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Investire nell’area del Pacifico: rischi e opportunità

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Sui mercati azionari non mancano mai le sorprese: da inizio anno un’area poco conosciuta dell’Asia sta facendo piuttosto bene con performance degne di nota. Stiamo parlando del Pacific ex Japan.


Con la fine di settembre stiamo entrando nell’ultimo miglio del 2017. In questi primi nove mesi, gli investitori hanno potuto beneficiare dell’incessante crescita dei mercati azionari che da inizio anno guadagnano a livello mondiale circa il 3,3%.

Fino ad ora, tra i Paesi Sviluppati la zona Euro è l’area geografica che più si è guadagnata la fiducia degli investitori (+8,8% da inizio anno, in Euro), grazie ad un quadro politico ed economico decisamente favorevole. Tuttavia, in un mondo globale le occasioni d’investimento vanno ben oltre i confini nazionali.
 

 
Oltre all’Eurozona, c’è un altro pezzo del mondo che si sta distinguendo per buone performance. Stiamo parlando dell’area Pacifico ex Japan, che da inizio anno guadagna il 5,7%, ben al di sopra della media mondiale e di Paesi come il Giappone (+2,4%) o l’America del Nord (+1,4%). Oltre alle performance, vediamo cosa succede considerando una metrica di valutazione classica come il P/E, rispetto alla sua media storica per ciascuna di queste aree:  
 

 
Quello che ci dice questo grafico è che, al momento, il P/E del mondo, dell’Europa e del Nord America è sopra la media storica. Al contrario, gli unici Paesi interessanti si trovano proprio in Asia, e sono il Giappone e l’area Pacific ex Japan, dove il P/E attuale, indicatore che serve per stabilire a grandi linee se un indice è caro, è rispettivamente di 20,73 e 15,87, contro una media storica più elevata di 24,20 e 16,64. Tradotto in parole semplici: questi dati vogliono suggerirci che le valutazioni dei Paesi che si affacciano sul Pacifico sono relativamente interessanti.

Quali mercati compongono l’indice Pacific ex Japan?

Questo particolare indice, MSCI Pacific ex Japan, comprende i Paesi che si affacciano sull’Oceano Pacifico, fatta eccezione per i Paesi Emergenti (come India, Cina) e il Giappone. Comprende quindi Paesi sviluppati come Australia, Hong-Kong, Nuova Zelanda e Singapore, che in termini di prospettive di crescita sono davvero interessanti.
 

 
Infatti, i Paesi del Pacifico hanno una previsione di crescita media del PIL reale (dal 2017 al 2022) decisamente migliore rispetto a quelle dell’Europa e degli USA; inoltre hanno un reddito pro-capite elevato, a dimostrazione del fatto che si tratta di economie ormai considerate avanzate e solide.

Non c’è rendimento senza rischio

Sebbene la combinazione tra tassi di crescita e valutazioni di mercato dia ragione al Pacifico, non bisogna sottovalutare lo scenario di rischio, in primis il fragile equilibrio tra il Giappone e la Corea del Nord che potrebbe destabilizzare l’intera area (e tutto il mondo).

Un occhio di riguardo va dato anche all’Australia che, nonostante la crescita dello 0,8% del PIL nell’ultimo trimestre, potrebbe sperimentare un indebolimento della domanda interna a causa dell’elevato livello d’indebitamento privato e della discesa ai minimi storici del tasso di risparmio. Secondo un sondaggio di CLSA, i consumatori preoccupati del proprio livello d’indebitamento sono passati dal 13% nel 2013 al 22% nel 2015, per arrivare al 27% nel 2017.

Le soluzioni di UBS

UBS offre la possibilità di investire in questa area geografica attraverso due modalità principali:

  • Una modalità standard che si concentra principalmente su Australia, Hong-Kong e Singapore, investendo soprattutto nei settori legati alla finanza, real estate e materiali;
  • Una modalità SRI, che permette di investire in modo socialmente sostenibile con particolare attenzione all’ambiente, alla concorrenza e in generale alla correttezza sull’etica aziendale. Per raggiungere tale scopo, questa modalità di investimento include nuovamente il Giappone, su cui basa la maggioranza della componente geografica, seguito da Australia e Singapore.

L’offerta di UBS per investire in Asia Pacifico

[accordion title=”UBS ETF (LU) MSCI Pacific (ex Japan) UCITS ETF (USD) A-dis”] ISIN: LU0446734526

L’obiettivo d’investimento è replicare l’andamento del prezzo e del rendimento dell’MSCI Pacific (ex Japan), un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato per misurare la performance dei mercati azionari sviluppati della regione del Pacifico (al netto delle commissioni). Il prezzo di borsa può differire dal NAV.
[/accordion] [accordion title=”UBS ETF (LU) MSCI Pacific Socially Responsible UCITS ETF (USD) A-dis”] ISIN: LU0629460832

L’obiettivo d’investimento è replicare l’andamento del prezzo e del rendimento dell’MSCI Pacific Socially Responsible Index, un indice che misura la performance dei mercati azionari della regione del Pacifico prendendo in considerazione solo le società che prestano elevata attenzione all’ambiente, alla società e alla governance rispetto alla concorrenza (al netto delle commissioni). Il prezzo di borsa può differire dal NAV.
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UBS ETF ha un lungo track record nella gestione di soluzioni indicizzate per i propri clienti. Nel 2001 UBS ha lanciato il primo ETF. Oggi UBS ETF propone un’ampia gamma di ETF su indici azionari, obbligazionari e alternativi quotati sulle principali Borse europee. Presente dal 2013 in Italia con un team dedicato di 3 persone, in Europa UBS ETF gestisce patrimoni per circa 48 miliardi di Euro e rappresenta il quarto operatore nel mercato degli ETF (Fonte: ETFGI, 28 Settembre 2018) con 85 prodotti quotati presso Borsa Italiana. UBS ETF fa parte di UBS Asset Management che è una delle principali società di gestione a livello mondiale, con un patrimonio in gestione di 700 miliardi di euro (al 30.06.2018), di cui oltre 280 miliardi di euro in gestioni passive. Per maggiori informazioni www.ubs.com/etf.

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