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Tutte le armi della BCE per soccorrere i Paesi sotto pressione (Italia inclusa)

L’estate è finita e l’inizio delle scuole è imminente, a Milano è praticamente già autunno. Settembre inizia subito a ritmo serrato sui mercati finanziari: questa settimana, giovedì, si tiene il meeting della Banca Centrale Europea e pare che, per il meteo, tornerà un po’ d’estate.

I mercati sono in attesa di annunci importanti, soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni del Governatore Mario Draghi (le trovate riassunte nel post “Draghi d’agosto”).

Ciò che probabilmente ci sentiremo descrivere dal Governatore nella conferenza stampa  sono le linee guida circa il nuovo schema di acquisto di obbligazioni governative da parte della BCE, intervento che potrebbe togliere definitivamente pressione ai tassi e ai mercati dei Paesi Periferici (Portogallo, Italia e Spagna in testa). I mercati già scontano un’imminente azione della Banca Centrale sulle parti a breve termine delle curve dei rendimenti (ecco spiegato il minimo recente del tasso del titolo governativo a 2 anni spagnolo rispetto al tasso decennale e, parimenti, del tasso a 2 anni italiano quasi 50 punti base al di sotto della media storica).

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Differenza di rendimenti tra il titolo decennale e il titolo biennale (Italia e Spagna)

Resta il dubbio, però, che i tempi non siano ancora maturi affinché la Banca Centrale prema il grilletto del suo Big Bazooka e che il Governatore si limiterà a dare indicazioni di massima in relazione al “fratello maggiore” del precedente Programma di acquisto di titoli di Stato (SMP, Security Market Program). L’identikit di questa operazione non è ancora noto. Di seguito alcuni dei punti da chiarire:

  • Modalità di intervento della Banca Centrale Europea. Occorre chiarire a quali condizioni la BCE interverrà per soccorrere un Paese i cui tassi sono sotto pressione: dopo la richiesta di un programma di intervento? Dopo che tale richiesta sia stata approvata? Dopo la stesura di un accordo circa le misure di politica economica da intraprendere (il cosiddetto MoU – Memorandum of Understanding)? Ciò che è auspicabile è un intervento della BCE coordinato con ESM e EFSF. L’azione della Banca Centrale sul mercato secondario dei titoli di Stato, unita all’intervento sul primario dei meccanismi di stabilità, ne aumenterebbe la legittimazione e l’efficacia.
  • Per quale ammontare? Draghi ha dichiarato che il nuovo programma sarà “della dimensione adeguata al raggiungimento degli obiettivi”. Il precedente programma SMP aveva un chiaro limite quantitativo di intervento che ne ha notevolmente ridotto l’efficacia, mentre è sperabile che, almeno inizialmente, il nuovo schema di acquisto sia illimitato.
  • Su quali scadenze? Limitare l’intervento ai soli “bill” (ossia ai titoli di mercato monetario come ad esempio i nostri Bot) sarebbe poco efficace: i mercati oramai sono convinti che l’intervento si rivolgerà alle scadenze a breve termine dei Governativi dei Paesi in difficoltà (e, secondo Reuters, il Governatore dinnanzi al Parlamento Europeo, a porte chiuse, ha parlato di scadenze sino ai 3 anni).
  • Sarà fissato un trigger level? Ci si interroga su quale potrebbe essere il livello limite oltre il quale dovrebbe intervenire la BCE. Non credo che verrà prefissato un livello di tasso o di spread superato il quale scatterà l’intervento, ma lascerà spazio alla flessibilità.
  • Seniority. Per essere convincente la BCE dovrà abbandonare lo status di creditore privilegiato e mettersi a livello di tutti gli altri obbligazionisti.

Questo nuovo programma di intervento, che i mercati e gli operatori sperano configuri finalmente la Banca Centrale Europea come prestatore di ultima istanza nonché àncora salda per i Paesi della zona Euro, la BCE dispone di altri strumenti di intervento che riassumo in una tabella (fonte Morgan Stanley).

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Come al solito il diavolo sta nei dettagli e le difficoltà emergeranno solo nell’implementazione dello schema ma, viste le prese di posizione del Governatore, è sperabile che questo meeting (a differenza dei meeting dei Politici) sia un evento chiave, se non un punto di svolta, per la crisi del debito sovrano e che per i mercati finanziari. Proprio i mercati, poco scaramanticamente, hanno già brindato all’esito favorevole. Una cose è certa: Draghi sottolineerà la necessità di continuare nei processi di risanamento dei conti pubblici e di riforma delle politiche economiche che i diversi Paesi hanno intrapreso.

Scritto da

Esperta di obbligazioni e di gestione di portafoglio, è laureata in Economia Politica Internazionale all'Università di Torino. Vanta una lunga esperienza sui mercati finanziari, acquisita in primarie realtà nel mondo del risparmio gestito, come DWS Investments e Anima Sgr. È stata ricercatrice presso l’International Center for Economic Research.

Ultimi commenti
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    Vogliamo scommettere che sarà ancora un “nulla di fatto”?

    • Elisabetta Villa

      E’ un timore che ho anche io. Non credo che il mondo inizierà o finirà Giovedì, sta di fatto che ad Agosto avevano preso tempo “few more weeks” per cui domani devono cercare di non deludere.

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      Lo penso anch’io. Ciò che temo, in tale circostanza, sarebbe la reazione dei mercati che hanno forse incoroporato aspettative troppo ottimistiche….

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