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Non sei un genio della matematica: sei solo caduto in una trappola

Una vera e propria “content trap” di chi è a caccia di views ed engagement

Tizio, Caio e Sempronio sono tre qualificati professionisti con molti anni di esperienza lavorativa alle spalle. Tutti e tre, utilizzano LinkedIn per vari motivi, tra i quali: informarsi su un’ampia varietà di temi, ricercare collaboratori ed altre attività correlate a quella lavorativa.

Dei tre però, solo Sempronio sembra aver capito appieno il potenziale di visibilità che offre l’Algoritmo alla base della Bacheca aggiornamenti di linkedIn.

Sveliamo ora, il ruolo di Sempronio, proprio per spiegarne le intenzioni ed il modus operandi. Sempronio Bianchi è un Senior Human Resource Manager e, come tale, utilizza LinkedIn per svolgere al meglio la sua attività professionale. Nello specifico, gli obiettivi lavorativi di Sempronio sono quelli di:

Aumentare la propria visibilità
Reperire varie figure professionali da poter analizzare per eventuali offerte di lavoro
Aumentare il più possibile la propria rete di contatti LinkedIn
Questo può avvenire sia tramite le Profile views che con un engaging molto alto (commenti e likes) tra i temi che egli pubblica: siano immagini, articoli o contenuti di altro genere.

Sempronio è estremamente curioso riguardo le possibilità che LinkedIn gli offre nel poter raggiungere questi obiettivi specifici e comincia a seguire l’attività di altri recruiter come lui.

In poco tempo, osservando la loro attività social, arriva a capire quale possa essere l’attività di content sharing che aumenti sia le Profile views che l’engagement sui propri post e che quindi, vada a soddisfare quelli che sono i suoi obiettivi.

La soluzione? Tanto semplice quanto efficacie. Creare una Content Trap condividendo immagini di vario tipo:

1. Farti sentire un genio, con un quiz da quarta elementare

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2.  Vedi sopra, ma più colorato

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3.  Ti senti un genio, e allora dimostralo

Senza nessuna call-to-action (l’immagine parla da sola), oppure con una richiesta esplicita, come in questo caso: 

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Perché Sempronio è l’unico di questa storia che, rispetto a Tizio e Caio, ha capito come sfruttare LinkedIn per i suoi interessi?

Proprio perché Tizio e Caio, pur essendo persone molto intelligenti, che vantano una carriera di diversi anni da professionisti, non hanno colto l’inganno che si cela dietro immagini di questo tipo. Si sentono provocati, la loro intelligenza minacciata e, cadono nella Content Trap: risolvono e vanno a commentare l’immagine. Cliccano like, creano engagement.

Seriamente, Tizio e Caio credono che il 99% delle persone non riescano a risolvere un’operazione matematica da quarta elementare. Si, avete capito bene.

Tizio Rossi è una persona nel mio network di contatti, Caio invece non lo è, Sempronio men che meno.

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Tuttavia, nella mia bacheca di notizie LinkedIn appaiono tutti e tre, ed in particolare appare Sempronio: Senior Human Resource Manager, che così facendo ha ottenuto ciò che si era prefissato.

Vi ricordate infatti quali erano i suoi obiettivi?

  • Aumentare la propria visibilità: si può facilmente ipotizzare, vedendo i numeri sotto che, qualche centinaia di persone abbia visitato il profilo di Sempronio Bianchi.
  • Reperire varie figure professionali da poter analizzare per eventuali offerte di lavoro e Aumentare il più possibile la propria rete di contatti LinkedIn: Con 830 like, 10327 Commenti può richiedere diversi collegamenti a nuovi contatti.

Perché la Trappola imperversa su LinkedIn?

La Content Trap è un contenuto, che può essere di formato audio, video o immagine che attira il lettore a creare engage sfidandolo. Su LinkedIn, la situazione sopra evidenziata di Tizio, Caio e Sempronio si ripete continuamente. Non essendoci una netta suddivisione tra News feed e Comments/Likes feed come accade su Facebook (vedi immagine sotto), LinkedIn è il social network che si presta meglio a creare una Content Trap che vada ad accontentare gli interessi di chi la crea.

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Occorre proprio dirlo, c’è bisogno di informare gli utilizzatori di LinkedIn sulla trappola nella quale tante  persone cadono tutti i giorni. In un social network in cui il contenuto è (ancora) di alta qualità, dove ogni giorno centinaia di migliaia di persone condividono Post interessanti, ragionati e di ottimo livello, occorre a mio parere battersi perché le cose rimangano tali, e acciocchè non si venga inondati da operazioni matematiche di quarta elementare, specchietto per le allodole creato ad hoc da persone che cercano una scorciatoia nel sistema comunicativo,  creando di fatto un contenuto di bassa qualità.

 

Scritto da

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Ultimi commenti
  • Avatar

    Grazie per il post

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    “creando di fatto un contenuto di bassa qualità.”

    Mi sembra che, nonostante l’obiettivo lodevole, sia incappato nello stesso errore:

    “In poco tempo, osservando la loro attività social, arriva a capire quale
    possa essere l’attività di content sharing che aumenti sia le Profile
    views che l’engagement sui propri post”

    Chi capirà mai una frase del genere, a parte operatori di marketing e tecnici informatici?
    La precondizione per informare gli utenti, secondo me, è che i professionisti capaci, come senza dubbio l’autore dell’articolo, smettano di esprimersi in italiese (italiano + inglese) e comincino a parlare italiano. 🙂

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