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HomeECONOMIA E MERCATICOMMENTO AL MERCATORiassunto mensile di maggio: la ripresa accelera… E anche l’inflazione

Riassunto mensile di maggio: la ripresa accelera… E anche l’inflazione

I mercati si sono mossi verso l’alto a maggio, seppur con qualche saltuario scossone che non ha inciso sul trend generale. Sullo sfondo, però, si staglia ancora l’ombra dell’inflazione con cui si potrebbe fare i conti nei mesi successivi.

L’America manda in archivio un mese meno brillante rispetto al precedente, mentre l’Europa – in particolare l’Italia – sembra riprendere terreno con le buone notizie provenienti dalla campagna vaccinale e i buoni dati sul Pil registrati dalle rilevazioni Ocse e Istat.

Mese positivo anche per i listini azionari cinesi: soprattutto nella seconda parte, sembrano essere stati coinvolti nell’entusiasmo globale da riaperture – che poi vuol dire ripresa di consumi ed esportazioni – che ha accomunato molte economie sviluppate.

In Italia l’inflazione è stata registrata in rialzo per il quinto mese consecutivo dall’ISTAT, con un +1,3% su base annua. Mentre l’aumento generalizzato dei prezzi, negli States, ha registrato un balzo ben più consistente ad aprile, con un +4,2%.

 

I fatti salienti del mese di maggio

La forza che ha trascinato i mercati è stata l’ottimismo dovuto all’avanzamento, ora spedito, della campagna vaccinale in Europa e negli Stati Uniti.

Nel Vecchio Continente si è messo a punto un Green Pass che dovrebbe sbloccare i viaggi interni durante la stagione estiva. Inoltre, la caduta graduale delle restrizioni e la diminuzione dei contagi fanno ben sperare per l’economia. L’OCSE, con le sue ultime stime, prevede che l’economia mondiale crescerà del +5,8% nel corso del 2021, mentre si attende un aumento del +4,5% del PIL italiano.

Sempre l’Italia, nel frattempo, continua nella messa a punto del suo Recovery Plan ed è al lavoro per varare la cabina di regia onde spendere al meglio le risorse in arrivo dall’Europa, che prevede di erogare la prima tranche entro il mese di luglio.

Analogamente a quanto già osservato in aprile, anche nel mese di maggio si è parlato tanto di criptovalute. Il Bitcoin, capostipite delle cripto mondiali, ha raggiunto il suo minimo mensile il 23 maggio (poco sopra i 28.500 euro) per poi iniziare una ripresa più lenta nei giorni finali del mese.

Hanno inciso le dichiarazioni del patron della Tesla, Elon Musk, che ha ritrattato la volontà di accettare i pagamenti in Bitcoin per le sue auto. Ma ancora di più, forse, ha avuto effetto lo stop della Cina all’uso di criptovalute come forma di pagamento: questo ha portato, lo scorso 19 maggio, a un vero scossone sui mercati.

Sullo sfondo si parla ancora dell’inflazione. In Europa ha fatto segnare un +1,6% ad aprile su base annuale (fonte: Eurostat), mentre negli USA galoppa ben oltre il +4% (fonte: Bureau of Labour Statistics). Questo ha riportato in auge il discorso di un possibile ritocco dell’attuale politica monetaria espansiva delle banche centrali, le quali per il momento non si sono ancora mosse.

In Cina, nel frattempo, il governo ha deciso di rivedere la sua politica sulle nascite e deciso di rimuovere il limite dei due figli per coppia. Una scelta forse dovuta anche a decisioni di natura economica, visto che la crescita demografica frena e la popolazione invecchia.

 

 

Come si sono mossi i mercati

I principali listini azionari europei, chi più chi meno, hanno conosciuto un andamento positivo su base mensile.

In America stanno riprendendo quota i titoli tecnologici, che da metà maggio in poi stanno registrando un trend di crescita netto, rispecchiato dall’andamento del Nasdaq. Tutto questo in un contesto in cui il presidente Joe Biden ha varato un piano di spesa da 6mila miliardi di dollari per reinventare l’economia a colpi di strade, ponti, infrastrutture, internet e banda larga.

In Asia, invece, il Ftse China A 50 ha visto un cambio di marcia nella seconda metà del mese, per poi rimanere stabile negli ultimi giorni. Il Nikkei, invece, è la nota stonata, con il principale listino nipponico che ha conosciuto una pesante flessione a metà mese a causa della situazione pandemica.

Sul fronte obbligazionario, il rendimento del bond decennale USA è rimasto sostanzialmente stabile intorno all’1,6%. Così come, in Europa, lo spread BTP/Bund, attorno ai 108 punti base.

Il prezzo dell’oro è cresciuto, con un valore che al 31 maggio si attestava a 1.914 dollari l’oncia (in crescita dai 1.768 registrati alla fine di aprile). Sugli scudi anche il rame, che nell’ultimo mese è cresciuto ancora del 2% e ha raggiunto i massimi storici intorno alla metà di maggio.

Sul fronte valute, il dollaro si è indebolito rispetto all’euro e a fine mese viene scambiato a quota 1,22. Anche la sterlina ha perso leggermente quota nel mese nei confronti della moneta unica.

Le quotazioni del petrolio sono salite ancora a maggio sempre sull’onda delle aspettative di una ripresa degli spostamenti, con il Brent che ha chiuso il mese sopra quota 70 dollari al barile. Buona performance anche del WTI, che è ora sopra i 67 dollari.

 

Eventi da tenere d’occhio nel mese di giugno

Nel mese di giugno gli occhi degli analisti saranno puntati principalmente sull’andamento dell’inflazione USA e sui dati del mercato del lavoro a stelle e strisce. Dati superiori alle attese potrebbero riaccendere le paure, mai realmente sopite, di una revisione delle politiche delle banche centrali. Una correzione dell’azionario USA, del resto, potrebbe innescare effetti a catena su tutti gli altri mercati.

Per quanto la situazione sia in miglioramento, poi, il virus per il momento continuerà a rimanere osservato speciale, ormai non tanto per l’andamento della campagna vaccinale, ma per il timore che le varianti possano non essere completamente coperte dagli attuali sieri. Da qui il dibattito tra gli scienziati, che pensano già a un ulteriore richiamo durante la stagione autunnale.

 


 

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