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HomeECONOMIA E MERCATIGRAFICO DELLA SETTIMANAGrafico della settimana: la parità tra euro e dollaro potrebbe essere dietro l’angolo

Grafico della settimana: la parità tra euro e dollaro potrebbe essere dietro l’angolo

L’euro è in caduta libera dal primo trimestre del 2015 e i rumors a Wall Street sono per una possibile parità tra euro e dollaro, qualcosa che non accade dal 2002.
Il grafico che vi proponiamo mostra come, a partire dal primo trimestre del 2015, la moneta unica europea si sia deprezzata nei confronti del biglietto verde dell’11,5% (linea azzurra) e Wall Street abbia ridotto le previsioni sul tasso di cambio per fine anno a 1,08 (linea verde).

graficoeurodollaro

 

Secondo Goldman Sachs, la parità potrebbe essere toccata a fine anno. Invece Jens Nordvig, amministratore delegato dell’unità di ricerca sulle valute di Nomura Securities, ha scritto che la parità potrebbe essere raggiunta a metà 2016, o anche prima, dato il recente movimento di prezzo sul mercato valutario.

Ma perché l’euro dovrebbe perdere terreno nei confronti del dollaro?

Le ragioni che spingono le aspettative di mercato verso il deprezzamento dell’euro sono varie.

  • Le politiche monetarie della Fed e della Bce continuano a essere divergenti. Tale atteggiamento muove le aspettative del mercato verso un rialzo del tassi da parte della Fed (prima) e ulteriori stimoli monetari della BCE (dopo), nel mese di dicembre.
  • La perdita dello lo status di risk off dell’euro nei confronti del dollaro.
  • La riduzione dei i flussi di capitale dai mercati emergenti verso la zona euro. Allo stesso tempo, l’elevato stock di debito sovrano europeo con rendimenti intorno allo zero rappresenta un ulteriore deterrente ai flussi di capitale.

Questo sulla carta. Bisogna però considerare che esistono anche segnali contrari.

Ad esempio non è detto che il rialzo dei tassi d’interesse da parte della Fed avvenga davvero a dicembre: potrebbe slittare ancora nel tempo e secondo autorevoli economisti ed osservatori (ma anche funzionari della FED), i motivi sono sufficienti a conservare lo status quo.

Inoltre, gli sviluppi economici e finanziari interni ed esterni agli States potrebbero frenare l’attività economica e, quindi, anche le aspettative sull’andamento del cambio euro-dollaro.

Stiamo a vedere. Voi che ne pensate?

 

Scritto da

Dopo l'importante esperienza lavorativa in AdviseOnly, dove ha ricoperto il ruolo di portfolio advisor e analista macroeconomico, è entrato in Cassa Depositi e Prestiti. Ha conseguito la Laurea in Economia Politica all'Università degli Studi di Roma I "La Sapienza", trascorrendo alcuni periodi di studio all'estero ed il Master in Finance (II livello) presso l’Università di Torino (CORIPE Piemonte). La sua principale passione è l'economia.

Ultimi commenti
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    È una delle cose che maggiormente non comprendo nei vostri portafogli.
    Cioè tutti i $ che avete messo.
    Li avete messi come bond ma in sostanza non danno rendimenti strepitosi quindi il cambio è il grosso che va ad incidere su un possibile gain/loss di quella parte (non trascurabile) di portafoglio.

    Cioè con l’azionario rischi, se ti va male puoi sempre sperare che nel lungo periodo salga. Ma con i cambi del forex se sbagli non resta molto in cui sperare.

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      Il rendimento lo cerchiamo più con l’azionario ma come sai cerchiamo di rimanere bilanciati. In termini di valore (e non di rendimento) l’obbligazionario usa ha un migliore profilo rischio /rendimento rispetto all’Europa (almeno secondo le nostre metriche) in più il dollaro gode di un buon momentum. Riassumendo nei ptf reddito siamo meno esposti al dollaro rispetto ai ptf più tattici come Express.

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        Grande! 🙂

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