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Le 5 lezioni finanziarie della famiglia Testa

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I Testa. Una famiglia unita, che abbiamo avuto modo di conoscere attraverso i loro sogni, progetti ed esperienze. Quando ve li abbiamo presentati, ognuno di loro si trovava in un punto diverso del proprio percorso, ognuno esigenze e progetti differenti, ma alla fine della storia tutti hanno ottenuto i risultati sperati.

La storia dei Testa, alle prese con situazioni di natura finanziaria personale, ci racconta che con perseveranza e informazione si possono ottenere i risultati sperati. Certo, sappiamo che gli ostacoli, soprattutto quelli mentali, sono dietro l’angolo, ma la soluzione si trova sempre.

Ecco, dunque, i take home, i principali insegnamenti, che la storia dei Testa ci ha regalato:

  1. Non lasciare i propri risparmi stagnanti sul conto corrente
    Quando lasciamo i nostri risparmi “parcheggiati” sul conto corrente, i rischi a cui andiamo incontro sono molteplici. Prima di tutto, l’inflazione può rivelarsi a lungo andare un vero e proprio tarlo per i nostri soldi, erodendone il potere d’acquisto.

    Inoltre, i tassi di interesse negli ultimi anni si sono ridotti un bel po’ (spesso sono negativi), per cui ciò che può fruttare dal conto corrente è sicuramente minore rispetto al rendimento che può offrire un buon investimento.

  2. Mai rimandare a domani ciò che potresti iniziare a fare oggi
    Vi ricordate di Elena? Il suo sogno di aprire un bed & breakfast in Toscana si è realizzato, ma all’inizio l’impresa è stata ostacolata dalla poca liquidità iniziale. Questo perché Elena ha continuato a rimandare l’investimento, convinta di avere molto tempo a disposizione.

    La storia del figlio Marco, però, ci insegna che anche grazie all’investimento di piccole somme, per esempio tramite un fondo, è possibile evitare di rimandare a domani ciò che possiamo iniziare oggi: prima investiamo, infatti, più lungo potrà essere il nostro orizzonte temporale e più consistente il rendimento del nostro investimento.

    Il take home vale anche per i più giovani, in particolare in merito alla pensione: come ci insegna Giorgio, spesso da pensionati non si riesce a mantenere lo stesso tenore di vita che si aveva quando si lavorava. Per questo motivo, un reddito integrativo è ideale se non s’intende rinunciare alle proprie abitudini.

  3. Attenzione ai bias cognitivi: imparare a difendersi
    L’eccessiva fiducia di Elena, che all’inizio del suo percorso si è tramutata in un fai-da-te poco efficace, oppure il troppo ottimismo del marito Giorgio, che si è focalizzato solo sul presente, sono due bias cognitivi con cui hanno avuto a che fare i Testa.

    Bias cognitivi che ci mettono in allerta: la nostra mente, spesso, ci attrae in vere e proprie trappole comportamentali che non permettono di affrontare gli investimenti con la giusta dose di razionalità. Ecco perché è importante non lasciarsi prendere dal panico, ma, consapevoli delle proprie debolezze, rivolgersi a un consulente finanziario e ascoltarne i consigli, proprio come si fa con un coach sportivo, un personal trainer. Così si scaccia la mosca del bias cognitivo che ci ronza intorno.

  4. Investire oggi per il nostro domani
    Con l’arrivo del piccolo Testa, Marco ha avuto non pochi pensieri : il mutuo e tutte le spese che l’arrivo di un figlio comporta. L’idea d’imbarcarsi in un investimento all’inizio ha generato panico: la paura di non avere tanti soldi da investire e di perdere quelli che si hanno. Ciò porta spesso a decidere di non investire affatto. Errore grave. Perché invece un metodo c’è: i PAC.

    I Piani di Accumulo del Capitale, infatti, sono un ottimo modo per investire partendo da piccole somme, ideali per quelle famiglie che stanno iniziando la nuova vita insieme e che non dispongono di un grande capitale. Anche 100 euro, versati mensilmente con costanza, possono portare a un risultato davvero niente male.

  5. Costruire un portafoglio con il goal investing
    Ricordiamoci di Mario Testa, il padre di Elena. Mario, pensionato pieno di energia, ha deciso sotto consulenza di costruire un portafoglio income al fine di ottenerne un reddito integrativo che gli permettesse di vivere la sua passione per i viaggi in giro per il mondo.

    Quando si costruisce un portafoglio, ovvero quando si decide quale sarà l’asset allocation, cioè la sua struttura, è importante tenere conto della logica del goal investing: per che cosa investo, qual è il mio bisogno e qual è il mio obiettivo finale? Ogni obiettivo, infatti, richiede una diversa strategia. Anche l’orizzonte temporale va modulato di conseguenza, come ad esempio quando Mario, che ha deciso di investire per il pronipote, è passato da una prospettiva di breve a una di lungo termine.


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Fondato nel 1804, quotato alla Borsa di Londra dal 1959 e parte dell'indice FTSE 100, Schroders è uno dei principali gruppi finanziari globali, che ha fatto della gestione di capitali la propria esclusiva attività. Si distingue per indipendenza, stabilità degli assetti proprietari e solidità dei bilanci. La capacità di puntare lontano e anticipare i trend d’investimento ne caratterizza la storia da oltre due secoli: con approccio rigoroso e illuminato la società mira alle migliori opportunità in tutto il mondo, osservando i mercati internazionali e locali da una prospettiva privilegiata. Questo le ha permesso di superare con successo i periodi economici sfavorevoli e di crescere fino a diventare uno dei leader mondiali del settore.

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