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#ABCFinanza: come funzionano gli ETF a leva?

ETF a leva: cosa sono e perché evitarli

La famosa frase di Archimede è legata alla possibilità di sollevare gli oggetti sfruttando le leve. Questo concetto si può applicare anche alla finanza e agli investimenti. Strumenti finanziari derivati, come i futures e le opzioni, lo utilizzano da molto tempo, ma in anni più recenti una nuova categoria di ETF si sta facendo strada: gli ETF “a leva”1 per l’appunto.

L’effetto amplificatore

Gli strumenti a leva consentono sì di “sollevare” le performance di un investimento, in sostanza amplificando l’andamento del sottostante, ma devono essere maneggiati con molta, molta e sottolineo ancora molta cura perché potrebbero anche affossare il vostro portafoglio generando perdite più o meno incontrollate. Il principio della leva non è infatti a senso unico, ma vale sia in caso di guadagno che di perdita.

Gli ETF a leva sono tipici strumenti finanziari speculativi, utilizzati principalmente dai trader. .Questi ultimi sono ben diversi dalla maggioranza degli investitori, perché operano in un’ottica di breve (se non brevissimo) periodo, con l’obiettivo di sfruttare l’andamento di un particolare indice o del mercato in generale. Cosa che non sempre riesce.

Maneggiare con cura!

Il meccanismo di attuazione della leva si basa sull’utilizzo di strumenti derivati (come per esempio i futures o le opzioni) e/o di indebitamento, proprio con l’obiettivo di amplificare le performance di un determinato indice. In parole povere, l’esposizione che si ha sul mercato è decisamente superiore rispetto a quella che viene fisicamente messa dal singolo individuo. Per questo motivo gli strumenti a leva vanno maneggiati con molta cura, senza mai dimenticarsi di controllare i costi commissionali associati all’ETF in questione. E questo vale per qualsiasi tipo di strumento finanziario.

I nomi degli ETF, a volte, sono di difficile comprensione (più o meno è come leggere un codice fiscale) ma se prendete un ETF e vedete che il suo nome presenta all’interno le parole ‘2X’ o ‘3x’, o “double”, o Leveraged o anche semplicemente Lev, beh, fate molta attenzione e leggete con cura il prospetto dello strumento e le schede disponibili (ad esempio su Borsa Italiana), perché siete di fronte ad uno strumento a leva.

Un esempio concreto

Magari ora state pensando “ok, mi sembra chiaro il meccanismo”, ma l’insidia potrebbe essere proprio dietro l’angolo, dal momento che l’andamento dell’indice e della leva non è così lineare. Mettiamoci alla prova con qualche numero.

Analizziamo un ETF a leva 2 sull’indice americano S&P500. Ipotizziamo, per semplicità, che il valore dell’indice sia pari a 100 e che anche l’ETF in questione valga 100.

  • Primo giorno: l’indice sale del 10%. Il valore dell’indice sarà pari a 110 mentre quello dell’ETF sarà uguale a 120, e questo ci renderà molto felici.
  • Secondo giorno: l’indice ritorna al valore iniziale di 100 perdendo così il 9,1% mentre il nostro ETF segnerà un -18,2% scendendo così a 98,16.
  • Conclusione dei due giorni: l’indice ha avuto un rendimento complessivo pari a 0%, ma il nostro ETF a leva ha perso l’1,8%.

Perché succede questo? Perché ogni giorno avviene una sorta di reset. Ogni giorno, infatti, viene calcolata la performance giornaliera dell’indice sottostante, che viene poi moltiplicata per l’opportuno fattore di leva con l’obiettivo di calcolare il valore dell’ETF in questione. Ed è proprio questo calcolo giornaliero che rende la relazione tra indice ed ETF non lineare. Quindi, di nuovo, fate molta attenzione.

Il grafico seguente mostra l’andamento del nostro indice azionario FSTEMIB e di un ETF a leva 2 sullo stesso indice. Come potete facilmente vedere, in questo caso l’andamento non è certo incoraggiante.

Nei portafogli AO ci sono strumenti a leva?

Siete preoccupati che questi strumenti siano all’interno di un portafoglio AO? Tranquilli, non ce ne sono! Pensiamo che per ottenere una buona performance nel tempo, sopportando giuste dosi di rischio, non si debba fare affidamento nè sul market timing (cioè azzeccare precisamente il “momento giusto sul mercato”, cosa quasi impossibile da realizzare), né su strumenti dall’elevato potenziale di rischio. In particolare, quelli a leva possono sì far avere risultati a doppia cifra nel giro di poco tempo, ma possono anche bruciare i vostri risparmi se si imbocca la strada sbagliata.


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1 – Quando l’ETF non è il massimo

Scritto da

Laureato in Economia dei Mercati Finanziari presso l'Università Bocconi, dopo una parentesi presso banche tradizionali, inizia un'esperienza quasi quadriennale in FinecoBank diventando esperto del mondo del trading online. Nel 2015 la passione e la curiosità per la finanza e il mondo digitale lo portano nel team di financial strategies di AdviseOnly. Viaggiatore e fotografo incallito, sempre con l'inseparabile smartphone in mano e la musica accesa.

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