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Infografica: i genitori italiani insegnano la finanza ai loro figli?

genitori figli e finanza

Chi è genitore lo sa bene, chi ancora non lo è deve aspettarsele, ma non si scappa. Prima o poi arrivano le due fatidiche domande: “Da dove vengono i bambini?” e “Da dove vengono i soldi?”.

In entrambi i casi i genitori si ritrovano in imbarazzo o non sanno bene come affrontare i continui “Perché?” che sollevano i bambini. Nel caso dell’economia e della finanza poi, è ancora più difficile dato il basso livello di educazione finanziaria in Italia.

Per capire meglio la relazione tra genitori, figli e denaro AdviseOnly ha deciso di coinvolgere direttamente le famiglie italiane con un breve questionario online, somministrato tra il 17 marzo e il 5 ottobre 2015. A rispondere sono stati oltre 100 genitori da tutta la Penisola. Vediamo insieme i risultati.

Il sondaggio offre degli spunti di riflessione molto interessanti sulla relazione tra genitori, figli e denaro.

I figli vogliono parlare di denaro coi genitori. Lo fanno presto, entro i 7 anni di età (il 72%). Anche se sono pochi ad avere già in mente i concetti di soldi e ricchezza: la maggior parte fa domande riconducibili alle sfere del lavoro (stipendio, ragioni che spingono i genitori ad andare a lavorare) e degli acquisti (i motivi del mancato acquisto di qualcosa).

I genitori italiani spiegano insieme l’economia e la finanza ai figli. Nonostante le decisioni finanziarie in famiglia siano prevalentemente appannaggio dagli uomini, quando si tratta di insegnarne l’uso sono fortunatamente coinvolte anche le donne. È senz’altro positivo che non ci sia una specializzazione dei ruoli in questo campo dell’educazione dei figli.

I genitori italiani sono incoerenti. Pur ritenendo opportune le pratiche della paghetta (79%) e di far svolgere ai propri figli lavoretti per arrotondare (89%), di fatto quelli che nella vita quotidiana danno/hanno dato questa possibilità ai loro figli sono decisamente meno (rispettivamente il 53% e il 37%). Eppure la paghetta sarebbero molto salutare come primo passo per l’educazione finanziaria dei loro figli.

Paghetta e lavoretti: sì o no?

Un caso celebre di lavoretti per arrotondare è quello del miliardario americano Warren Buffett che, a 6 anni, guadagnò i suoi primi soldini vendendo porta a porta gomme da masticare, Coca-Cola e riviste. A 11 anni comprò azioni per la prima volta e a 14 dei terreni agricoli, che salirono di prezzo facendogli guadagnare 90mila dollari quando giunse al termine dell’università.

Il famoso miliardario americano, intervistato dall’emittente CNBC, ha consigliato ai genitori di insegnare l’importanza della gestione del denaro ai bambini fin dall’asilo. Buffett si è speso in prima persona, creando la serie animata “Secret Millionaires Club”, trasmessa dall’emittente HUB cable network e ora disponibile online. Dalla serie è stato poi tratto del materiale didattico, utilizzato dalle scuole per insegnare l’educazione finanziaria ai più piccoli e il business game Grow your own business, che premia le migliori idee imprenditoriali dei bambini.

Per quanto riguarda la paghetta, la “ING International Survey 2014. Mobile Banking, Social Media and Financial Behaviour” dimostra che le persone che ricevono la paghetta da piccole hanno maggiori competenze finanziarie, sono più propense a controllare le spese, tenere un budget familiare e a risparmiare in modo regolare e per la pensione. La stessa ricerca fa notare che, dopo la paghetta, la maggior parte dei genitori (70-80%) ha visto un miglioramento nelle capacità dei figli di capire il valore del denaro, fare budget, gestire il denaro e diventare indipendenti.

Investire per (e con) tuo figlio

Se tuo figlio è ancora troppo piccolo per capire le nozioni base del risparmio, puoi iniziare fin d’ora a mettere da parte un gruzzoletto per il suo futuro: del resto, il 13% degli italiani risparmia proprio per i figli. Pensando a questa esigenza, AdviseOnly ha creato per te il Portafoglio Premium Figli, con diversi orizzonti temporali di investimento e in due modalità (reddito e accumulazione).

Se invece tuo figlio è adolescente o giovane, al tuo investimento può affiancarsi anche il suo. Puoi insegnargli a risparmiare e investire in modo costante nel tempo parte della paghetta, poi i guadagni di qualche lavoretto extra e infine una parte del suo stipendio.

Su questo blog abbiamo dimostrato con una simulazione che risparmiare è un gioco da ragazzi, che investire nel lungo termine e con metodo si possono ottenere degli interessanti risultati come accumulare 366.000 euro in 60 anni, partendo da piccoli con un investimento di soli 20 euro a settimana. Provare per credere!

Scritto da

Laureata in Management presso l’Università Bocconi nel 2012, con una tesi sull’inattività giovanile in Italia. Da studentessa, ha collaborato con i media universitari Radio Bocconi e Tra i Leoni e al di fuori delle mura accademiche con Campus (Gruppo Class Editori) e Real World Magazine (Gruppo Potentialpark). In Saipem si è invece occupata di accertamenti giuridici nell’area Risorse Umane. Dopo la laurea, è stata assistente ai programmi di politica, economia e finanza a Radio 24 (Gruppo 24 Ore), nonché redattrice economica di Arcipelago Milano. I suoi principali interessi sono economia e comunicazione online. La distraggono da grafici e dati solo arte, cinema, teatro e buone letture.

Ultimi commenti
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    Be’, la buona notizia è che quasi tutti genitori ritengono opportuno occuparsi dell’educazione finanziaria dei figli; la cattiva è che c’è molto lavoro da fare affinché abbiano gli strumenti adatti per farlo; soprattutto, devono dare ai loro ragazzi maggiori possibilità di sperimentare il tema in prima persona.

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      Concordo con te!

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