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5 consigli per non diventare il Boris Becker degli investimenti

Tutti possono investire. Ma non è un gioco da ragazzi e i fallimenti possono nascondersi dietro l’angolo: ecco 5 consigli per investire nel modo migliore.


Quando si ha la fortuna di disporre di un buon patrimonio, bisogna anche avere l’accortezza di saperlo gestire. Certo, avere un gran capitale a disposizione è sicuramente un buon punto di partenza per investire e far sì che a lungo termine il capitale maturi e porti dei guadagni. Ma non tutti gli investimenti vanno a buon fine, soprattutto se non si seguono alcune “regole”.

Nel 1917, dalla penna del fumettista Sergio Tofano, nasceva il Signor Bonaventura: un personaggio squattrinato sempre alle prese con una serie di disavventure, che alla fine lo portavano a ritrovarsi con una bella fortuna in denaro. Nel 1967, in Germania, nasceva invece un tale Boris Becker: sì, stiamo parlando proprio di lui, l’ex-campione del tennis divenuto famoso recentemente per le sue sventure finanziarie. Insomma, se c’è chi dalle stalle arriva alle stelle, di contrappunto c’è chi dall’Empireo fa un salto verso il basso.

È possibile sperperare al vento 145 milioni di euro? Sembrerebbe difficile, eppure Boris Becker ci è riuscito. Un patrimonio accumulato tra sponsorizzazioni e premi sin dall’età di 17 anni, quando divenne il più giovane tennista a vincere il singolare maschile del World Championship Tennis.

Quali sono state le sue sventure finanziarie? Di certo gli scandali della vita privata, che gli sono costati parecchi milioni di risarcimento (ad esempio i 25 milioni dovuti alla moglie per il divorzio) hanno fatto la loro parte. Ma Becker, che sul suo profilo Twitter si definisce prima di tutto “imprenditore”, sembra che il naso per gli affari non ce l’abbia proprio. Il suo patrimonio è infatti andato in fumo, facendogli addirittura dichiarare bancarotta lo scorso 21 giugno per 6 milioni di debiti, a causa di una serie di investimenti che proprio non hanno fatto centro. Residenze lussuose tra Londra e Monte Carlo lasciate disabitate, ma pagate fior di quattrini per le spese di manutenzione, maxi multe per evasioni fiscali, dubbi investimenti in un sito sportivo, un lancio nel business del cibo biologico e la costruzione di un mega edificio a Dubai, il “Boris Becker Business Tower”: questi sono alcuni dei guai finanziari di Becker. Tra gli ultimi, in ordine cronologico, non si può omettere il fallito investimento nell’industria nigeriana di olio e gas su cui avrebbe investito ben 10 milioni.

E con questo veniamo al dunque: essere ricco, di certo non è sinonimo di essere un esperto in affari finanziari. Ma allora, esistono delle regole che un investitore che ha a disposizione un capitale (anche molto molto più piccolo di quello di Boris Becker) dovrebbe seguire per fare investimenti che portino buoni frutti? Si, e ve ne elenchiamo 5.

  1. Parola d’ordine: diversificare. Quando si investe del capitale, la diversificazione dei propri investimenti è la chiave per limitare i rischi, frazionandoli su base valutaria ed internazionale. Perchè non conta che si investa in titoli di Stato, anche le nazioni possono “fallire”. Investire grandi porzioni di capitale in singole imprese, soggette al rischio specifico di non ottenere i risultati sperati, è un errore che può costare caro.
  2. Occhio ai dividendi. Quando si investe, è bene prestare attenzione a quegli strumenti che permettono di avere in ritorno cedole e dividendi alti, a scadenze stabilite. In base ai dati raccolti da Elroy Dimson, Paul Marsh e Mike Staunton della London Business School, ai dividendi è imputabile oltre il 90% della performance reale (cioè corretta per l’inflazione) delle azioni mondiali dall’inizio del XX secolo.
  3. Difendersi dall’inflazione. L’inflazione, a lungo andare, può letteralmente divorare i risparmi: in Italia, fatto 100 un capitale a inzio 1900, esso è stato eroso dall’inflazione fino a valere meno di 1 centesimo oggi. Quindi, occhio al tasso di inflazione del Paese in cui si spende il proprio reddito.
  4. Strumenti liquidi in portafoglio. Avere in portafoglio degli strumenti che possono essere venduti nell’immediato in casi di necessità è una buona arma di difesa. Per questo motivo è meglio limitare gli investimenti nel mattone (come invece ha abbondantemente fatto Boris Becker), perché gli immobili subiscono molto l’andamento dei prezzi ed in caso di crollo, venderli diviene molto difficile, e spesso occorlre farlo profondamente sottocosto.
  5. Non perseguire obiettivi alle stelle. Non occorre cercare di ottenere ritorni a doppie cifre. Anzi, è meglio moderarsi e contenere i rischi, investendo in linea con i propri obiettivi di vita, l’età, le condizioni economiche e l’effettiva capacità di sopportare i rischi.

Vivere di rendita è possibile, se si investe con la giusta moderazione un congruo capitale, e può essere utile anche per la futura età della pensione, ad esempio quando si ottiene il TFR. L’importante è tenere in conto questi 5 fattori per non diventare un Fantozzi della finanza.


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Scritto da

Laureata in Teatro, Cinema e Spettacolo Multimediale, entra nel mondo del giornalismo con un’esperienza a Class Editori. Appassionata di scrittura e comunicazione, si specializza nei contenuti web e nel linguaggio audiovisivo grazie alla collaborazione con il comparto digital di Donna Moderna. In AdviseOnly si occupa di comunicazione e contenuti per il blog.

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