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Il dollaro salirà ancora?

Fare previsioni sul forex (mercato dei cambi) è molto difficile. I modelli teorici nel breve periodo non aiutano. L’esperienza mostra come anche gli investitori più esperti abbiano subìto perdite o fallimenti.

Eppure diversi operatori predicono con grande convinzione un ulteriore apprezzamento del dollaro. Molti investitori stanno scommettendo sul dollaro sulla base di questa aspettativa. Osservando il Dollar index (indice che misura la forza relativa del dollaro rispetto alle principali valute mondiali), in effetti notiamo che il grafico assume la forma di una lunga onda ascendente. Detto altrimenti, il momentum è positivo. Proviamo a capire perché.

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Perché il dollaro si è apprezzato?

Diverse sono le motivazioni dietro questo progressivo rafforzamento.

Il calo del prezzo del petrolio legato anche al ritorno degli Stati Uniti  come Paese produttore di petrolio estratto, conferisce, di fatto, forza al dollaro.

Un’altra variabile importante è rappresentata dalla forza relativa dell’economia americana rispetto alle altre maggiori economie.

L’economia europea, indebolita anche dalla crisi in Ucrainaè infatti intrappolata dallo spettro della deflazione. Mario Draghi ha annunciato il QE e diversi commentatori si chiedono se l’intervento della BCE, insieme al deprezzamento dell’euro, possano aiutare l’economia dell’eurozona a risollevarsi.

Le tendenze isolazioniste dell’UKIP di Nigel Farage, che potrebbe riscuotere consensi alle elezioni politiche in Gran Bretagna, minacciano l’Europa e stanno mettendo in difficoltà la sterlina, crollata nei confronti dell’euro.

Nel corso dell’anno inoltre abbiamo assistito al rallentamento dell’economia in Cina e ai tentativi di convertire il suo modello di sviluppo economico. Tant’è che gli investitori si chiedono se il governo cinese cercherà d’indebolire il renminbi rispetto al dollaro.

Anche altri Paesi dell’area asiatica come Giappone, Corea del Sud e Taiwan soffrono il cambio di rotta cinese, in quanto fornitori di beni industriali o investimenti. In particolare, il Giapponecon l’Abenomics, ha finora visto un moderato successo per via della forte svalutazione dello yen, riconducibile proprio alla diminuzione della domanda cinese.

Alla luce di questi elementi, possiamo aspettarci che il rafforzamento del dollaro prosegua ancora. Tuttavia, le certezze di coloro che si aspettano un rafforzamento del dollaro potrebbero essere incrinate da diversi fattori.

Gli ostacoli al rafforzamento del dollaro

1. Le aspettative

I mercati hanno già incorporato nel cambio le aspettative di una crescita relativamente forte dell’economia americana e del rialzo dei tassi d’interesse da parte della Fed. Solo un cambiamento nei fondamentali economici potrebbe causare un ulteriore apprezzamento del dollaro. In altri termini, in assenza di importanti (e inaspettate) notizie, è equamente probabile che il dollaro si deprezzi quanto che si apprezzi.

2. Eccessiva anticipazione di una politica monetaria restrittiva

Un secondo ostacolo è l’eccesso di anticipazione da parte degli investitori delle politica monetaria restrittiva da parte della Fed. In uno scenario in cui il tasso di disoccupazione può arrestare la sua discesa, e un dollaro forte preservare lo status quo, la Fed potrebbe deludere l’eccesso di aspettative, ritardando il tightering (il rialzo dei tassi d’interesse) più a lungo di quanto anticipato, facendo così indebolire il dollaro.

Come investire nel cambio euro/dollaro

Scommettere sulle valute è un gioco rischioso, che espone l’investitore al rischio cambio. Come più volte abbiamo detto, è importante nelle scelte d’investimento diversificare il proprio portafoglio al fine di minimizzare i rischi di perdita del capitale.

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Diversi inoltre sono gli strumenti attraverso i quali potete avere un’esposizione diretta lunga o corta sulle valute.

Nel caso specifico dell’euro/dollaro potete trovare, corredati da relativa scheda (bisogna accedere al sito):

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Scritto da

Dopo l'importante esperienza lavorativa in AdviseOnly, dove ha ricoperto il ruolo di portfolio advisor e analista macroeconomico, è entrato in Cassa Depositi e Prestiti. Ha conseguito la Laurea in Economia Politica all'Università degli Studi di Roma I "La Sapienza", trascorrendo alcuni periodi di studio all'estero ed il Master in Finance (II livello) presso l’Università di Torino (CORIPE Piemonte). La sua principale passione è l'economia.

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