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Obbligazioni societarie: un’opportunità da non perdere

Con i titoli di Stato che non rendono niente e le cedole generalmente basse, diventa difficile ottenere una buona performance sui propri investimenti. Un’alternativa possono essere le obbligazioni corporate: il modo più semplice per accedervi è tramite un ETF.

 

L’attuale contesto di mercato, ribattezzato “Lower for Longer”, rende più che mai difficile per gli investitori raggiungere i propri obiettivi di performance. In passato molti ci sono riusciti costruendo portafogli “core”, composti da azioni e obbligazioni: nell’arco di diversi anni la componente azionaria forniva rendimenti sostanziosi, spesso a due cifre, mentre le obbligazioni offrivano vantaggi in termini di diversificazione, riducendo i rischi. Per non parlare dell’effetto del calo dei tassi d’interesse, che negli ultimi decenni ha dato slancio alle performance obbligazionarie.

Un mondo nuovo

Negli ultimi anni però il mondo è cambiato. Oggi una buona fetta del mercato dei titoli di Stato dei Paesi sviluppati non risulta particolarmente interessante, per via dei rendimenti negativi e delle cedole basse. E così gli investitori cercano di diversificare il proprio portafoglio obbligazionario con asset class differenti come le obbligazioni corporate, ovvero i bond emessi da società (per questo si chiamano anche obbligazioni societarie). Questi strumenti offrono attualmente rendimenti più elevati dei titoli di Stato e possono quindi risultare più adatti a raggiungere gli obiettivi di lungo termine, diversificando i rischi di portafoglio.

UBS

Prima dello strumento bisogna scegliere l’indice di riferimento

Il mercato delle obbligazioni societarie è caratterizzato da emissioni con un taglio minimo elevato, spesso superiore ai 100mila euro o dollari. Per un piccolo risparmiatore, questo può costituire una forte barriera all’entrata, senza contare che può diventare pericoloso concentrare l’investimento in uno o pochi titoli corporate: ci si espone infatti al rischio default dell’azienda emittente.

Invece, investire in questa asset class tramite ETF in un colpo solo:

  • riduce il rischio concentrazione, abbattendo drasticamente il rischio di default;
  • garantisce l’accesso al mercato a tutti i risparmiatori, dal momento che la maggior parte degli ETF hanno un taglio minimo decisamente abbordabile.

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La scelta dell’indice fa la differenza

Gli ETF sono per lo più strumenti finanziari passivi, perché la performance del fondo cerca di replicare l’andamento dell’indice sottostante, in questo caso un indice di obbligazioni corporate. In generale, gli indici obbligazionari investibili rappresentano comparti del mercato a reddito fisso, quali obbligazioni governative, societarie o municipali, fino a specializzarsi su singoli segmenti della curva dei tassi d’interesse (ad es. con duration breve).

Per quanto riguarda le emissioni societarie, la classificazione standard separa gli emittenti con rating di alta qualità, detti Investment Grade, da quelli di qualità inferiore (o High Yield). Alternativamente gli ETF obbligazionari possono essere suddivisi in base alla valuta di denominazione (ad esempio dollaro USA, o euro), o all’area geografica di riferimento (ad esempio Eurozona, o Paesi Emergenti). Insomma, ce n’è per tutti i gusti, ma bisogna scegliere con accortezza.

UBS è molto trasparente nelle scelte dell’indice da replicare con l’ETF: la tabella sottostante riassume i principali criteri d’inclusione negli indici di obbligazioni societarie replicati dagli UBS ETF.

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Grazie ai vari criteri d’inclusione, gli investitori possono quindi selezionare l’esposizione che preferiscono. Ad esempio, l’indice Barclays Euro Area Liquid Corporate 1-5 Years è composto da obbligazioni molto liquide, denominate in euro, con scadenze comprese tra 1 e 5 anni emesse da società domiciliate nell’Eurozona. Invece, l’indice Markit iBoxx EUR Liquid Corporates include obbligazioni liquide, denominate in euro, indipendentemente dal domicilio degli emittenti e dalla scadenza dei titoli (quindi per esempio può includere un’obbligazione denominata in euro, ma emessa da un’azienda extra-UE).

All’interno di alcuni indici i segmenti sono spesso definiti dalle scadenze: ad esempio, gli indici SBI Foreign replicati dagli UBS ETF sono divisi in due fasce di scadenze (1-5 anni e 5-10 anni), offrendo così agli investitori la flessibilità di investire sulla durata preferita (tenendo presente che, ad ogni durata, corrisponde un rischio differente). Inoltre, questo indice riunisce diversi tipi di emittenti, ovvero sia società che enti pubblici.

Gli indici corporate replicati da UBS ETF contengono perciò una selezione altamente diversificata di titoli societari, che soddisfano criteri precisi in materia di scadenza, qualità creditizia e liquidità. Questo perché negli ultimi anni UBS ha allargato la gamma di ETF che mette a disposizione degli investitori: così tutti possono accedere agli investimenti in obbligazioni corporate statunitensi ed europee, liquide, senza barriere all’entrata, e il tutto a costi commissionali davvero accessibili.


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UBS ETF ha un lungo track record nella gestione di soluzioni indicizzate per i propri clienti. Nel 2001 UBS ha lanciato il primo ETF. Oggi UBS ETF propone un’ampia gamma di ETF su indici azionari, obbligazionari e alternativi quotati sulle principali Borse europee. Presente dal 2013 in Italia con un team dedicato di 3 persone, in Europa UBS ETF gestisce patrimoni per circa 38 miliardi di Euro e rappresenta il quinto operatore nel mercato degli ETF (Fonte: ETFGI al 31 dicembre 2018) con 92 prodotti quotati presso Borsa Italiana. UBS ETF fa parte di UBS Asset Management che è una delle principali società di gestione a livello mondiale, con un patrimonio in gestione di 682 miliardi di euro (al 31 dicembre 2018), di cui oltre 260 miliardi di euro in gestioni passive. Per maggiori informazioni www.ubs.com/etf.

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