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Come investire evitando insidie e bidoni: ecco la mappa degli strumenti finanziari

Tutti hanno paura di investire malamente e di essere fregati in modo più o meno grave. Quindi, come promesso qualche mese fa, rendo un omaggio – un po’ da cialtrone – a Carolus Linnaeus e alla sua grande opera, il Systema Naturae, e provo a classificare col sistema linneano le principali trappole per i risparmiatori.

Ricordate: conoscere ed essere informati è il primo sistema di difesa.

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un vademecum per investimenti sicuri

UNA LEGENDA SUPER-SINTETICA

Schemi Ponzi. Il criminale, il Madoff della situazione, offre agli investitori altissimi rendimenti, fuori mercato, anche su periodi brevi. Il denaro fresco raccolto serve a pagare gli investitori già presenti, secondo un schema a piramide. In Italia è famoso il caso della truffa dei Parioli  per mano del “Re Sòla” Gianfranco Lande. E poi c’è l’INPS… un grandissimo esempio di schema Ponzi.

Titoli bidone. Semplicemente non esistono. Si tratta di strumenti finanziari (di solito obbligazioni o fondi comuni) che vengono venduti da sedicenti società finanziarie generalmente con sede in posti esotici. Al momento del disinvestimento la realtà viene a galla e ci si accorge che è tutto fumo.

Operazioni bidone. Questa volta i titoli possono anche esistere, ma il fasullo promotore finanziario (di solito qualcuno che in passato ha esercitato ma è stato espulso dalla rete e radiato dall’albo), o il finto funzionario bancario, si fa consegnare contanti e assegni per comprare strumenti finanziari, per poi scappare con il malloppo senza mai eseguire le operazioni.

Obbligazioni bancarie semplici o “plain vanilla”. Ne aveva parlato Raffaele Zenti nel post “Rischio liquidità per i risparmiatori“; il succo è che hanno rendimenti che possono sembrar buoni ma sono fuori mercato, a causa degli “oneri impliciti”, cioè i soldi che s’intasca la banca venditrice delle obbligazioni. Di solito poi sono patologicamente illiquide,quindi, una volta comprate, uno se le deve tenere fino alla scadenza.

Obbligazioni bancarie strutturate. Anche di queste ne abbiamo già parlato nel blog: “Il ritorno dei mostri strutturati“; hanno i medesimi problemi delle obbligazioni bancarie semplici, ma più gravi. Questi strumenti sono regolati da meccanismi complessi che si prestano a nascondere bene costi di taglia XXL al loro interno. Non fatevi ingannare dal “quid” aggiuntivo che vi promettono a fronte della complessità dello strumento: di solito le probabilità che si materializzi sono ridotte all’osso!

Certificati strutturati. Possono essere buoni strumenti, ma quando sono iper-complessi e illiquidi, vale quanto detto per le obbligazioni strutturate.

Fondi comuni, Sicav e altri OICR. Per loro natura, sono tra i migliori strumenti che un risparmiatore possa tenere in portafoglio e offrono il massimo della tutela. Nel mare magnum di questa categoria, è possibile incappare in costi (TER, di cui abbiamo parlato) annui pari al 5% e più! Non proprio il massimo della convenienza.

Fondi immobiliari. Il valore del fondo non è determinato dal mercato, come per i fondi comuni, ma da perizie, e include anche costi correnti relativi alla gestione degli immobili, affitti da riscuotere e tanti altri elementi non facilmente controllabili dal risparmiatore. Il fondo immobiliare è tipicamente chiuso e non non si può chiedere il riscatto delle quote, ma occorre la liquidazione. Quindi è roba super-illiquida.

Polizze unit-linked e similari. Nella confusione che emerge mischiando una o più polizze e un prodotto finanziario, spesso strutturato, è facilissimo nascondere costi pazzeschi. Tipo: su 100 euro investiti pronti via 10-12 volano via per i “caricamenti” che remunerano la struttura di vendita. Poi ci sono le commissioni di gestione annue e, come se non bastasse, frequentissime anche le penali in caso d’uscita anticipata. Quanto detto per obbligazioni e certificati strutturati vale anche per queste polizze, che sono (se possibile) mediamente peggio.

