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Bollettino: Europa verso la ripresa, Giappone ok ma gli Usa rischiano il default

La settimana scorsa è partita densa di tensioni per via dei timori sulla tenuta del governo Letta (poi dissipati dal voto di fiducia) e a causa delle questioni shutdown e debt ceiling negli USA. Fino a questo momento la reazione dei mercati è stata piuttosto composta ma, con il passare del tempo, potrebbe emergere del nervosismo. All’orizzonte non si intravedono spiragli di compromesso tra Democratici e Repubblicani. Oggi è il sesto giorno di chiusura degli uffici pubblici governativi, oltre che di interruzione di alcune attività federali. A detta di varie banche d’affari, questo può produrre effetti negativi sull’economia USA, stimati intorno al 0,1-0,2% a settimana.

Un rapporto del Tesoro segnala che, se il tetto al debito non sarà alzato, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche e portare gli Stati Uniti al default. Gli impatti sui mercati finanziari sono potenzialmente devastanti. La scadenza è il 17 ottobre, data oltre la quale gli USA potrebbero non essere capaci di ripagare i loro debiti.

Oltre il Pacifico,  dopo i segnali di rallentamento della Cina e dell’India, l’Asian Development Bank, ha rivisto al ribasso (al 6%) le stime sulla crescita dei paesi emergenti asiatici. Vento in poppa invece per l’economia del Giappone, almeno per ora, guidata dalla domanda estera e dagli investimenti in beni capitali delle imprese. La stessa Banca del Giappone (BOJ)al termine della due giorni del suo comitato direttivo, ha deciso di confermare la politica monetaria ultra espansiva ma ha citato i rischi per l’economia provenienti dall’estero, a partire dalla stallo dei negoziati USA. Il Governatore della BOJ, Haruhiko Kuroda, ha infine accolto con favore il rialzo dell’Iva nipponica, che a detta di alcuni analisti potrebbe frenare l’economia del Paese.

Economia

  • Europa: i dati sul PMI composito della zona euro e dei Paesi periferici si sono confermati in linea con uno scenario di una graduale ripresa economica che tuttavia fatica a tradursi in posti di lavoro (la disoccupazione si è stabilizzata al 12,0%). Altro dinamismo negli UK, dove l’accelerazione dell’attività si conferma solida ed omogenea in tutti i settori.
  • USA: dati economici contrastanti. Positivo l’indice manifatturiero ISM, mentre si è rivelato inferiore alle attese l’indice non manifatturiero ISM. Infine, i dati relativi al mercato del lavoro riflettono ancora una certa difficoltà dell’economia.
  • Giappone: sembra procedere positivamente il lavoro dell’amministrazione Abe (l’Abenomics), visti i buoni dati relativi all’indice manifatturiero Tankan relativo alla fiducia dei grandi produttori. Tuttavia, pesano i rischi del protrarsi dello shutdown in USA e l’aumento delle imposte sulle vendite chieste dalla stessa amministrazione giapponese.
  • BRIC: contrastanti i dati economici della Cina, che riflettono le difficoltà di slancio per l’economia  dopo un rallentamento di quasi due trimestri. Le misure di sostegno fiscale dovrebbero tuttavia  sostenere l’obiettivo di crescita del 7,5%. L’indice PMI manifatturiero in Brasile aumenta da 49,4 a 49,9 nel mese di settembre. La produzione industriale su base annua invece si riduce da 1,7% a -1,2%. Infine, il tasso di variazione del PIL in Russia nel secondo trimestre registra un +1,2% mentre l’indice dei prezzi al consumo su base annua si riduce a +6,1%.

Mercati

  • Borse del mondo: Italia +3,7% , Spagna +2,1%, Portogallo -0,4%, Irlanda +0,8%, Germania -0,4%, Francia -0,5%, UK -0,9%, USA -0,4%, Giappone -5%, Cina +0,7%.
  • Obbligazioni governative e corporate: nonostante siano passati sei giorni di shutdown negli Stati Uniti e si sia sfiorato un prematuro scioglimento delle Camere in Italia, il mercato obbligazionario ho tenuto piuttosto bene.
  • Commodity e valute: registrano variazioni di segno opposto le performance di oro e petrolio rispettivamente pari a -2,1% e +0,7%. Il cambio euro/dollaro è tornato a 1,35.

Da tenere d’occhio questa settimana

Di seguito i dati macroeconomici che verranno pubblicati nel corso della settimana (scarica il Bollettino per sapere il giorno e ora).

  • Europa: i dati sulla produzione industriale del mese di agosto (Italia, Spagna, Francia e Germania) e la decisione della Banca Centrale Inglese (BoE) sui tassi d’interesse.
  • USA:  il tasso di disoccupazione, le richieste dei sussidi di disoccupazione, l’indice dei prezzi alla produzione e l’indice di fiducia dell’Università del Michigan.
  • Giappone: l’indice degli indicatori del ciclo economico e i dati relativi agli ordini di macchinari su base mensile.
  • BRIC: l’indice dei prezzi al consumo su base annua e valore della produzione industriale (a/a).

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