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Mini-corso di difesa personale per investitori – Seconda puntata

Rieccoci qua , per completare l’elenco di 10 domande che dovrebbero aiutarvi a difendervi evitando investimenti totalmente inadeguati o troppo costosi. Per chi se la fosse persa, ecco la prima parte del corso. Bene, allora si riparte dalla domanda numero 6.

6 ) Quanto è il TER?

Niente paura: TER sta per “Total Expense Ratio”, che poi è il costo totale del fondo, includendo tutte le commissioni e costi vari. Insomma, è il principale indicatore di costo.  E’ una percentuale, che andrà a diminuire di anno in anno il rendimento del vostro capitale. E’ semplice: se per esempio in un dato anno avete avuto un rendimento (al lordo delle commissioni) del  5% e il TER è 1%, il vostro rendimento vero (rendimento netto) sarà 4%.  Che altro dire? Funziona come per tutti i costi: leggete sui documenti informativi quanto è il TER e capite se per voi è tanto o poco… Comunque, su un argomento importante come i costi degli investimenti torneremo un’altra volta con qualche dritta specifica. Parola di Jack Sparrow.

7 ) Esistono commissioni di sottoscrizione (o d’ingresso)?

Sono soldi che scucite solo per iniziare ad investire e che ovviamente non vengono investiti, ma finiscono nelle tasche di qualcun altro, cioè la società di gestione o quella che vi vende il prodotto. Ormai questo tipo di commissioni (beninteso incluse nel TER) è sempre meno utilizzato… ma voi controllate. Questo è il tipo di commissioni che io trovo davvero irritanti e, nel 99% dei casi, ingiustificabili. Infatti servono prevalentemente ad spillare subdolamente quattrini per pagare reti di distribuzioni troppo costose. Quindi, se vi dicono che dovete pagare commissioni di questo tipo, irritatevi!

8 ) Esistono commissioni d’uscita o altre penalizzazioni al disinvestimento?

Idem con patate. Solo in pochi casi, per ragioni tecniche (ad esempio strategie finanziarie che vengono danneggiate dall’uscita degli investitori), sono accettabili. Per la maggior parte dei fondi o ETF, l’uscita di un investitore di piccole dimensioni (come generalmente è un risparmiatore privato) è un evento trascurabile, che non comporta particolari danni o costi. Quindi, se esistono queste commissioni d’uscita, o altri costi del genere, ad esempio penali, chiedete perché. E se la risposta non suona più che convincente, irritatevi parecchio.

9 ) Che performance ha avuto il fondo a 6 mesi, 1 anno, 3 anni, 5 anni, da avvio?

Si investe per far crescere i risparmi, quindi poche storie: la performance è importante.

Nel caso degli ETF, che seguono un indice finanziario e basta, la storia però è poco rilevante perché ricalca quella dei mercati. Serve giusto per farsi un’idea di che cosa potrebbe capitare ai vostri investimenti con un certo ETF, ma non serve a valutare la società di gestione, che si limita a seguire il mercato.

Invece, per i fondi comuni e le sicav che fanno gestione attiva è diverso: guardare alla performance del gestore rispetto al suo benchmark (riportato fino alla noia in tutto il materiale informativo sul prodotto) serve per capire se il gestore ci sa fare. E’ semplice: il gestore dovrebbe battere il benchmark con una certa regolarità. Lo potete vedere nelle tabelline con le performance annue che vi mostreranno. Se non ve le mostrano, chiedete! Non fate le cozze, non fatevi intimidire, è un vostro diritto. Comunque occorrono molti anni per capire se un gestore è bravo davvero. Quindi innanzitutto verificate se il fondo esiste da almeno 3-5 anni (meglio 5 o più), oppure se il gestore ha già gestito un altro prodotto simile. Per quanto riguarda i fondi comuni lanciati di recente, a meno che non siano realmente convincenti da altri punti di vista, lasciate perdere: il rischio è che ve lo vogliano vendere solo perché lo stanno spingendo commercialmente, a prescindere dalla bontà del prodotto.

Tornando alla performance, come dicevo, è difficile capire dalla storia se un gestore è veramente bravo. Tuttavia, quello che è certo è che se vi mostrano una fila di performance, su vari archi temporali, tutte pessime, beh, allora verosimilmente non è tanto bravo. Peraltro, qualche brutto periodo è fisiologico, dato che i mercati sono in buona misura dominati dal caso. Anzi, qualche risultato negativo è persino un buon segno: per dire, Madoff presentava una lunghissima sfilza di performance positive (tutte false) – e si è visto com’è andata a finire, con la gente truffata e sul lastrico.

Non guardate solo la la performance recente, nel bene e nel male. Valutate le performance su un arco di tempo corrispondente alla durata dell’investimento che state per fare. Quindi, se volete investire  per 2-3 anni circa, chiedete com’è andato il prodotto su quell’arco temporale. Possibilmente in periodi storici diversi. E usate il buon senso. Non vi fate incantare solo da eccellenti performance degli ultimi tempi: è una tecnica di vendita vecchia come il mondo presentare al cliente il prodotto che è andato meglio di recente.

10 ) Qual è stata la peggior performance settimanale, mensile, trimestrale, annua?

Da questi numeri, ammesso che il fondo o ETF abbia una storia sufficientemente lunga (almeno 3-5 anni), potete farvi un’idea di quale sia il rischio reale e tangibile del prodotto che state considerando. E capire se può andarvi bene oppure no.

Ora, questo decalogo è lontano dall’essere completo e perfetto. Tuttavia, se lo seguirete (insisto, senza mai sentirvi in soggezione di fronte all’operatore di sportello, o promotore, o private banker) ridurrete di molto il rischio che vi rifilino un prodotto poco adeguato alle vostre esigenze o, nei casi peggiori, un bel bidone.

Scritto da

Ha solcato i mari della finanza in lungo e in largo, su imbarcazioni piccole e grandi, con i mercati in tempesta oppure cavalcando grandi onde d’ottimismo. Da anni soffre di contorcimenti interiori che lo turbano nel profondo, e questo non solo per gli eccessi di frutti di mare, bensì per come vengono trattati i risparmiatori e per le tristi condizioni in cui versa l’industria che li dovrebbe gestire. E allora Jack Sparrow invoca l’ammutinamento! Basta con prodotti finanziari che fanno solo il gioco di chi li vende, basta con portafogli di risparmio che cozzano contro il buon senso! Entra nella ciurma di Jack e segui i suoi consigli per trasformare il tuo disagio in qualcosa di utile per i tuoi risparmi.

Ultimo commento
  • Per chi ne capisce un test facile per valutare il gestore vs benchmark è il Robust sharpe ratio Test dei soliti Ledoit e Wolf.
    Molto spesso il fondo non genera uno sharpe statisticamente diverso dal suo benchmark

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