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#ABCfinanza: come si leggono i documenti di una polizza unit-linked?

Inauguro una serie di post che hanno un semplice obiettivo: aiutarvi a sopravvivere nella selva dei documenti del risparmio gestito. Un survival kit per affrontare la giungla della burocrazia finanziaria.

Partiamo belli tosti: a colpi di machete ci faremo strada nei documenti relativi a polizze unit-linked e index-linked. Ne ho già parlato diffusamente.

Voglio mettervi nelle condizioni di poter capire da soli se avete di fronte la soluzione d’investimento più adatta per voi oppure un bidone. Dovete essere in grado di orientarvi, andando subito a beccare le informazioni indispensabili per valutare autonomamente il possibile investimento.

Il documento base per queste polizze è il Fascicolo informativo.

Ve lo devono dare obbligatoriamente, cartaceo o in formato pdf. È un mappazzone poco sexy, che fin dalle prime righe si mostra attraente come un piede in cancrena. Ma lì c’è praticamente tutto quello che serve per capire davvero. È un fascicolone unico, composto da vari documenti, che (fortunatamente) per legge si chiamano sempre nello stesso modo, per facilitare i confronti tra prodotti diversi.

All’inizio trovate il riassunto:

fascicolo info

Andate di corsa al primo documento: la Scheda Sintetica.

Leggetela tutta, sono pochissime pagine. Non fate i babbani, ripeto, leggetela tutta, ce la potete fare. Ma vediamo insieme quali sono i passi più salienti, almeno a mio giudizio.

La prima sezione s’intitola “Informazioni generali” e vi dice, tra le altre cose, qual è l’impresa di assicurazione dietro il prodotto che avete di fronte, tipologia e durata del contratto. E già qui avrete le prime informazioni sulle modalità di riscatto dei premi, cioè come ottenere indietro i quattrini in caso di bisogno. Potete quindi trovare frasi tipo:

È possibile esercitare il diritto di riscatto purché siano state corrisposte almeno le prime tre annualità di premio e l’assicurato sia in vita” (e quindi negli altri casi nisba).

Crucialissima la terza sezione: “Prestazioni assicurative e garanzie offerte”. In pratica vi dice cosa succede in caso di decesso (sì, maschietti, potete toccarvi – signore, scusate, per voi non so cosa dire) e in caso vita, a seconda del tipo di copertura assicurativa. Qui si capisce chi sono i beneficiari dell’assicurazione, e già qui possono esserci lugubri soprese, come quella segnalataci tempo fa da un promotore finanziario, nella quale il beneficiario in caso di morte era… la banca che aveva venduto la polizza (nello specifico la Banca Popolare di Puglia e Basilicata, ah, mannaggia che buontemponi). In questa sezione ci sono anche indicazioni su quanto pagano, e se ci sono esclusioni o limitazioni, sia di natura finanziaria che assicurativa. Per esempio, ho davanti una documentazione che recita:

Qualora non siano state corrisposte le prime tre annualità di premio, il contratto si risolve automaticamente con la perdita per il contraente dei premi pagati”, ovvero, detto alla buona “se hai un’emergenza nei primi tre anni e non riesci a pagare i premi, la compagnia si pappa i tuoi soldi e il contratto si vaporizza”.

È una clausola comune. Capite che è importante saperlo e quindi leggersi il mappazzone. Poi valutate voi (personalmente, piuttosto che accettare una condizione capestro del genere, io opterei per una vita da stilita nel deserto, ma sono scelte personali, certo).

Proseguendo, c’è la quarta sezione, “Rischi finanziari a carico del contraente”. Capitolo sugoso. Vengono descritti sommariamente i rischi che sopportate, sulla base di una scala standard che parte da rischio “Basso” e arriva a rischio “Molto alto”. Trovate indicazioni sulla presenza di protezioni e garanzie sul capitale – i Fascicoli informativi che ho davanti recitano per esempio:

La Società non offre alcuna garanzia di capitale o di rendimento minimo”.

L’importante è saperlo, giusto? Fate bene attenzione ai contratti Multiramo, che presentano sì garanzie, ma solo su una parte dei premi versati. Okkio. Molti venditori da strapazzo tendono ad omettere che la garanzia copre solo una parte dell’investimento.

Quindi si va sulla sezione 5 che, da sola, può farvi capire se la polizza in questione fa per voi o no: parliamo infatti della sezione “Costi”. Very hot.

Ciurma, leggetela superbene questa sezione

Qui le società sono obbligate a riportare l’indicatore sintetico “Costo percentuale medio annuo” (praticamente, una specie di TER) per varie ipotesi, che possono poi essere approfondite nella Nota informativa (che è la sezione succcessiva del Fascicolo informativo) ma che spesso la dicono lunga fin dal primo sguardo. Così, giusto per fare un esempio, ho davanti una tabella di una unit-linked pescata a caso. Su un arco d’investimento di 5 anni ha un costo percentuale medio annuo di 5,80%. Significa che si parte sott’acqua, con una perdita certa di -5,80% all’anno. I costi contano, e tanto, nella riuscita dell’investimento.

