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HomeECONOMIA E MERCATIGRAFICO DELLA SETTIMANAGrafico della settimana: l’irresistibile fascino dei rally di inizio anno

Grafico della settimana: l’irresistibile fascino dei rally di inizio anno

“Mi piace l’odore del napalm di mattina”, diceva il famoso colonnello nel famoso film “Apocalipse Now”. Parafrasando il cinico militare, potremmo quasi dire: ci piace l’odore del rally all’inizio dell’anno. E il 2023 è in effetti un anno partito col piede giusto: il nostro Ftse MIB, ad oggi, riporta un +10% abbondante, e sulla stessa scia è l’Eurostoxx 50.

“È sempre bello vedere i mercati in rally all’inizio dell’anno (a meno che non siate short, ovviamente)”, scriveva nella newsletter di Bloomberg “5 things to start your day” del 13 gennaio Eddie van der Walt, deputy managing editor di Markets Live a Londra.

“I progressi di gennaio riempiono di ottimismo i rialzisti e a volte convincono i trader con mentalità statistica a cercare prove che il primo mese dell’anno sia la chiave del successo negli altri 11 mesi”. Insomma, come va gennaio, così va tutto l’anno, come sostiene il cosiddetto “January Barometer”?

 

Cos’è il Barometro di Gennaio?

Il January Barometer è in pratica la convinzione di alcuni trader secondo i quali la performance che l’indice S&P 500 registra nel mese di gennaio dà un’indicazione sull’andamento del mercato nel resto dell’anno. Ma, si chiede van der Walt, quanto regge questo adagio?

 

 

Utilizzando un benchmark delle performance azionarie globali, l’indice MSCI All-Country World, si è riscontrata una correlazione significativa (0,3) tra ciò che accade a gennaio e ciò che accade nell’intero anno. “In effetti”, spiega van der Walt, “l’analisi statistica di base suggerisce che c’è una probabilità del 98% che ciò che accade nel primo mese sia un indizio significativo per il resto dell’anno”. Ma, avverte l’esperto, non tutto è come sembra.

In 35 anni di dati, solo 19 volte gennaio e l’intero anno si sono mossi nella stessa direzione. Ciò significa che sono andati in direzione opposta 16 volte e che le probabilità di avere ragione sono solo di poco superiori al 50 e 50”. Praticamente si tratta di fortuna cieca, o quasi. “In questo (e in qualsiasi altro) periodo dell’anno”, ci dice van der Walt, “preferisco guardare ai fondamentali”.

 

Il bello di un rally diffuso

Ma attenzione, avverte van der Walt. “C’è un grafico meraviglioso, realizzato da Heather Burke, che mostra come i guadagni delle azioni statunitensi si stiano costruendo su molte, e non su poche, società”.
 

 
“Si tratta di una situazione molto più sana rispetto a quella che si è verificata nel rally post-pandemia trainato dalla liquidità, quando i titoli tecnologici hanno sostenuto il peso del mercato Toro”. Come sempre, staremo a vedere.

 


 

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