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Cosa è successo in Grecia nell’estate 2015 secondo Jack Sparrow

cosa è successo in grecia estate 2015

Se nell’estate 2015 vi siete un po’ distratti sotto l’ombrellone, magari apprezzerete questo aggiornamento sulla situazione della Grecia, passata un po’ sottotraccia con lo scoppio della bolla cinese. Credetemi, ciurma, la storia della Grecia ha una morale interessante e future conseguenze per i risparmiatori.

Non vi faccio perdere tempo con i dettagli e vi dico subito le tre cose che contano di più:

  1. dopo estenuanti trattative, la Grecia e i suoi creditori hanno raffazzonato un accordo che prevede 86 miliardi di aiuti in tre anni;
  2. hanno quindi stilato “congiuntamente” un memorandum che traccia la rotta per i prossimi tre anni;
  3. in seguito alle dimissioni di Alexis Tsipras, il 20 settembre 2015 in Grecia si terranno nuove elezioni.

Tutto alla grande, è il migliore dei mondi possibili, no?

Mica tanto, secondo la mia lettura non proprio ortodossa della vicenda, per me simbolica della scarsa lungimiranza umana e delle miserie collettive che essa comporta.

Il memorandum, tanto per iniziare, è un capolavoro di diplomazia menzognera, nella quale si dichiara con decisione una cosa per dire esattamente l’opposto. In pratica, come ha fatto notare l’economista James Galbraith, è tutta una gigantesca presa per i fondelli…

Se conoscete un po’ l’inglese, da cittadini europei vi consiglio caldamente di leggere il memorandum. È molto istruttivo. Tratteggia misure del tutto analoghe a quelle passate, ovvero pesantemente recessive. Un concentrato di pura e cristallina austerity, teutonica al 100%. Con deliziose chicche, come gli aumenti di tasse con effetto retroattivo. Ma questi sono dettagli, andiamo al sodo.

Nelle primissime righe del memorandum si dice che l’accordo tra Grecia e creditori servirà “per far tornare una crescita economica sostenibile, per creare nuovi posti di lavoro, per ridurre le disuguaglianze e rischi di instabilità”. Ridicolo. Perché dal 2010 è successo questo:

  • il PIL reale della Grecia è calato del 21%;
  • il rapporto debito/PIL è cresciuto come un bubbone purulento, passando da 146% a 177%;
  • i disoccupati sono aumentati del 141%;
  • le vendite di beni e servizi sono diminuite del 36%;
  • la fiducia dei consumatori è scesa del 73%;
  • la Borsa di Atene ha perso il 71%.

Mi fermo qui perché ormai chiunque dotato di almeno un neurone attivo è in grado di capirlo: continuando su questa strada, i risultati saranno proprio l’opposto di quanto si dichiara nel memorandum. L’economia greca si disintegrerà, la disoccupazione salirà, le diseguaglianze aumenteranno e ci sarà più instabilità finanziaria (non solo in Grecia).

Ma perché queste misure, allora? Lo spiega bene l’ex-ministro greco Yanis Varoufakis in un’intervista all giornale francese Journal du Dimanche:

La logica di Schäuble è semplice: la disciplina è imposta alle nazioni in deficit.La Grecia non è il vero obiettivo. Il motivo per cui Eurogruppo, Troika, FMI hanno speso così tanto tempo per imporre la propria volontà su un piccolo Paese come il nostro è che siamo un laboratorio di austerità. Si sperimenta in Grecia, ma l’obiettivo vero è infliggere questo modello soprattutto alla Francia, per il suo modello sociale e il suo diritto del lavoro.

Perfetta logica germanica: punire i greci per educare francesi (e italiani, e spagnoli, e portoghesi), facendo capire a tutti chi comanda nell’Eurozona. Chiarendo che non c’è alternativa alla linea politico-economica dell’Impero Galattico Tedesco. Nessun Paese può permettersi di deviare, perché verrebbe schiacciato dalla Morte Nera austerity.

Così, invece, il blocco dell’euro continua la sua folle rotta contro l’iceberg, ma nel frattempo la Germania continua a beneficiare di un cambio favorevole per il suo export (attenzione, non sto dicendo che sarebbe bene disfarsi dell’euro, ma che l’Impero Galattico tedesco non ammette alternative all’austerità, perché lederebbe i suoi interessi). Ditemi che non è così.

Quindi, prima è stato spinto al suicidio politico il ribelle Alexis Tsipras, passato in poche settimane dal ruolo di “Che Guevara ellenico” a quello di “traditore del popolo”. Poi si è messa in ginocchio pubblicamente la Grecia, con un memorandum esemplare. Il tutto veleggiando sul filo di un sottile sadismo, affermando che Atene “è padrona dell’agenda di riforme”, salvo poi aggiungere che Atene deve “consultarsi e concordare con la Commissione Europea, la BCE e il FMI tutte le azioni rilevanti”.

Direte voi: poveri greci. Macchè. È un Paese impossibile. È stata una follia fare entrare la Grecia nell’euro, perché aveva le finanze malconcie, e lo sapevano tutti. Ma forse faceva comodo che quella penisola protesa verso il Medioriente non derivasse verso altre potenze, no?

Peccato che poi nei successivi 15 anni tutti si siano dimenticati dell’unione politica in Europa (che ben pochi politici europei vogliono davvero, perché farebbe perdere a molti di loro potere e stipendio).

E così, dopo anni di austerity la Grecia resta un Paese disastrato e fuori controllo, dove l’esazione delle tasse è inesistente, la Pubblica Amministrazione è obesa; un Paese fallito e impermeabile a qualsiasi riforma, che andrebbe ricostruito da capo. Non può andare avanti così, lo dice anche il FMI. Ma questa invece è la linea: oneri subito, benefici chissà quando, probabilmente mai, e tanto, tantissimo prosciutto davanti agli occhi.

La morale della storia è:

  • le nuove elezioni (le quarte in due anni) difficilmente produrranno un governo stabile in Grecia;
  • nel breve termine, la stretta fiscale provocherà un ulteriore peggioramento economico e farà aumentare le tensioni sociali;
  • il nuovo governo greco incontrerà un’opposizione crescente alle riforme e all’austerity;
  • il piano di aiuti sarà messo in discussione dai creditori e quindi presto torneremo a parlare di Grexit, punto e a capo;
  • allora si ballerà la tarantella sui mercati, e a questo è bene che i risparmiatori italiani si tengano pronti.

Non so voi come la pensate ma, con queste prospettive, quando vedo il BTP decennale che rende 1,90% all’anno al lordo delle tasse, il Bund che rende 0, 72%, i Bonos al 2%, quei bond mi sembrano appetibili come grossi maiali con rossetto e tutù.

rendimenti_titoli_di_Stato_Europa_2015

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