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#ABCfinanza: perché risparmiare e soprattutto come investire in tempi di crisi?

Lavorando, produciamo reddito. Questo ha solo due sbocchi: o viene consumato per acquistare beni e servizi (per inciso, nei consumi ricadono tutte quelle voci di spesa familiare come i costi legati alla casa, le bollette varie e via dicendo), oppure risparmiato.

I soldi che vengono risparmiati servono a molte cose, ad esempio a realizzare i nostri progetti, oppure far fronte agli imprevisti della vita, o a sostenersi quando si diventa anziani e magari il reddito si abbassa perché non si lavora più. In generale i risparmi servono a creare la possibilità di consumare in futuro, difendendosi dalle incertezze che costellano la vita umana.

Con le crisi finanziarie risparmiare è sempre più difficile. Tuttavia occorre sforzarsi, magari rinunciando a qualcosa di effimero. Ognuno di noi, con un esame di coscienza, sa cosa è importante davvero e cosa non lo è nel proprio flusso di consumi.

 

Come investire sicuri?

Proviamo ad andare sul pratico. Consideriamo le esigenze di una persona in età lavorativa e vediamo quali sono i pilastri sui quali fondare il proprio risparmio: quei presidi, cioè, che chiunque dovrebbe creare per poter “vivere serenamente” e che permettono di creare una disciplina d’investimento.

  • Una polizza vita.
    Di quelle semplici: serve una polizza che protegga contro le avversità che possono colpire la salute. L’ideale è che copra voi e, se l’avete, anche la vostra famiglia contro malattie, infortuni, incidenti e altre iatture. Lo so che vi viene voglia di fare gli scongiuri, ma in queste cose è bene essere pragmatici e affrontare la realtà.

    A differenza delle polizze RC Auto, molto standardizzate e quindi disponibili online, le polizze vita sono ovviamente molto personali, quindi vi conviene consultare varie compagnie assicurative e capire quale polizza si adatta meglio alle vostre esigenze, sia in termini di copertura dei rischi che di costi.

  • Il risparmio previdenziale
    Le forme pensionistiche tradizionali (l’INPS per intenderci) sono sempre meno in grado di assicurare un adeguato tenore di vita al termine dell’attività lavorativa. Vale quindi la pena essere prudenti e creare un portafoglio supplementare, che può essere un fondo pensione di categoria o aziendale, oppure un portafoglio dedicato creato da voi.
  • Il conto corrente
    Indispensabile per gestire entrate e uscite correnti. Più che al tasso d’interesse sul conto, badate ai servizi che vi offre, cercando di limitare al massimo i costi: bancomat, carta di credito, pagamento di bollette, prelievo gratuito da qualunque sportello del sistema bancario, un buon online banking, inclusivo della possibilità di comprare e vendere strumenti finanziari, ecc.
  • L’investimento a medio termine
    Se vi avanza qualcosa, anche poco, c’è da pensare ad un investimento a medio termine che può servire per gli scopi più disparati: ad esempio creare un capitale per i propri figli o avviare un’attività, accantonare un gruzzoletto per un viaggio importante, oppure affrontare l’acquisto di una casa.

     

     
    Il risparmio può essere accumulato piano piano, con piccoli investimenti effettuati una volta a bimestre, a trimestre o a semestre per entrare sul mercato con calma, evitando tempistiche non perfette. Si chiamano “Piani di accumulo” (o PAC) e li potete realizzare chiedendo aiuto alla vostra banca oppure da soli. Ne vale la pena: vi consentono di investire gradualmente, senza preoccuparvi troppo di scegliere il “momento giusto” (cosa difficilissima, se non impossibile) e alla fine vi troverete con un gruzzoletto a disposizione per i vostri obiettivi.

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    1 – Millennials, 4 semplici abitudini per riuscire a risparmiare ogni giorno
    2 – Portafogli Pensione: godersi al massimo un meritato riposo
    3 – Investimenti efficienti: un confronto tra i costi dei fondi comuni e degli ETF

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Ultimo commento
  • Raffaele Zenti

    Grazie della tua opinione. Ma questa è l’economia nella quale viviamo…e quelli indicati nel post sono gli strumenti a disposizione del cittadino che riteniamo adatti a costruire e gestire un risparmio in questa economia.
    Ritengo che l’oro in modeste quantità e in determinate situazioni sia un attivo da detenere in portafoglio a scopo diversificazione, in modeste quantità. Tuttavia, direi che i fatti (cioè gli ultimi mesi di regolare discesa del prezzo dell’oro) mostrano come investire in oro non sia la panacea di tutti i problemi finanziari.
    L’oro, non va dimenticato, è un attivo che non produce reddito (non paga né cedole, né dividendi), né è legato ad un’attività produttiva reale: fluttua solo in base alla dinamica di domanda e offerta.

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