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Torna l’inflazione? È il momento dei TIPS

Le politiche espansive delle banche centrali porteranno nel medio termine a un aumento dell’inflazione. La crescita del livello dei prezzi incide sul valore attuale del denaro che si svaluta nel tempo. Negli Stati Uniti, il tasso medio d’inflazione dagli anni Cinquanta in poi è stato superiore al 3%, con punte del 10% durante la fine degli anni Settanta. Oggi, a causa della pandemia da coronavirus, la Federal Reserve e la Banca centrale europea (per citare alcuni dei più importanti istituti centrali) hanno assunto politiche monetarie molto espansive per dare sollievo all’economia. Questo scenario, dunque, ha riportato al centro delle preoccupazioni degli investitori il tema dell’inflazione. E sono in molti che stanno già pensando a come proteggere il loro rendimento dalla morsa dell’aumento dei prezzi.

 

TIPS: cosa sono e come funzionano

Un modo possibile per tutelarsi dal rischio d’inflazione è quello di ricorrere al mercato TIPS, Treasury Inflation-Protected Securities (titoli di stato Usa legati all’andamento dell’inflazione per preservare il potere d’acquisto a lungo termine). Esistono dal gennaio del 1997, da quando cioè il Tesoro statunitense mise all’asta 7 miliardi di dollari di TIPS a 10 anni. Investire in questi veicoli permette di avere un rendimento reale, coincidente cioè con quello nominale. E questo dà una serie di conseguenze positive: per prima cosa, non è necessario aggiustare continuamente il portafoglio in base alle aspettative sull’inflazione. Ma non solo: il rischio di credito è limitato, in quanto i TIPS sono emessi dal Tesoro americano che è storicamente un emittente con un rating molto elevato. Inoltre, è un mercato cresciuto tanto e discretamente liquido. Le prestazioni dei TIPS possono essere indicizzate, permettendo ai potenziali investitori di avere un’esposizione passiva, ed efficiente in termini di costi, al benchmark di riferimento per questo tipo di prodotti.

 

Un modo per proteggere il rendimento reale

I titoli protetti dal rischio d’inflazione hanno la caratteristica di adeguarsi nel tempo per riflettere i cambiamenti nell’indice dei prezzi al consumo sottostante. Il tasso cedolare fisso per l’emissione di TIPS, pertanto, può variare nel tempo come diretta conseguenza dell’andamento dell’inflazione. Per esempio: nel caso di un investimento di mille dollari in un TIPS a 10 anni di nuova emissione con una cedola dell’1%, se l’inflazione dovesse crescere del 2% nel corso dell’anno successivo, il valore nominale verrebbe automaticamente adeguato a 1.020 dollari. Nel nostro scenario attuale, la pandemia ha fatto sì che molti consumi venissero ritardati. Ciò, nel breve, porterà a un accumulo di scorte e a un fenomeno di deflazione (come sta già accadendo, per esempio, in Italia). Ma l’attività delle banche centrali, che stanno iniettando molta liquidità nel sistema, nel lungo periodo potrà portare invece a una crescita dell’inflazione. Questo è un effetto indiretto della presenza di un maggior quantitativo di denaro nelle economie.
 

Un Etf costruito sui TIPS

Case d’investimento come la svizzera Ubs offrono una gamma di Etf (Exchange Traded Fund, fondi a gestione passiva che replicano un indice) in grado di proteggere il proprio investimento dal rischio d’inflazione attraverso i TIPS. Nel caso specifico, l’indice di riferimento è il Barclays US TIPS Index, il quale viene ribilanciato alla fine di ogni mese ed è composto da titoli con scadenze da 1 a 10 anni, o anche più di dieci anni. Questi prodotti permettono agli investitori di proteggersi dai rischi di mercato, sia nel breve che nel lungo termine. Per raggiungere questi obiettivi, l’UBS ETF Barclays TIPS 1-10 UCITS ETF e l’UBS ETF Barclays TIPS 10+ UCITS ETF permettono di avere un’esposizione ai TIPS di breve e lunga durata. Questi ETF sono quotati in tutti i mercati europei più importanti, in diverse valute. Sono disponibili anche con coperture dalle oscillazioni del mercato valutario. Con questi prodotti, sottolineano in UBS, gli investitori possono facilmente aggiungere ai loro portafogli un’asset class che restituisce il suo reale tasso di rendimento.
 


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UBS ETF ha un lungo track record nella gestione di soluzioni indicizzate per i propri clienti. Nel 2001 UBS ha lanciato il primo ETF. Oggi UBS ETF propone un’ampia gamma di ETF su indici azionari, obbligazionari e alternativi quotati sulle principali Borse europee. Presente dal 2013 in Italia con un team dedicato di 3 persone, in Europa UBS ETF gestisce patrimoni per circa 69 miliardi di Dollari e rappresenta il quarto operatore nel mercato degli ETF in Europa (Fonte: ETFGI al 31 dicembre 2019) con 101 prodotti quotati presso Borsa Italiana. UBS ETF fa parte di UBS Asset Management che è una delle principali società di gestione a livello mondiale, con un patrimonio in gestione di 858 miliardi di euro (al 30 settembre 2019), di cui oltre 300 miliardi di euro in gestioni passive. Per maggiori informazioni www.ubs.com/etf.

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