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Che cosa sono le obbligazioni? E come funzionano? Parte 1

In un post precedente semplificando molto, avevamo immaginato il mercato del credito come un villaggio nel quale vivono alcuni vecchietti ricchi ma un po’ acciaccati– e quindi poco intraprendenti – ed un manipolo di giovanotti squattrinati ma pieni di idee e di spirito imprenditoriale, che aprono nuovi allevamenti. Ora introduciamo nel villaggio alcuni elementi che renderanno il nostro paesaggio economico più simile alla realtà.

Può darsi ad esempio che gli allevatori, invece di chiedere i prestiti direttamente ai ricchi del villaggio, vendano delle “obbligazioni” al pubblico (il c.d. “mercato primario“), cioè dei pezzi di carta su cui c’è scritto che all’allevatore X sono stati prestati dei soldi e che questi è tenuto a pagare al possessore dell’obbligazione, degli interessi ed alla scadenza (se tutto va bene) restituirà il capitale ricevuto.

Il vantaggio dell’obbligazione rispetto al prestito bilaterale (cioè tra due parti) è che è più trasparente: è offerto al pubblico, per cui i risparmiatori accorti andranno a scegliere le obbligazioni emesse dall’allevatore che a parità di rischio paga il tasso di interesse più elevato, o che, a parità di interesse, presenta il rischio minore.

L’altro vantaggio delle obbligazioni è che sono frazionabili in piccoli tagli, per cui possono essere vendute ad un grande numero di risparmiatori anche per ammontari modesti. Può sembrare una questione secondaria, ma se l’allevatore fallisce, invece di avere una sola persona che perde un sacco di soldi, abbiamo una pletora di persone che perdono pochi soldi.

Infine, ma non per questo di minore importanza, le obbligazioni possono essere cedute facilmente e questo permette di avviare il cosiddetto “mercato secondario”  sul quale, chiunque abbia bisogno di vendere le obbligazioni prima della scadenza, si può rivolgere per cercare un compratore della sua obbligazione di “seconda mano”.

Chi si rivolge al mercato obbligazionario?

Come accennato prima, la nascita delle obbligazioni comporta la nascita di due mercati sui quali tali strumenti vengono trattati e cioè il mercato primario ed secondario.

Il mercato primario è quello sul quale vengono vendute per la prima volta obbligazioni di nuova emissione. Il mercato secondario è quello sul quale vengono scambiate obbligazioni già in circolazione.

I principali attori sul mercato primario sono:

  1. gli enti governativi internazionali, nazionali e regionali che offrono le loro obbligazioni agli investitori; essi emettono le cosiddette obbligazioni sovranazionali o governative
  2. le grandi imprese che possono trovare più conveniente indebitarsi tramite obbligazioni che non tramite prestiti bancari, esse emettono le c.d. obbligazioni societarie, o “Corporate”
  3. le banche che cercano capitali al minor costo possibile per poter soddisfare la richiesta di credito ed emettono obbligazioni “corporate” bancarie, o obbligazioni bancarie.

A parità di altre condizioni, le obbligazioni sul mercato primario trattano a prezzi più alti rispetto al mercato secondario. Questo perché il mercato primario offre quantità disponibili più elevate. Quindi, ad esempio, un fondo pensione con la necessità di acquistare una partita corposa di obbligazioni potrebbe preferire rivolgersi al mercato primario e comprarle tutte in un colpo solo invece di metterci giorni a rastrellare sul mercato secondario le quantità di cui ha bisogno.

Il discorso cambia per il piccolo investitore al dettaglio, il quale, prima di aderire ad un collocamento obbligazionario sul mercato primario, dovrebbe sempre chiedersi se sul secondario non c’è già disponibile una obbligazione analoga o migliore ad un prezzo inferiore. Spesso è così.

In un mercato normale, le obbligazioni di emittenti e durata similare dovrebbero avere lo stesso rendimento. Tuttavia non sempre è così, anche a causa della segmentazione di mercato (il fatto che i diversi comparti del mercato non sono necessariamente comunicanti) e delle asimmetrie informative (cioè non tutti gli attori del mercato dispongono della stessa quantità di informazione – pensate ai piccoli risparmiatori privati rispetto alle banche!).

Eclatante da questo punto di vista è il caso delle obbligazioni bancarie. Ne parleremo diffusamente la volta prossima, ma anticipiamo l’argomento.

Le banche emettono essenzialmente due tipi di obbligazioni, quelle rivolte agli investitori istituzionali internazionali  chiamate emissioni EMTN o Eurobonds, e le obbligazioni per la clientela al dettaglio, tipicamente denominate “emissioni domestiche”.

Gli Eurobonds, che sono rivolti ad una clientela esperta ed esigente, tipicamente professionale, rendono di più. Mentre le obbligazioni per la clientela al dettaglio rendono meno, a parità di altre condizioni, spesso molto meno. Anche perché sul rendimento incidono pesantemente le commissioni di collocamento che normalmente paga il sottoscrittore e incamera il collocatore. Le commissioni di collocamento sono un ammontare percentuale che le banche trattengono per svolgere il “servizio” di collocamento delle obbligazioni al pubblico.

Di solito in un collocamento obbligazionario rivolto al pubblico  prevede i seguenti soggetti:

  • l’emittente: è l’ente che emette l’obbligazione e che raccoglie i fondi derivanti dal collocamento obbligazionario – di solito è una banca , un”assicurazione, un organismo o ente sovranazionale (tipo BEI, BIRS ecc), oppure una grande azienda;
  • il collocatore: è l’ente che si occupa di piazzare le obbligazioni presso la propria clientela (normalmente è una banca, una rete di promotori, una SIM), percependo, a fronte dell’attività di vendita, la commissione di collocamento, che viene pagata da chi compra l”obbligazione;
  • i sottoscrittori: sono coloro che attuando la loro scelta d’investimento comprano l’obbligazione, aderendo all’offerta del collocatore.

Ci fermiamo qui, per ora. La prossima volta vedremo come funziona il collocamento di un’obbligazione bancaria, per scoprire cosa c’è veramente dietro le quinte – ed investire meglio ed in modo più sicuro i propri risparmi.


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Ultimi commenti
  • Non mi é chiara una cosa: se io compro delle obbligazioni al 5% di cedola a prezzo 110. Il 5% mi viene dato su ció che io ho versato o sul valore nominale? (Riducendo di conseguenza la reale cedola rispetto a ció che ho investito)

    • La cedola viene calcolata sul valore nominale (ovvero 100). Pagando un’obbligazione sopra la pari (ad esempio 110), si riduce il rendimento a scadenza.

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