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Bond emergenti per cavalcare la ripresa

Cavalcare la ripresa puntando sull’obbligazionario dei Mercati Emergenti

L’inizio della distribuzione su scala mondiale dei vaccini ha infuso un certo ottimismo sui mercati in questo inizio di 2021, con le Borse che hanno intrapreso un trend rialzista e guardano già a un mondo post pandemico. E questo vento a favore è ben più forte di qualsiasi altro tipo di perturbamento, a partire dai fatti senza precedenti osservati a Capitol Hill. Un altro elemento che contraddistingue questo momento è la debolezza del dollaro, un aspetto che si rivela favorevole a una più vigorosa ripresa economica nei Mercati Emergenti dove, peraltro, già negli ultimi mesi si stava diffondendo in modo robusto. Logico, quindi, che per quanto riguarda l’universo obbligazionario, in gran parte con tassi rasoterra o negativi, si guardi con interesse a questi mercati, dove le possibilità di rendimento invece sono concrete e con larghi margini di crescita.

 

I bond emergenti per diversificare e cercare il rendimento

I bond emergenti, infatti, stanno ancora attraversando una fase di recupero dopo le grandi vendite dello scorso marzo, quando la pandemia ha iniziato a mordere. Proprio per questo motivo, vari analisti sostengono che ci siano ancora ampi spazi per assorbire eventuali afflussi degli investitori. Intanto sui mercati i movimenti ci sono: secondo JP Morgan, infatti, i fondi dei mercati emergenti hanno registrato afflussi pari a 6 miliardi di dollari solo a dicembre. Tuttavia, la portata dei rimborsi di marzo fa sì che, a consuntivo, i flussi del 2020 siano solo leggermente positivi, a 3,3 miliardi. È da escludere, peraltro, che ci sia il rischio di una bolla dei prezzi, visto che questa asset class non è stata particolarmente inflazionata per diversi anni. Per questa serie di motivi, sono sempre di più le case di gestione di rango internazionale che dispongono di prodotti d’investimento funzionali a cogliere le nuove opportunità. Tra queste c’è sicuramente la svizzera Ubs Asset Management, la quale ritiene che i bond dei Paesi Emergenti servano a diversificare e a migliorare il rendimento in ottica di asset allocation.

 

Un Etf per cavalcare il momentum del mercato

Uno di questi prodotti è l’UBS ETF – J.P. Morgan EM Multi-Factor Enhanced Local Currency Bond UCITS, un fondo a gestione passiva che replica l’omonimo benchmark di riferimento il quale mira a rispecchiare la performance del debito locale emesso dai cosiddetti mercati emergenti. Al suo interno si possono trovare titoli sovrani e quasi sovrani denominati in dollari e a breve termine (con scadenza compresa tra 1 e 5 anni) e, al contempo, un’esposizione alle valute emergenti in base al momentum del mercato. Nel dettaglio, l’indice è composto per l’80% in debito emergente espresso in valuta locale con una maturità superiore a 3 anni. C’è poi un 15% di debito emergente in dollari proveniente da emittenti sovrani e un 5% di liquidità.
Il paniere è selezionato attraverso un campionamento stratificato, vale a dire un processo su base quantitativa, ma supportato da input qualitativi dei portfolio manager, teso a costruire un portafoglio in grado di replicare efficientemente le caratteristiche di rischio del benchmark con meno titoli sufficientemente liquidi e diversificati. Di regola, infatti, il comparto deterrà solo un sottoinsieme dei titoli inclusi nell’indice. Il comparto può anche fare ricorso a derivati, segnatamente quando non fosse possibile o praticabile replicare l’indice attraverso investimenti diretti o al fine di generare efficienze nell’acquisizione dell’esposizione all’indice.

 

Non solo bond: anche l’azionario emergente presenta occasioni

La gamma azionaria degli ETF include prodotti come, per esempio, l’UBS ETF MSCI Emerging Markets. Questo fondo investe in azioni fisiche dei mercati emergenti, ma ha la facoltà di coprire, tramite strumenti derivati, una piccola quota di mercati altrimenti di difficile accesso. Il paniere di riferimento è ponderato per la capitalizzazione di mercato rettificata per il flottante, in modo da poter misurare la performance dei mercati azionari emergenti. I titoli sono selezionati in base a dimensioni, liquidità e flottante minimo. L’indice rappresenta società accessibili agli investitori di tutto il mondo.

L’UBS ETF MSCI Emerging Markets SF, invece, mira sempre a replicare la performance dell’indice MSCI Emerging Markets, ma per farlo ricorre a uno strumento derivato come uno swap e la controparte trasferisce garanzie all’ETF sotto forma di titoli di Stato di Paesi del G10, obbligazioni sovranazionali e liquidità.

 

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UBS ETF ha un lungo track record nella gestione di soluzioni indicizzate per i propri clienti. Nel 2001 UBS ha lanciato il primo ETF. Oggi UBS ETF propone un’ampia gamma di ETF su indici azionari, obbligazionari e alternativi quotati sulle principali Borse europee. Presente dal 2013 in Italia con un team dedicato di 3 persone, in Europa UBS ETF gestisce patrimoni per circa 69 miliardi di Dollari e rappresenta il quarto operatore nel mercato degli ETF in Europa (Fonte: ETFGI al 31 dicembre 2019) con 101 prodotti quotati presso Borsa Italiana. UBS ETF fa parte di UBS Asset Management che è una delle principali società di gestione a livello mondiale, con un patrimonio in gestione di 858 miliardi di euro (al 30 settembre 2019), di cui oltre 300 miliardi di euro in gestioni passive. Per maggiori informazioni www.ubs.com/etf.

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