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HomeECONOMIA E MERCATIGRAFICO DELLA SETTIMANAGrafico della settimana: se i titoli legati all’inflazione battono tutti

Grafico della settimana: se i titoli legati all’inflazione battono tutti

Alla conferenza stampa della Bce del 15 aprile 2015 il tono di Mario Draghi è stato piuttosto positivo sull’efficacia del QE. Il tentativo del governatore della BCE d’infondere fiducia circa le azioni di politica monetaria dell’istituto fin dall’annuncio del quantitative easing sembra avere avuto un certo riscontro sui mercati, in particolare sugli obbligazionari europei.  Infatti, i tassi d’interesse si sono ulteriormente compressi, così come gli spread.

Ma se il fenomeno è generalizzato – si pensi ad esempio agli effetti degli interventi di politica monetaria espansiva (nel primo trimestre) da parte della Banca nazionale svizzera, svedese, danese, australiana o  canadese – non può passare inosservato l’andamento del corso dei titoli di Stato dell’eurozona indicizzati all’inflazione. Il grafico sotto mostra chiaramente che le obbligazioni inflation-linked sono i titoli migliori da inizio anno!

indici_obbligazionari_2015

Qualcuno forse si domanderà: nell’eurozona? Ma come? Non siamo in semi-stagnazione economica e a rischio deflazione? Le obbligazioni governative della zona euro inflation-linked non dovrebbero essere danneggiate da una riduzione dell’inflazione?

Vero, ma non del tutto.

Infatti, da inizio anno l’indice delle obbligazioni governative dell’eurozona indicizzato all’inflazione (linea rossa) ha registrato la migliore performance se confrontato con l’indice delle obbligazioni governative tedesche a medio-lungo termine (linea blu) oppure con quello delle obbligazioni corporate high yield europee (azzurra). I total return ottenuti dai rispettivi indici da inizio anno sono pari rispettivamente a: 5,73%, 3,14% e 3,16%.

Come spiegare questo andamento?

Una possibile motivazione è legata alla sensazione che la BCE possa riuscire a porre un limite “inferiore” alle variazione delle aspettative d’inflazione. Inoltre, Mario Draghi ha “alzato uno scudo” davanti a queste obbligazioni, rendendole oggetto di acquisti da parte della BCE e diminuendo il premio al rischio di default (con effetto positivo sui prezzi).

L’ambiente favorevole così creato ha contribuito a favorire il corso dei titoli appartenenti a questa asset class.

Ma parlando di tassi d’interesse così bassi o prossimi allo zero, una domanda è lecita: quanto è sostenibile questa situazione? Ma questa è un’altra storia, che vi racconterò in un altro post.

Scritto da

Dopo l'importante esperienza lavorativa in AdviseOnly, dove ha ricoperto il ruolo di portfolio advisor e analista macroeconomico, è entrato in Cassa Depositi e Prestiti. Ha conseguito la Laurea in Economia Politica all'Università degli Studi di Roma I "La Sapienza", trascorrendo alcuni periodi di studio all'estero ed il Master in Finance (II livello) presso l’Università di Torino (CORIPE Piemonte). La sua principale passione è l'economia.

Ultimi commenti
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    Quello che mi lascia perplesso è che i titoli HY non abbiano avuto il consueto plus valore, come molti analisti si erano aspettati. In questo caso, a parità di rischio hanno quindi di molto sottoperformato.

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    In realtà la spiegazione è più semplice: non so che indici hai usato, ma un tipico indice di obbligazioni governative inflation-linked ha una duration attorno a 8 anni, mentre HY in Europa ha duration di circa 3,5 anni. Quindi a parità di variazione dei tassi sottostanti, la performance delle IL sarà sicuramente superiore ad HY.

    Per i titoli tedeschi a medio-lungo termine, qui la duration media è più lunga, ma l’indice IL include anche Francia e Italia, dove i tassi sottostanti sono scesi più che in Germania.

    • Pasquale Rossi

      Grazie Matteo. Mi piacerebbe avere dei chiarimenti sulle tabella che mi hai mandato (che allego). Mi sembra ti capire che lo spread return spieghi buona parte del TR dell’Inflation linked mentre la variazione dei tassi via duration ricadrebbe nel base rate return. Non ritieni quindi che il premio al rischio d’inflazione (che mi sembra di capire cade nello spread return) sia una componente importante per spiegare il TR dell’inflation linked come implicitamente si capisce dal post?

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        il problema è che stiamo mixando titoli reali con titoli nominali, e non è semplice confrontare i risultati.

        Se non ho sbagliato, in excess va tutto quello che non è dovuto a cambiamenti nei tassi sottostanti, quindi per gli IL dovrebbe essere legato alle aspettative di inflazione.

        Nel week-end riguardo come sono definiti i valori e cerco di capire meglio come applicarli all’inflazione.

        • Pasquale Rossi

          ok, grazie

          • Avatar

            allora, non è ancora chiaro come viene attribuita l’inflazione nel modello, ma “excess return” è tutto quello che è legato a “credit & optionality risk”.

            Quindi per gli IL dovrebbe essere tutto quello che viene dall’inflazione (effettiva + attesa)

            • Pasquale Rossi

              Sospettavo, grazie

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