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Materie prime, una buona idea per diversificare e proteggersi dall’inflazione

La ripresa economica sostenuta del 2021 ha creato una pressione sui prezzi delle materie prime, fattore che ha inciso inevitabilmente sull’andamento dell’inflazione. E se in molti, almeno all’inizio dell’anno, credevano che l’incremento dei prezzi sarebbe stato solo transitorio, adesso c’è chi, come il governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, crede che invece l’inflazione a cui stiamo assistendo possa diventare un fenomeno strutturale.
 

Le prospettive di crescita rimangono positive

I timori per il diffondersi della variante Omicron del covid 19 hanno prodotto una correzione su commodity come il petrolio, ma, ciò nonostante, le previsioni economiche per gli anni a venire restano tuttora positive, anche in considerazione del fatto che i Paesi ormai sono sempre più abituati a convivere con il virus. Inoltre, a differenza di un anno fa, ora esistono i vaccini e, proprio in queste settimane, anche l’Ema ha dato il via libera all’utilizzo di una pillola anti-covid prodotta da Pfizer, che sembra dare ottimi risultati contro il rischio di ospedalizzazioni e decessi.

A questo, si aggiungono i corposi investimenti messi in conto da molti governi. L’Italia, per esempio, avrà a disposizione le risorse europee per attuare il suo Piano nazionale di ripresa e resilienza. Questo spingerà ulteriormente la ripresa e, verosimilmente, andrà ad aumentare la richiesta sul fronte delle commodity, un mercato che storicamente dà il suo meglio nei periodi di crescita economica.
 

Uno strumento per inserire le commodity nel portafogli

In considerazione di questo scenario, molti investitori stanno guardando con interesse alle commodity per cercare rendimento e per diversificare il loro portafoglio in virtù della loro bassa correlazione con le altre asset class. Inoltre, non bisogna dimenticare che le materie prime hanno un valore reale, il che le rende un’arma eccellente per affrontare il periodo di inflazione che si staglia all’orizzonte. Gli investitori, tuttavia, non possono investire fisicamente nelle commodity e quindi, per farlo, devono ricorrere ai contratti standardizzati future.

La casa svizzera d’investimenti Ubs propone una gamma di Etf sul tema: si tratta di fondi a gestione passiva che replicano l’andamento di un indice, e costituiscono una soluzione pratica per chi volesse accedere al mercato delle commodity. L’UBS ETF (IE) CMCI Composite SF UCITS ETF, per esempio, si basa sul Bloomberg Constant Maturity Commodity Index (CMCI). Si tratta di un indice che non investe unicamente in contratti future di breve termine, ma diversifica i suoi investimenti sull’intera curva delle scadenze. Un aspetto che protegge l’investitore dalle attività speculative. L’indice è diversificato anche per quanto concerne i vari settori, tra energia (31,8%), materiali industriali (25,7%), metalli preziosi (7,7%), prodotti agricoli (30,2%) e bestiame (4,7%). Lo stesso Etf è disponibile anche con l’esclusione di prodotti agricoli e bestiame.
 

Commodity per chi cerca un rendimento maggiore

Lo UBS ETF (IE) Bloomberg Commodity CMCI SF UCITS ETF, invece, è progettato per ottimizzare il rendimento dell’investimento in materie prime. Lo ricerca applicando ai propri componenti sottostanti il meccanismo di rinnovo giornaliero dei future unito al principio della diversificazione della durata. Questo prodotto è ponderato sull’indice Bloomberg Commodity Index. Quest’ultimo ha la caratteristica di limitare l’esposizione a una singola commodity a un massimo del 15% o a un singolo settore (25%), mentre l’esposizione a un gruppo è limitata al 33%.

L’UBS ETF (IE) CMCI Commodity Carry SF UCITS ETF infine, si distingue per la sua bassa correlazione con le principali asset class. Inoltre, punta a offrire extra rendimento senza una vera esposizione al paniere sottostante. Replica la performance dello UBS Bloomberg CM-BCOM Outperformance Strategy Index ex-Precious Metals 2.5 Leveraged Net of Cost Total Return. L’obiettivo è ottenere il massimo dal rendimento sui roll, utilizzando una leva pari a 2,5 e una metodologia di rinnovo giornaliero dei contratti future per diversificare e ridurre i costi carry associati al rinnovo dei future. È possibile averlo anche con l’esclusione dal paniere di prodotti agricoli e bestiame. Tutti i prodotti nominati, infine, dispongono di una loro versione con copertura dal rischio di cambio.

 

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UBS ETF ha un lungo track record nella gestione di soluzioni indicizzate per i propri clienti. Nel 2001 UBS ha lanciato il primo ETF. Oggi UBS ETF propone un’ampia gamma di ETF su indici azionari, obbligazionari e alternativi quotati sulle principali Borse europee. Presente dal 2013 in Italia con un team dedicato di 3 persone, in Europa UBS ETF gestisce patrimoni per circa 85 miliardi di dollari e rappresenta il quarto operatore nel mercato degli ETF in Europa (Fonte: ETFGI al 31 dicembre 2020) con oltre 120 prodotti quotati presso Borsa Italiana. UBS ETF fa parte di UBS Asset Management che è una delle principali società di gestione a livello mondiale, con un patrimonio in gestione di 950 miliardi di euro (al 31 dicembre 2020), di cui oltre 350 miliardi di euro in gestioni passive. Per maggiori informazioni www.ubs.com/etf.

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