Trading online a leva esplosiva. Si può fare trading con leva 100, 200, anche 400. Questo significa che i vostri profitti e, più probabilmente, le vostre perdite viaggiano 100, 200 o 400 volte più veloci del mercato. In pratica avete in mano un potente vaporizzatore di soldi. Oltre il 90% dei trader online infatti chiude i propri conti entro 9 mesi e non ritorna ancora a negoziare: secondo voi perché? Gli unici che ci guadagnano veramente con il trading online sono i negoziatori (banche e broker online) e quelli che vendono corsi e seminari con tecniche di trading “infallibili”.

Mirroring cieco di portafoglio. Attenzione ai siti di trading che effettuano il mirroring cieco di portafoglio: in pratica voi date a un tizio, che magari non è neanche abilitato alla gestione, la delega a compiere per vostro conto operazioni sul vostro portafoglio, tipicamente di trading veloce o scalping. Peggio che andar di notte.

Cari risparmiatori le insidie ci sono, ma sono evitabili! Advise Only è una buona piattaforma per navigare liberamente (e gratuitamente) tra gli strumenti finanziari e valutare rischio e liquidità (nonché i costi). Sul sito Advise Only gli strumenti più pericolosi e illiquidi non sono neanche considerati! Buon punto di partenza.

Stay cheap, stay liquid! 

P.S. Se siete a conoscenza di fondi, sicav, polizze unit-linked con commissioni ladrone, fate un fischio, scrivete qui: ci_pensa_jack@hotmail.com

 

Mandatemi riferimenti precisi, tipo: nome del fondo, codice ISIN, cosa non vi torna, se il prospetto è on-line mandatemi l’url. Li facciamo neri. E scrivetemi anche su: obbligazioni bancarie che non riuscite a vendere, banche che si rifiutano di vendervi ETF, commissioni di negoziazione demenziali e qualsiasi altra fregatura. Mi raccomando: mandatemi riferimenti precisi. Bisogna argomentare.

All’arrembaggio ciurma!

Scritto da

Ha solcato i mari della finanza in lungo e in largo, su imbarcazioni piccole e grandi, con i mercati in tempesta oppure cavalcando grandi onde d’ottimismo. Da anni soffre di contorcimenti interiori che lo turbano nel profondo, e questo non solo per gli eccessi di frutti di mare, bensì per come vengono trattati i risparmiatori e per le tristi condizioni in cui versa l’industria che li dovrebbe gestire. E allora Jack Sparrow invoca l’ammutinamento! Basta con prodotti finanziari che fanno solo il gioco di chi li vende, basta con portafogli di risparmio che cozzano contro il buon senso! Entra nella ciurma di Jack e segui i suoi consigli per trasformare il tuo disagio in qualcosa di utile per i tuoi risparmi.

Ultimi commenti
  • Sherlock Holmes

    Grazie Jack per le tue dritte ora i risparmiatori sapranno fare le domande giuste di fronte ai prodotti sbagliati. Conoscere gli strumenti finanziari è il primo passo per effettuare un buon investimento.
    D’altronde la deregolamentazione dei mercati finanziari ha permesso di sopperire alla carente domanda a fronte di una crescente offerta del sistema produttivo attraverso un’espansione di strumenti di ‘debito per famiglie’ , sempre più complessi e poco comprensibili.
    Quindi credo sia importante per il risparmiatore sapersi orientare di fronte a questa molteplicità di strumenti finanziari. La simpatica nonna Lea del video capisce bene che la semplicità paga ed è per questo che si rivolge ad Advise Only

  • bene, ora fateci una classificazione linneana degli investimenti finanziari virtuosi…

    • Raffaele Zenti

      Ottima idea, contaci.
      (Ma forse è meglio se non la facciamo fare a Jack Sparrow – lui scova problemi…)

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