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Cosa ne pensano i giovani delle banche? Ecco la ricerca AdviseOnly

Il mio sogno è lavorare in banca“. Se avete proferito queste parole, probabilmente avete più di 30 anni. Per i giovani di oggi, infatti, diventare un banchiere non è più sogno, tant’è che le banche sono state scalzate dalla top-3 dei posti di lavoro preferiti dai giovani di oggi.

Le ricerche condotte su Europa e Usa di Capgemini e Scratch rivelano che le banche sono anche sempre meno apprezzate in generale come istituzioni dalla Generazione Y (o Millennials, ossia i nati fra il 1980 e il 2000). Cosa succede in Italia?

Per scoprirlo, AdviseOnly ha realizzato una ricerca sul futuro delle banche italiane.

La Generazione Y e le banche

Capgemini nel suo “World Retail Banking Report 2015” nota che tra il 2013 e il 2015 si è verificata una diminuzione dello 0,8% della soddisfazione del clienti bancari, misurata dal CEI, il Customer Experience Index. L’indicatore è stato calcolato sulla base delle risposte di oltre 16mila intervistati di 32 paesi del mondo e di tutte le età.

Secondo la società di consulenza,  i responsabili del calo del CEI appartengono alla Generazione Y. In tutto il mondo, e in particolare nell’Europa occidentale, i Millennials sono i più scontenti della loro banca in quanto quest’ultima non risponde alle loro alte aspettative in termine di interazione digitale. Gli istituti di credito nel frattempo hanno iniziato a utilizzare canali digitali a basso costo (online e mobile banking) per tagliare i costi di distribuzione dei loro prodotti e servizi, ma molti segmenti di consumatori non sono ancora convinti che i servizi online abbiano la stessa profondità e livello di analiticità rispetto a quelli offerti dalle filiali.

Una ricerca specifica sulla Generazione Y è stata realizzata da Scratch, la società di consulenza creativa del gruppo Viacom. L’azienda statunitense ha elaborato nel 2014 il Millennial Disruption Index (MDI). Secondo i Millennials americani, il settore bancario è quello che in futuro subirà le maggiori trasformazioni. Osservando i risultati di queste ricerche, sorge spontaneo un dubbio: in che misura sono validi anche per l’Italia?

Per rispondere a questa domanda, AdviseOnly ha lanciato nel gennaio 2015 un questionario sul futuro delle banche italiane, ispirato allo studio di Scratch.

La Generazione Y e le banche italiane: la ricerca di AdviseOnly

Il sondaggio è stato diffuso sul web e ha ricevuto oltre 300 risposte tra il 15 gennaio e il 1° aprile 2015. L’indagine aveva due obiettivi:

  1. fotografare l’atteggiamento verso le banche della Generazione Y, per poi confrontarle con le altre generazioni italiane e coi Millennials americani;
  2. raccogliere le opinioni degli italiani sul futuro delle banche.

Dal punto di vista demografico, le persone intervistate sono soprattutto uomini (78,01%), con un alto livello di istruzione (il 50% ha una laurea specialistica/magistrale o un dottorato di ricerca).

Aggregando le risposte che esprimevano un atteggiamento negativo verso gli istituti di credito, AdviseOnly ha costruito un indicatore sintetico di avversione verso le banche: l’Indice di Disaffezione Bancaria  (IDB)[1]. L’indicatore è misurato con una scala da 0 a 5 e può essere suddiviso in tre livelli: basso (0-1); medio (2-3); alto (4-5).

Per meglio indagare le opinioni della Generazione Y, in linea con l’obiettivo iniziale della ricerca, si è deciso di diffondere il questionario soprattutto tra i giovani di età compresa fra i 16 e i 35 anni (41% degli intervistati). Le loro risposte sono state confrontate con:

  • le opinioni delle Generazione X (36-50 anni), ossia i “genitori dei Millennials”;
  • le risposte dei baby boomers (51-70 anni) e la generazione precedente (over 70 anni), raggruppati come “nonni della Generazione Y”[2] ;
  • i risultati della ricerca di Scratch sui Millennials americani.

I risultati principali della ricerca sono sintetizzati dall’infografica sotto.

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Un paio di osservazioni sui risultati del questionario:

  • i Millennials italiani sono meno ostili nei confronti delle banche dei loro coetanei americani;
  • per tutte le generazioni, in particolare per i giovani, vale la tendenza centrale, ossia un IDB medio nei confronti delle banche;
  • la Generazione X è più insoddisfatta delle banche rispetto ai giovani: il 9,78% di loro ha un alto IDB, contro il 6,09% della Generazione Y;
  • i Millennials italiani desiderano maggiormente delle banche più social e che adottino un linguaggio più semplice chiaro rispetto alle generazioni dei loro padri e dei loro nonni.

 


[1] L’IDB misura l’atteggiamento negativo verso le banche grazie a cinque domande del questionario AdviseOnly. Si è attribuito 1 punto a chi: ritiene che la sua banca non offra prodotti/servizi diversi dalle altre (domanda 1 del questionario); preferirebbe andare dal dentista invece che in banca (domanda 2); cambierebbe banca nei prossimi 3 mesi (domanda 3); pensa che in futuro le banche non ci serviranno più (domanda 5); crede che le innovazioni del settore finanziario non arriveranno dalle banche (domanda 6). A tutte le altre risposte è stato attribuito un punteggio pari a 0. Sommando i punti ottenuti con ogni domanda, ne consegue che l’IDB ha valori compresi tra 0 e 5.

[2] I “nonni dei Millennials” sono in realtà costituiti da due generazioni: i baby-boomers (51-70 anni) e la generazione silente (over 71). AdviseOnly ha deciso di raggrupparle sotto l’etichetta di “nonni dei Millennials” sia per l’esiguo numero di rispondenti ultrasettantenni, sia per maggiore chiarezza e semplicità espositiva. Per approfondire le caratteristiche delle diverse generazioni nella storia, consigliamo questa lettura.

Scritto da

Laureata in Management presso l’Università Bocconi nel 2012, con una tesi sull’inattività giovanile in Italia. Da studentessa, ha collaborato con i media universitari Radio Bocconi e Tra i Leoni e al di fuori delle mura accademiche con Campus (Gruppo Class Editori) e Real World Magazine (Gruppo Potentialpark). In Saipem si è invece occupata di accertamenti giuridici nell’area Risorse Umane. Dopo la laurea, è stata assistente ai programmi di politica, economia e finanza a Radio 24 (Gruppo 24 Ore), nonché redattrice economica di Arcipelago Milano. I suoi principali interessi sono economia e comunicazione online. La distraggono da grafici e dati solo arte, cinema, teatro e buone letture.

Ultimo commento
  • secondo me la traduzione ‘la mia banca offre servizi e prodotti diversi dalle altre’ doveva invece essere ‘non pensano che la loro banca offra servizi e prodotti diversi dalle altre’ (don’t think their bank offers anything different than other banks)

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