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Goal investing e conti mentali: quando le trappole cognitive diventano nostre alleate

Investire con un obiettivo concreto, legato alla vita reale, può aiutarci a mantenere la barra dritta e a non farci prendere dal panico. Trasformando un bias psicologico in un punto di forza.


Nel mondo della gestione dei risparmi, è sempre più frequente il cosiddetto “Goal Investing”, ovvero l’investimento basato su obiettivi precisi.

Dietro, in effetti, ci sono ottime ragioni.

Per chi è nuovo al Goal Based Investing, sappiate che si tratta semplicemente di investire con uno scopo definito, legato alla vita reale: la crescita dei figli, la pensione, la costituzione di un “air-bag monetario” per spese improvvise e inattese, un acquisto grande o piccolo (la casa, l’auto, un viaggio da sogno). Può anche trattarsi di un obiettivo finanziario, come un reddito integrativo o una rendita.

Trasformare le debolezze in punti di forza

Quella del Goal Investing è un’impostazione vincente. Infatti, come insegna la finanza comportamentale, aiuta i risparmiatori a pianificare l’investimento, mantenendosi focalizzati su di esso facendo leva proprio su una delle principali distorsioni (o bias) comportamentali: di solito le persone tendono a guardare al loro patrimonio segmentandolo sulla base di obiettivi, i cosiddetti “conti mentali” (o mental accounts).

Quindi, un punto di debolezza, un bias psicologico ben noto agli esperti di finanza comportamentale e di psicologia, si trasforma in un punto di forza. Infatti, l’attenzione del risparmiatore si sposta da parametri freddi e spesso astratti, come la tolleranza al rischio e l’orizzonte temporale, a bisogni tangibili della vita di tutti noi. Lasciando gli (indispensabili) aspetti tecnici ai tecnici. Del resto, noi Sapiens siamo creature  emotive ed empatiche e le cose concrete ci motivano molto più dei numeri astratti. Per inciso: con l’investimento ad obiettivi, l’orizzonte temporale dell’investimento è automaticamente corretto…

Conti mentali ed efficienza del portafoglio

Qualcuno potrebbe obiettare che l’eventuale segmentazione del patrimonio in vari portafogli basati su “conti mentali” potrebbe rendere inefficiente l’investimento. Ma non è così: il padre della moderna teoria di portafoglio Harry Markowitz, premiato con il Nobel per l’Economia, ha dimostrato in un celebre articolo che efficienza di portafoglio e “conti mentali” vanno perfettamente d’accordo (cliccate qui per approfondire).

Logica di accumulo vs logica di decumulo

Guardando all’investimento per obiettivi da un’altra angolazione, possiamo dividerli in due macro categorie:

  • quelli ad accumulo del capitale – ad esempio gli investimenti volti a costituire un capitale per i propri figli o per gli anni della pensione – generalmente legati alla prima fase della vita di una persona;
  • quelli a decumulo – pensati ad esempio per ottenere un reddito integrativo da un capitale precedentemente accumulato – spesso associati alla seconda fase della vita. Proprio gli investimenti volti a fornire un reddito integrativo, chiamati anche investimenti Income, sono particolarmente importanti, dato che si tratta di soluzioni finanziarie finalizzate a mantenere il proprio life-style in un’età in cui le capacità reddituali generalmente si riducono. In epoca di bassi tassi d’interesse, focalizzare l’attenzione su questo obiettivo specifico attraverso il Goal Investing rende più semplice trovare una soluzione finanziaria adeguata a questo tipo di bisogno.

Il ruolo dell’emotività

Specie per il primo tipo di investimenti ad obiettivo, quelli ad accumulo, lo scopo concreto è spesso vestito di emotività; pensate al risparmio per i figli, per realizzare il viaggio dei propri sogni, per comprare la prima casa.

Questo aspetto emotivo dà forza all’investimento e rende assai più semplice attenersi al piano finanziario, ad esempio contribuendo regolarmente all’investimento tramite un Piano di Accumulo del Capitale, o PAC. Il PAC è in sé un potente alleato: consente di investire regolarmente, senza pensare al momento “giusto” per farlo, si va avanti e basta come uno schiacciasassi.

Ciò rende enormemente più probabile raggiungere l’obiettivo prefissato. E questo è ciò che conta di più.


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Fondato nel 1804, quotato alla Borsa di Londra dal 1959 e parte dell'indice FTSE 100, Schroders è uno dei principali gruppi finanziari globali, che ha fatto della gestione di capitali la propria esclusiva attività. Si distingue per indipendenza, stabilità degli assetti proprietari e solidità dei bilanci. La capacità di puntare lontano e anticipare i trend d’investimento ne caratterizza la storia da oltre due secoli: con approccio rigoroso e illuminato la società mira alle migliori opportunità in tutto il mondo, osservando i mercati internazionali e locali da una prospettiva privilegiata. Questo le ha permesso di superare con successo i periodi economici sfavorevoli e di crescere fino a diventare uno dei leader mondiali del settore.

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