a
a
HomeCAPIRE LA FINANZAABC FINANZA#ABCfinanza: tutto quello che devi sapere per investire in ETF

#ABCfinanza: tutto quello che devi sapere per investire in ETF

Come investire con gli ETF
Abbiamo parlato più volte su questo blog di ETF e dei loro (ETC ed ETN), spiegando quali sono le loro caratteristiche. Oggi vediamo come e dove acquistare questi strumenti.
Aggiornato il 25/01/2017

Abbiamo più volte analizzato il mondo degli ETF, passando in rassegna alcune delle loro principali caratteristiche: la loro liquidità, i metodi di gestione e il loro funzionamento. Ora proviamo a fare il punto più generale sull’industria degli ETF, individuandone i numeri principali e ripassando i passaggi da compiere per operare sui mercati: i portafogli AO Tutor infatti sono composti quasi esclusivamente da questi strumenti finanziari, in modo da poter sfruttare al massimo le potenzialità offerte.

L’industria degli ETF in Italia

Dati alla mano notiamo come anno su anno vi sia una crescita costante a doppia cifra delle masse gestite. Due i fattori alla base della crescita: la diffusione di questi strumenti e l’incremento del numero di emittenti, che contribuiscono all’innovazione continua del prodotto e al mantenimento della concorrenza in termini di costi.
Lasciamo spazio ai numeri:

  • 52,92 miliardi di euro: sono le masse in gestione di questi strumenti finanziari, +20% rispetto al 2015
  • 8.964: media giornaliera di contratti scambiati sul mercato di Borsa Italiana, in flessione del 5% rispetto al 2015. Complessivamente sono stati conclusi 1,15 milioni di contratti per un totale controvalore di circa 24 miliardi di euro (dato aggiornato al 1 settembre 2016)
  • 33%: quota di ETF in contrattazione rispetto al totale degli strumenti presenti sulla piazza finanziaria. In Europa il primato spetta a Borsa Italiana, ormai dal 2005, per la contrattazione di questi strumenti, sia in termini di contratti giornalieri che di controvalore medio scambiato
  • 1.147: il totale degli strumenti rientranti nella più generica definizione di ETP (Exchange Trade Products), così ripartiti:
    • ETF sui mercati sviluppati (205)
    • ETF obbligazionari governativi e societari (205)
    • ETF sui mercati emergenti (83)
    • ETF style (77)
    • ETC/ETN (302)
    • altri (175)

Negoziare gli ETF

Dove?

Tra i vantaggi offerti dagli ETF sicuramente c’è il fatto che sono negoziati in Borsa, proprio come le azioni. È possibile in altri termini acquistare una sola quota di ETF, il cui costo è generalmente accessibile a tutti i risparmiatori, per avere una piena esposizione all’indice replicato dallo strumento. Esposizione che invece richiederebbe ingenti somme di denaro se si volesse ottenere acquistando le azioni che lo compongono.
 
In Italia questi strumenti sono negoziati nel mercato ETFplus di Borsa Italiana dalle ore 9.00 alle 17.25.
Il mercato ETFplus è suddiviso in quattro segmenti:

  1. ETF indicizzati (obbligazionari e azionari)
  2. ETF a gestione attiva
  3. ETF strutturati (senza effetto leva)
  4. ETC/ETN (con effetto leva oppure senza) che replicano materie prime specifiche o indici sulle materie prime stesse, nel primo caso, e indici di valute (ma anche azionari e obbligazionari) nel caso degli ETN

Come?

L’ordine di acquisto (o di vendita) deve essere inoltrato attraverso la propria banca o il proprio intermediario finanziario (SIM, Gestore privato) utilizzando i classici canali: internet, sportello, promotore finanziario o call center.
Successivamente il market maker effettuerà l’operazione di acquisto o di vendita.

Online o allo sportello?

Generalmente, le banche prevedono costi di commissione e spese superiori a quelle dei broker online. Di conseguenza, anche per motivi di praticità, sarebbe meglio effettuare le operazioni online. Nel caso si scelga quest’ultima modalità i broker online offrono gratuitamente una piattaforma di trading, utilizzabile una volta aperto un conto presso di loro. Tramite le piattaforme online è possibile effettuare gli ordini ed inserire stop limit e stop-loss di acquisto o di vendita in base alle proprie esigenze d’investimento.

Un consiglio! Inviate l’ordine di acquisto/vendita a mercati aperti, altrimenti il market maker applicherà un margine al prezzo per tenere conto di eventuali errori di stima sul prezzo che prevarrà all’apertura del mercato.

Il prezzo degli ETF

Le proposte di acquisto e vendita ai fini della conclusione dei contratti sono ordinate secondo criteri di prezzo o tempo. Come avviene per le azioni, anche il prezzo degli ETF ha dei limiti di oscillazione:

  • un limite massimo di variazione di prezzo delle proposte immesse sul mercato rispetto al prezzo di riferimento del giorno precedente
  • un limite massimo di variazione del prezzo dei contratti sempre rispetto al prezzo di riferimento del giorno precedente
  • un limite massimo di variazione dei prezzi tra i due contratti consecutivi

La tassazione degli ETF

Il regime fiscale applicato agli ETF è stato modificato a seguito dell’approvazione del Decreto Legge n°66 del 2014, siano questi armonizzati (in linea con le normative europee) o meno. In questo modo l’aliquota è aumentata dal 20% al 26% per gli ETF azionari (mentre è rimasta fissa al 12,5% per gli obbligazionari governativi – Titolo di Stato). L’aliquota si applica ad entrambe le forme di reddito generate da questi strumenti finanziari, in linea con la tassazione dei fondi comuni:

  1. Redditi da capitale – derivano dall’incasso di cedole (o dividendi) o dalla plusvalenza generata dall’aver venduto degli ETF con una performance positiva e quindi hanno segnato un aumento di valore delle singole quote
  2. Redditi diversi: derivanti da eventuali minusvalenze, cioè perdite determinate dalla performance negativa dell’ETF e dalla conseguente diminuzione di valore delle quote.

Sia le plusvalenze che le minusvalenze sono calcolate direttamente sulla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita dello strumento: il valore del NAV, che precedentemente veniva utilizzato per determinare la fiscalità, ora non è più rilevante.
 
Risulta rilevante sottolineare come gli ETF, nel momento in cui generano “reddito di capitale”, quindi una plusvalenza, questo non può essere utilizzato per compensare eventuali altre minusvalenze generate sempre da altri ETF. Una differenza fiscalmente importante dato che, per la normativa italiana, i prodotti finanziari che permettono di compensare eventuali minusvalenze sono quelli che producono “reddito diverso”, cioè azioni, obbligazioni e certificati.


La quasi totalità dei portafogli che costruiamo e offriamo con i servizi “Portafogli AO” ed “AO Tutor” sono composti da ETF.

Scopri AO Tutor: la guida del tuo risparmio

Scritto da

Dopo l'importante esperienza lavorativa in AdviseOnly, dove ha ricoperto il ruolo di portfolio advisor e analista macroeconomico, è entrato in Cassa Depositi e Prestiti. Ha conseguito la Laurea in Economia Politica all'Università degli Studi di Roma I "La Sapienza", trascorrendo alcuni periodi di studio all'estero ed il Master in Finance (II livello) presso l’Università di Torino (CORIPE Piemonte). La sua principale passione è l'economia.

Nessun commento

lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.