Vi ricordo che un BTP a 5 anni rende 0,30%. Al momento, nel mondo obbligazionario, su quella scadenza, per trovare un rendimento più elevato bisogna comprare un bond pakistano (rendimento 6,8%, poi c’è da dire che in Pakistan hanno anche altra roba – ma cosa pensate? Avevo in mente il Nanga Parbat!) o colombiano (7,5% i bond quinquennali), o islandese (5,9%). Non so se mi spiego. Allungando la vita della unit a 25 anni, il costo percentuale medio annuo scende ma rimane pari al 2,70% – rammento a lor signori che il BTP a trent’anni rende il 2,4%. Per cui, consiglio di fare un po’ di stretching ai neuroni, mettendoli in moto e chiedendovi di immaginare che cosa deve fare il gestore dei fondi sottostanti la polizza unit-linked per recuperare quei costi. Dopodiché fate le vostre valutazioni e tirate le somme.

La sezione 6 vi dà qualche dato storico di rendimento: utile sì, ma non certo fondamentale per decidere, dato che il futuro finanziario sa come essere diverso dal passato.

Siamo alla fine del primo documento e, spesso, ci si è già formati un’opinione netta

In caso contrario c’è il secondo documento del Fascicolo informativo, la “Nota informativa”, che riprende e approfondisce le informazioni contenute nella Scheda sintetica. È quindi un documento utile per far luce sugli eventuali dubbi che vi sono venuti. Attenzione che le info di questo documento possono essere più ampollose. Per esempio, nella sezione Rischi finanziari, è prassi inserire qualsiasi rischio immaginabile, così la compagnia d’assicurazione si para il fondo schiena da ogni evenienza. Non fatevi impressionare.

In questo documento trovate anche le informazioni sui “fondi interni”, cioè i fondi comuni, sicav o ETF nei quali investe la polizza. Insomma, attenzione a non farvi distrarre e anestetizzare dalle parole (è una sezione-macigno, di una noia mortale). Date sempre uno sguardo alla sezione “Costi”, spesso ricca di stuzzicanti dettagli. Potrete ad esempio scoprire qualcosa sulle penali in caso di riscatto (“Costi di riscatto”): meglio sapere che magari possono zanzarvi via il 10% delle somme versate, oltre ai costi già gravanti sulla polizza.

Anche il successivo documento “Condizioni di assicurazione” è di approfondimento. Suggerisco però di leggerlo bene. Potete trovare frasi tipo:

…è esclusa la liquidazione in caso di morte a seguito delle lesioni derivanti dalla pratica di attività sportiva diversa da calcio, rugby, hockey e ciclismo senza partecipazione a gare e tornei…”.

Quindi se partecipate a una gran fondo ciclistica e vi schiantate in discesa… ciaone, adiós, niente liquidazione ai beneficiari. Di limitazioni del genere ce ne sono a bizzeffe: sport più o meno pericolosi, catastrofi naturali, suicidio, ecc. Spero il messaggio sia forte e chiaro: leggete bene e fate mente locale sulla vostra situazione. A volte il linguaggio utilizzato dagli assicuratori richiede buone doti di analisi logica e analisi del periodo, ma è una tortuosità linguistica superabile con un po’ di orgoglio grammaticale.

Questi sono i documenti che secondo me dovete guardare con massima priorità. Di spazio per approfondire, però, ce n’è a volontà: vi consiglio gli ottimi ebook (gratuiti) dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS), in particolare la guida pratica alle assicurazioni Vita. Semplici, ben fatti, chiari.

E poi fate esercizio: digitate su Google “Fascicolo informativo unit-linked” e, vedrete, verrà giù di tutto. Divertitevi, ciurma.

Scritto da

Ha solcato i mari della finanza in lungo e in largo, su imbarcazioni piccole e grandi, con i mercati in tempesta oppure cavalcando grandi onde d’ottimismo. Da anni soffre di contorcimenti interiori che lo turbano nel profondo, e questo non solo per gli eccessi di frutti di mare, bensì per come vengono trattati i risparmiatori e per le tristi condizioni in cui versa l’industria che li dovrebbe gestire. E allora Jack Sparrow invoca l’ammutinamento! Basta con prodotti finanziari che fanno solo il gioco di chi li vende, basta con portafogli di risparmio che cozzano contro il buon senso! Entra nella ciurma di Jack e segui i suoi consigli per trasformare il tuo disagio in qualcosa di utile per i tuoi risparmi.

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