, una cultura finanziaria tutta da costruire

La finanza e gli investimenti non sono certo un argomento semplice. La percezione di qualcosa di difficile comprensione può suscitare due principali emozioni: la curiosità di saperne di più oppure la completa repulsione.

Se 9 italiani su 10, secondo il Global Investor Study 2017 di Schroders, sentono il bisogno di aumentare le proprie conoscenze in tema di investimenti significa che c’è ancora chi non ha ben compreso, non solo quanto sia fondamentale investire i propri risparmi, ma anche l’importanza di costruire una propria conoscenza finanziaria. Ed è proprio il caso di Francesca.

Francesca e l’avversione per i numeri

Francesca ha da poco superato i 40 anni e vive a Firenze. Fin da bambina ha provato un vero e proprio amore per questa città, piena di storia e arte.

Durante gli studi ha sempre affrontato le materie umanistiche e artistiche con facilità, ottenendo ottimi voti. Tutta un’altra storia, invece, con le materie scientifiche che hanno sempre rappresentato un ostacolo più che un’opportunità.

Dopo diversi anni di studio e tirocinio, la vita di Francesca è radicalmente cambiata quando è riuscita ad ottenere un ruolo di responsabilità come direttrice di una galleria d’arte, ma l’avversione per la matematica e per i numeri in generale continua ad essere una costante.

I risparmi inerti

Un passo dopo l’altro, grazie ai vari scatti di carriera, Francesca ha iniziato a mettere da parte qualche risparmio. Gli amici più stretti e finanziariamente più preparati le hanno sempre consigliato di rivolgersi ad un consulente finanziario per far fruttare i propri risparmi, ma il solo pensiero di numeri, percentuali e strumenti finanziari a lei sconosciuti l’hanno sempre allontanata.

Per non parlare del rischio legato agli investimenti: lo guarda sempre con diffidenza e timore. Ma Francesca, come molti risparmiatori italiani, non sa una cosa: anche tenere i soldi “sotto il materasso” ha i suoi rischi.

L’inflazione, infatti, può esercitare un forte potere erosivo dei risparmi: dal 1900 al 2014, la liquidità ha reso mediamente il -8,2% in termini reali; cioè anno dopo anno non era più possibile comprare l’8,2% dei beni e servizi comprati nell’anno precedente.

È vero, i prezzi hanno rallentato la loro corsa negli ultimi anni ma questa è una situazione tutto sommato anomala e potrebbe non durare per sempre perché l’inflazione è sempre in agguato.

 

Una pensione ancora non programmata

La vita lavorativa di Francesca è ancora lunga. Secondo la ricerca Global Investor Study 2017 di Schroders l’età media a cui gli italiani vorrebbero andare in pensione è poco più di 60 anni (61,9) ma l’età a cui si aspettano di andare realmente in pensione è spostata in avanti di 6 anni (67,5).

Inoltre gli intervistati che sono già in pensione esprimono il rimpianto di voler aver risparmiato di più durante la loro vita lavorativa (6 italiani su 10).

Immaginando una carriera lineare, Francesca lavorerà per altri 20 anni, durante i quali continuerà a versare i contributi pensionistici statali; ma al raggiungimento della fatidica pensione potrebbe avere un’amara sorpresa.

Non avendo infatti un piano pensionistico aziendale le sue principali fonti di reddito pensionistico saranno la pensione statale e i risparmi. Secondo i calcoli della Ragioneria dello Stato la pensione media sarà decisamente più bassa rispetto all’ultimo stipendio percepito poiché con una popolazione che sta invecchiando ci saranno sempre meno persone a contribuire alla spesa pensionistica.

Il futuro di Francesca

Purtroppo per noi quello di Francesca non è un caso isolato. I dati dicono che sono molti gli italiani alle prese con una preparazione finanziaria insufficiente, aggravata da una situazione previdenziale preoccupante a livello nazionale.

La buona notizia è che non è mai troppo tardi per affrontare con razionalità la gestione dei propri risparmi. Per qualcuno può bastare un po’ di sana cultura finanziaria, per altri invece la soluzione migliore può essere l’aiuto e la consulenza di un esperto.

In entrambi i casi una gestione professionale ed equilibrata degli investimenti può significare un futuro finanziariamente tranquillo e soddisfacente. Gestione che necessariamente comincia da una buona base di educazione finanziaria.

investIQ, il quoziente d’investimento

Lo sentiamo ripetere da sempre: un buon esame di coscienza è il punto di partenza per diventare persone migliori. Lo stesso vale in finanza, dove per fare un’analisi introspettiva delle conosce conoscenze e capacità è di fondamentale importanza per investire in modo più efficace i propri risparmi. Perché investire non ha a che fare solo con ciò che sai ma anche con ciò che sei.

Ecco perché la piattaforma Schroders investIQ ha l’obiettivo di aiutare i risparmiatori ad accrescere le proprie conoscenze finanziarie, da una parte, e di conoscere meglio sé stessi dall’altra. Il nostro cervello infatti spesso ci trae in inganno: pensiamo di fare scelte lucide, che invece si rivelano istintuve; crediamo di decidere in modo consapevole, ma siamo in realtà vittime di automatismi mentali.

Con il test investIQ è possibile smascherarli e superare quelle “trappole emotive” che ci rendono investitori poco razionali.

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Fondato nel 1804, quotato alla Borsa di Londra dal 1959 e parte dell'indice FTSE 100, Schroders è uno dei principali gruppi finanziari globali, che ha fatto della gestione di capitali la propria esclusiva attività. Si distingue per indipendenza, stabilità degli assetti proprietari e solidità dei bilanci. La capacità di puntare lontano e anticipare i trend d’investimento ne caratterizza la storia da oltre due secoli: con approccio rigoroso e illuminato la società mira alle migliori opportunità in tutto il mondo, osservando i mercati internazionali e locali da una prospettiva privilegiata. Questo le ha permesso di superare con successo i periodi economici sfavorevoli e di crescere fino a diventare uno dei leader mondiali del settore.

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