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HomeINVESTIREASSET ALLOCATIONAsset allocation di gennaio: la crisi cinese non sembra sistemica. E apre opportunità

Asset allocation di gennaio: la crisi cinese non sembra sistemica. E apre opportunità

Il 2016 non è iniziato sotto i migliori auspici. Praticamente tutti gli attivi rischiosi hanno avuto performance negative.

Il crollo delle Borse e di molte obbligazioni sta infatti agitando i risparmiatori, tanto che alcuni importanti investitori sono arrivati a delineare addirittura uno scenario catastrofico simile al 2008. Vi diciamo subito che noi non condividiamo questa opinione così negativa. Anche se i rischi ci sono.

Questa volta ad affossare i mercati è la Cina, alle prese con il passaggio da un modello statalista ad uno di mercato: il riequilibrio non è banale e le inevitabili difficoltà dell’economia cinese rischiano di ripercuotersi sul resto del mondo, sia economicamente che finanziariamente.

La maggior parte degli indicatori di mercato nell’ultimo mese sono peggiorati in concomitanza con il crollo delle Borse. Il Barometro del Rischio di AdviseOnly a livello mondiale è tornato sotto la soglia di 50 (ovvero livello di rischio superiore alla norma) ma, dal nostro punto di vista, è ancora presto per parlare di imminente calamità.

La natura del panico degli ultimi giorni non sembra molto diversa da quella della scorsa estate, quando i mercati registrarono forti ribassi per varie sessioni consecutive, recuperando poi grazie all’intervento delle autorità cinesi. Movimenti e volatilità importanti, ma nella norma per i mercati finanziari: questi sono i mercati finanziari, queste sono le Borse. Quindi, pensiamo che il rallentamento dell’economia cinese e i rischi finanziari ad essa associati  siano reali e siano destinati ad accompagnarci per tutto il 2016, ma per il momento sono sotto controllo. La costruzione di un portafoglio parte da una valutazione probabilistica dello scenario e, se uno scenario catastrofico è possibile ma poco probabile, è logico che l’asset allocation rifletta questa valutazione.

Ecco perché abbiamo deciso di aumentare lievemente il peso degli attivi rischiosi (soprattutto sui portafogli più aggressivi – se così si possono definire, visto che sono comunque prudenti), consapevoli di farlo in maniera opportunistica su dei portafogli che hanno una componente tattica nel loro DNA. Questo perché, senza voler sottovalutare il rischio Cina o gli altri fattori di rischio, pensiamo che i prezzi di alcuni attivi rischiosi siano diventati più interessanti.

Scenario base: poche occasioni da ponderare con attenzione

A livello globale, riteniamo che il rischio recessione sia ancora basso. La Banca Mondiale ha riportato che nel 2016 l’economia mondiale dovrebbe crescere ad un tasso del 2,9%, in lieve miglioramento dal 2,4% registrato lo scorso anno, non appena le economie sviluppate riusciranno a guadagnare terreno.

Riassumendo, al di là della volatilità delle ultime settimane (che comunque rimane in linea con la media storica), lo scenario d’investimento rimane dominato dai seguenti fattori:

  • il graduale recupero delle crescita economica trainata dagli USA;
  • l’andamento delle economie emergenti, Cina in testa;
  • la politica monetaria, che in aggregato resta accomodante;
  • la dinamica del prezzo del petrolio.

Le nostre idee d’investimento

A questo punto, se attribuiamo bassa probabilità a uno scenario da crisi finanziaria sistemica, il calo dei prezzi sui mercati può esser visto come un’opportunità.

Nei portafogli più tattici (i portafogli Express) abbiamo perciò ridotto la cassa per aumentare l’esposizione alle obbligazioni Corporate, limitando però il rischio tasso d’interesse e, solo nei profili più rischiosi, abbiamo incrementato l’azionario, con un piccolo tilt settoriale.

Nei portafogli Premium, abbiamo mantenuto invariata l’asset allocation a livello macroscopico, intervenendo però all’interno delle asset class, diversificando maggiormente i premi al rischio, in modo coerente con la natura e gli obiettivi dei diversi portafogli. Abbiamo inoltre variato alcuni strumenti finanziari: si tratta di alcune modifiche di struttura volte a rendere più efficienti i portafogli, riducendone anche il taglio minimo d’acquisto.

Per approfondire l’asset allocation clicca qui.

Scritto da

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Ultimi commenti
  • Avatar

    avete aggiornato il premium pensione? non ho ricevuto notifiche.

    • Avatar

      Ciao roberto, ti confermo che abbiamo mandato le notifiche.

  • Avatar

    Ugh, PTF Daring +5% in azioni!
    PTF Ambitious +10% in azioni!!!

    Io avrei aspettato ad incrementare che la correzione fosse più pesante, alla peggio non guadagnavate niente di più, ma non rischiavate niente di più.

    La correzione attuale sembra non avere alcun senso (va beh che le correzioni all’inizio non hanno mai molto senso) ma purtroppo come diceva il buon Keynes: “Markets can remain irrational longer than you can remain solvent”.

    Rega, avete della buccia devo ammetterlo. 😉

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