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Risk off o risk on? Un ETF per ogni stagione (senza dimenticare la sostenibilità)

Il periodo agitato sui mercati mondiali sta disorientando gli investitori globali, che ora guardano a dove possono mettere i loro soldi per cercare rendimento. La guerra in Ucraina, l’inflazione e l’aggressività delle banche centrali ha colpito in modo deciso il mercato azionario: come si sa, infatti, l’S&P 500 nei primi sei mesi del 2022 ha lasciato sul terreno il 20,58%.

I mercati, tuttavia, ci insegnano che nei momenti di burrasca è necessario mantenere la razionalità, diversificare il proprio portafoglio e ricorrere ai giusti strumenti finanziari.

Meglio ancora se a supporto dei propri investimenti ci si affida a una strategia di fondo, magari agganciata a trend capaci di riprendere presto la loro corsa al di là delle turbolenze di breve termine.

Uno di questi trend, particolarmente sensibile in questo momento storico e destinato a crescere in futuro, è quello relativo agli investimenti Esg. L’estate rovente e all’insegna della forte siccità ci ricorda ancora una volta che per preservare il nostro clima occorre agire usando tutte le leve, anche quella degli investimenti finanziari.

I gestori di fondi, come la svizzera Ubs, hanno capito molto bene questo concetto e nella loro gamma di ETF – fondi passivi che replicano l’andamento di un indice – hanno inserito prodotti legati alle logiche Esg e per di più adatti, grazie alla loro diversificazione intrinseca, ad ogni contesto di mercato.

 

La nascita di due nuovi prodotti Esg

Una delle ultime iniziative di Ubs ha portato alla nascita di due prodotti distinti partendo da uno precedente. La società di gestione del risparmio, infatti, ha spacchettato il suo ETF Global Aggregate e ha dato vita:

  • al Global Govies Esg, un ETF che investe sui bond governativi dei Paesi più virtuosi in campo Esg;
  • e al Global Corporate Esg, un prodotto che incorpora obbligazioni globali delle società con il miglior rating in campo ambientale, sociale e di governance.

Entrambi sono categorizzati articolo 8 nell’ambito della normativa europea Sfdr, acronimo che sta per Sustainable finance disclosure regulation.

La Sfdr disciplina l’informativa nel campo della finanza sostenibile ed esprime il tentativo dell’Unione europea di fare massima chiarezza su questi prodotti d’investimento a beneficio degli investitori.

La dicitura “articolo 8”, nel dettaglio, dimostra che si tratta di prodotti che promuovono caratteristiche ambientali, sociali e di governance.

 

Un ETF per investire sui bond governativi più liquidi

Per i momenti di risk off, ovvero di maggiore avversione al rischio, UBS ha progettato il Global Govies Esg(ISIN: EGO IM LU1974693662 e EGE IM LU1974694553 nella versione a cambio coperto). Il fondo replica l’indice Jp Morgan Global Governement Esg Liquid Bond Index (Total Return), costituito dai titoli di Stato più liquidi a livello globale.

È un universo da 25mila miliardi di dollari, spalmato su 40 Paesi e 31 valute, che copre economie sviluppate ed emergenti. L’indice è ponderato per la capitalizzazione di mercato. Inoltre considera solo le società emittenti impegnate sui temi ambientali, sociali e di governance (Esg).

Come? Lo fa classificando i Paesi in 10 differenti categorie in base al punteggio Esg che riescono a ottenere. In seguito, vengono incluse nell’indice soltanto le cinque categorie di Paesi con le valutazioni più alte.

La valutazione è fatta da RepRisk, una società indipendente specializzata in rischi Esg, che monitora quotidianamente oltre 500mila news in 20 lingue e valuta gli impatti che queste possono avere stilando il suo RepRisk Index.

 

L’alternativa che guarda al debito corporate mondiale

Nelle fasi di risk on, ovvero di propensione al rischio, c’è l’opzione Global Corporate Esg (ISIN: ECO IM LU2099991536 e ECE IM LU2099992260 nella versione a cambio coperto). Questo prodotto replica l’indice Bloomberg Barclays MSCI Liquid Corporates Sustainable. Vi sono comprese solo obbligazioni investment grade (valutate BBB- o superiori) statunitensi, dell’area euro, del Regno Unito e canadesi in valuta locale e a tasso fisso.

L’indice applica criteri di liquidità aggiuntivi ai titoli di ciascuno dei quattro mercati sulla base di un ammontare minimo in circolazione e del tempo dall’emissione ed è ribilanciato su base mensile.

In questo caso la valutazione Esg è effettuata da parte di MSCI Intangible Value Assessment. Le aziende da includere sono valutate secondo 28 criteri Esg: devono ottenere un rating almeno di BBB e non avere controversie in atto.

 


 

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UBS ETF ha un lungo track record nella gestione di soluzioni indicizzate per i propri clienti. Nel 2001 UBS ha lanciato il primo ETF. Oggi UBS ETF propone un’ampia gamma di ETF su indici azionari, obbligazionari e alternativi quotati sulle principali Borse europee. Presente dal 2013 in Italia con un team dedicato di 3 persone, in Europa UBS ETF gestisce patrimoni per circa 85 miliardi di dollari e rappresenta il quarto operatore nel mercato degli ETF in Europa (Fonte: ETFGI al 31 dicembre 2020) con oltre 120 prodotti quotati presso Borsa Italiana. UBS ETF fa parte di UBS Asset Management che è una delle principali società di gestione a livello mondiale, con un patrimonio in gestione di 950 miliardi di euro (al 31 dicembre 2020), di cui oltre 350 miliardi di euro in gestioni passive. Per maggiori informazioni www.ubs.com/etf.

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