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Educazione finanziaria chi? Cinque consigli per conoscerla meglio

Se fosse una materia che si insegna a scuola, gli italiani di ogni età non raggiungerebbero la sufficienza.

Parliamo dell’educazione finanziaria.

Ecco la situazione attuale di giovani e adulti, le sue cause e cinque consigli per arrivare (almeno) alla sufficienza in futuro.

L’educazione finanziaria degli adulti

Seguendo le indicazioni dell’Ocse, un gruppo di professori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, di Milano Bicocca e dell’Invalsi in collaborazione con il Consorzio PattiChiari ha elaborato un indice globale di competenza finanziaria: IGCF1. L’indice considera il comportamento finanziario, la propensione al risparmio e la conoscenza finanziaria degli intervistati. Se dovessimo essere valutati in una scala da 1 a 10 sulla base dell’IGCF1, ci prenderemmo un bel 5.

La situazione non migliora se consideriamo un altro indice di competenza finanziaria: IGCF2. Quest’ultimo include anche misure relative a:

  • familiarità coi prodotti finanziari;
  • pianificazione previdenziale;
  • conoscenze matematico-finanziarie di base;
  • comportamento finanziario;
  • propensione al risparmio.

Bene, anche considerando questo nuovo indice, gli italiani non ottengono voti granché migliori: si fermano infatti a un 6-.

Un altro dato molto interessante riguarda le differenze di genere (in passato abbiamo approfondito se investono meglio gli uomini o le donne). Per quanto riguarda l’educazione finanziaria, gli uomini se la cavano meglio sia per conoscenza finanziaria (23% contro 7%), sia per comportamento finanziario (44% contro 41%). Inoltre, gli uomini sono più propensi ad associare il denaro alla spesa, rispetto alle italiane. Le differenze di genere hanno un ruolo chiave anche nell’educazione finanziaria dei giovani.

L’educazione finanziaria dei 15enni

E’ stata recentemente misurata dall’Ocse con la prima indagine PISA 2012 sull’alfabetizzazione finanziaria.

I risultati sono pessimi: siamo al di sotto della media dei tredici Paesi Ocse che hanno partecipato all’indagine e ai livelli di Israele e Repubblica Slovacca. Un altro dato molto preoccupante è che da noi il livello di educazione finanziaria non migliora neanche dopo aver avuto esperienze col denaro e formazione sul tema.  Esistono infine marcate differenze regionali: i migliori punteggi si hanno in Friuli Venezia Giulia e Veneto e i peggiori in Calabria.

L’infografica fa il punto della situazione.

educazione_finanziaria

Le tre cause dell’ignoranza finanziaria dei 15enni

Literacy e numeracy

Queste competenze, entrambe basse tra i 15enni italiani, sono legate all’educazione finanziaria: circa il 62% del punteggio di alfabetizzazione finanziaria riflette le competenze matematiche e di lettura. Ma i risultati ottenuti in educazione finanziaria dei ragazzi italiani sono anche peggiori di quanto ci si potrebbe aspettare in base ai loro risultati in matematica e lettura. Questo perché sono in gioco anche altri fattori.

Differenze di genere

In Italia, c’è una differenza significativa tra i punteggi ottenuti dagli uomini e dalle donne in educazione finanziaria. Queste differenze si potenziano se combinate coi livelli di literacy e numeracy. Secondo l’economista (ed ex-ministro) Elsa Fornero, intervenuta il 9 luglio 2014 al convegno di presentazione dei dati, i ragazzi potrebbero godere di vantaggi nell’educazione finanziaria perché nella finanza sono ricorrenti termini tipici del linguaggio militare (si pensi per esempio alle parole “tattica” e “strategia”).

Tipo di scuola frequentata

I liceali italiani ottengono punteggi migliori in educazione finanziaria rispetto agli studenti degli istituti tecnici e professionali. Questo è probabilmente legato al fatto che i primi ottengono risultati migliori in literacy e numeracy.

E’ un problema?

Sì, la nostra educazione – o meglio: la nostra ignoranza – finanziaria è un grosso problema. Soprattutto per i giovani, che in futuro dovranno fronteggiare scelte previdenziali importanti: in primis, decidere come costruirsi una pensione integrativa rispetto a quella dell’Inps. Per questo, non ci stanchiamo di ripetere che l’educazione finanziaria è la prima ricchezza del risparmiatore.

Infatti, come scrive l’Ocse, permette di:

diventare maggiormente consapevoli dei rischi e delle opportunità finanziarie, per effettuare scelte informate, comprendere a chi chiedere consulenza e mettere in atto altre azioni efficaci per migliorare il proprio benessere finanziario.

Ma come si impara l’educazione finanziaria?

I nostri cinque consigli

Noi di Advise Only vogliamo contribuire all’educazione finanziaria dei risparmiatori italiani. A questo proposito, vi consigliamo di:

  1. leggervi #ABCfinanza, la rubrica del nostro blog che introduce i neofiti agli arcani della finanza;
  2. dare un’occhiata ai post del nostro blog della serie educazione finanziaria;
  3. cercare tutti i termini finanziari che non conoscete su AOpedia, una sorta di Wikipedia tematica dedicata ai temi del risparmio e dell’investimento;
  4. iscrivervi al nostro sito, dove potete cimentarvi nella costruzione di portafogli d’investimento e dialogare con gli altri utenti, tra cui molti esperti dai quali c’è molto da imparare;
  5. leggere i nostri e-book della collana “Finanza per tutti”.

Perché anche per l’educazione finanziaria, non è mai troppo tardi!

Scritto da

Laureata in Management presso l’Università Bocconi nel 2012, con una tesi sull’inattività giovanile in Italia. Da studentessa, ha collaborato con i media universitari Radio Bocconi e Tra i Leoni e al di fuori delle mura accademiche con Campus (Gruppo Class Editori) e Real World Magazine (Gruppo Potentialpark). In Saipem si è invece occupata di accertamenti giuridici nell’area Risorse Umane. Dopo la laurea, è stata assistente ai programmi di politica, economia e finanza a Radio 24 (Gruppo 24 Ore), nonché redattrice economica di Arcipelago Milano. I suoi principali interessi sono economia e comunicazione online. La distraggono da grafici e dati solo arte, cinema, teatro e buone letture.

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