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AO Tutor Focus | Il punto di ottobre

Punti chiave

Banche centrali all’azione. Le aspettative erano alte, altissime, e non sono state deluse. La BCE dell’oramai uscente Mario Draghi ha annunciato il taglio del tasso sui depositi (ora al -0,5%), nuovo QE da 20 miliardi al mese e nuova tranche di prestiti alle banche (TLTRO) per rilanciare la spirale di consumi e investimenti. Palla ora ai Governi, che dovranno sostenere la ripresa con politiche fiscali adeguate, parola di Draghi. Anche dalla FED è arrivato il secondo taglio dei tassi dell’anno, mentre la Banca Centrale cinese ha ridotto il coefficiente per le riserve obbligatorie, in modo da sostenere la crescita economica. Prendono tempo invece Bank of Japan e Bank of England.

Capitolo (geo)politca. Dagli Stati Uniti tornano insistenti le voci di un possibile impeachment per il presidente Trump: accusa di corruzione a seguito del ribattezzato scandalo “Kievgate”. Ad un anno dalle presidenziali il clima si fa sempre più bollente. Caso Brexit: dichiarata illegale la sospensione del Parlamento, il Primo Ministro britannico si ritrova senza maggioranza al Governo. Ad oggi lo scenario più probabile rimane quello di una nuova tornata elettorale e conseguente slittamento della deadline per la Brexit, fissata al prossimo 31 ottobre. Non solo USA e UK: in Spagna si tornerà al voto il 10 novembre, per la quarta volta in quattro anni. In Italia non si vota ed il nuovo Governo “giallo-rosso” è alle prese con manovra di bilancio.

Petrolio nel mirino. A seguito degli attacchi agli impianti di produzione e raffinamento dell’Arabia Saudita, il prezzo dell’oro nero è schizzato a 68 dollari al barile. Tuttavia, in meno di due settimane il prezzo è risceso introno ai 58 dollari, stesso livello medio di agosto. Nel mentre l’OPEC, in scia ai segnali di rallentamento dell’economia mondiale, ha abbassato le stime sulla domanda della materia prima per il prossimo biennio.

 

Grafico del mese

Non c’è più liquidità? Lo scorso 16 settembre il tasso d’interesse interbancario USA (REPO rate) è schizzato dal 2% al 6% in una sola giornata. L’ultima volta che è successo un tale aumento dei tassi era prima dello della crisi di Lehman Brothers.

È venuta meno la fiducia tra gli intermediari? Siamo prossimi ad una nuova grande crisi finanziaria? Nulla di tutto ciò secondo la FED, che è comunque intervenuta a calmare gli animi con una massiccia iniezione di liquidità da 160 miliardi di dollari Usa. La coincidenza tra nuove emissioni di titoli di Stato e il pagamento delle tasse sono state le ragioni “tecniche” dietro questa particolare, ma non drammatica, dinamica.

 

grafico ao focus | amCharts

 

Commento generale

Le stagioni passano, le giornate si accorciano e i mercati…non cambiano. Le Banche Centrali corrono (di nuovo) ai ripari “in supporto alla crescita economica”. Se da un lato la FED ha maggiori margini di manovra avendo avviato negli scorsi anni un processo più restrittivo (tramite il rialzo dei tassi), la nostra BCE potrebbe aver meno cartucce da sparare. Non a caso nelle ultime settimane Draghi ha ricordato che (ora più che mai) è necessario affiancare alla politica monetaria la politica fiscale, individuandola come “la grande differenza tra Europa e Stati Uniti”. Ora tocca ai governi dei paesi dell’Eurozona.

Il secondo grande tema degli ultimi mesi, lo spauracchio della recessione, è oggetto di attente analisi. I punti di debolezza li conosciamo: Germania, con il settore manifatturiero sempre più indebolito, la Trade War, con i suoi effetti diffusi globalmente e l’immancabile e oscura Brexit. A sottolineare le infelici ripercussioni di questa incertezza è arrivato negli ultimi giorni anche l’outlook dell’agenzia di rating Fitch, che ha abbassato le stime di crescita del PIL mondiale dello 0,2%, ora al 2,6% per l’anno in corso. Ad accompagnare il report di Fitch arriva anche quello del WTO, che segnala il peggior calo negli scambi commerciali dal 2009: +1,2% la crescita attesa per il 2019 oggi, quando solo sei mesi faceva segnare il +2,6%.

Banche centrali, economia, e le società sui mercati? Un rapido sguardo ai primi risultati delle trimestrali negli Stati Uniti certificano i segnali di preoccupazione sopra riportati. Al momento il calo atteso degli utili su base annua si attesta al -3,7%, valore guidato dal settore energetico, tecnologico e dei materiali. Discorso analogo per la crescita dei ricavi, il cui valore attuale (2,8% annuo) è inferiore alla media degli ultimi 5 anni.

 



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Valutazione per asset class

L’ultimo mese si chiude positivamente per i mercati finanziari. Tutte le piazze principali hanno ben assorbito l’effetto dettato dalle azioni delle banche centrali. Più contrastato lo scenario per il mercato obbligazionario invece, che risente maggiormente delle incertezze presenti.

Di conseguenza anche le asset class mostrano questa dinamica: l’azionario è da prediligere all’obbligazionario, dato che presenta sia migliori valutazioni fondamentali che momentum. Bene anche le materie prime. Più nel dettaglio, il mercato asiatico (guidato dal Giappone) si conferma tra le migliori realtà, seguito dal mercato europeo. Caro il mercato statunitense. Tra gli emergenti la Russia si conferma in ottima forma, grazie alla spinta del petrolio.

Sul fronte obbligazionario, migliora la dinamica per il segmento governativo, più recettivo alle decisioni delle banche centrali, rispetto a quello societario, che sconta i timori sopra discussi.

 

multicriteria ao focus | amCharts

 

I portafogli

Come va il mercato, così seguono anche le nostre soluzioni d’investimento. Queste, complessivamente, chiudono il mese positivamente, con una performance media dell’1,11%. Le migliori soluzioni le troviamo tra i portafogli maggiormente a carattere azionario, quindi più propensi al lungo termine e alla fase risk-on dell’ultimo mese. Risultano invece più deboli le soluzioni spiccatamente più difensive e a breve termine, dove la componente obbligazionaria è preponderante.

 

Portafogli Tematici
Non abbiamo effettuato variazioni di asset allocation.

 

 

Portafogli Tattici
Non abbiamo effettuato variazioni di asset allocation.

 

 

 

Portafogli Obiettivo
Non abbiamo effettuato variazioni di asset allocation.

 

 

 

Avete altre domande? Avete bisogno di assistenza?
Scriveteci all’indirizzo: aotutor@adviseonly.com

 


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Ultimi commenti
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    Domanda:
    Nel portafoglio tattico proposto si può scegliere solo il livello del rischio, ma nel report riportato su “il punto di ottobre” viene evidenziata anche la durata (0-18m, 18m-3y, oltre 3y), questa selezione non è ora disponibile? se si dove?

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