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Borsa e mercati in poche pagine: ecco il Bollettino Advise Only della settimana

Come sempre settimana ricca di emozioni e decisioni importanti. I mercati azionari, ad esclusione di quello giapponese, hanno ripiegato ed i tassi sui titoli di Stato si sono sorprendentemente abbassati su tutta la curva dei rendimenti (1,2,3… 10 anni) sia nei Paesi periferici (Spagna, Italia) sia in quelli “core” (Germania, Francia, USA). I mercati sono inondati di liquidità e le parole di Mario Draghi, presidente della BCE, fanno presagire che altri interventi sono ancora possibili.

In Europa, i dati sull’economia continuano a peggiorare. I dati PMI (manifatturiero e servizi) hanno confermato un debole, se non recessivo, primo trimestre quasi ovunque e, ancora più importante, aumentano le incertezze su una possibile ripresa a breve termine. La BCE ha mantenuto i tassi invariati a 0,75% e non ha modificato lo scenario di base che prevede una leggera ripresa dell’economia a partire dal secondo semestre 2013. Tuttavia Draghi, avendo parlato di “downside risk”, ha fatto intuire che, nel caso in cui i dati continuino a peggiorare, la BCE sarà pronta ad intervenire. Cosa c’è sul tavolo? Per adesso i mercati scontano un taglio del tasso di riferimento di 0,25% nel prossimo mese o al più tardi nel mese di giugno. Per quanto riguarda nuove operazioni non-convenzionali, i “rumors” di mercato parlano di un piano d’aiuto diretto alle PMI (piccole e medie imprese) che possa alleggerire la frammentazione del credito esistente all’interno dei Paesi della zona euro. Per il momento nulla è stato confermato.

Negli USA le notizie deludenti sul fronte del mercato del lavoro e del settore manifatturiero hanno pesato su Wall Street. Il tasso di disoccupazione è sceso al 7,6%, mentre la creazione dei posti di lavoro ha subìto una decelerazione pari a 88 mila contro le attese di 190 mila. L’indice ISM manifatturiero pubblicato dall’Institute for Supply Management è sceso nel mese di marzo a 51,3 da 54,2 di febbraio. L’apparente indebolimento del mercato del lavoro USA non dovrebbe  influire negativamente sulla crescita del PIL del primo trimestre, essendo la domanda sorretta dall’esportazioni. Tuttavia, il nervosismo potrebbe non mancare sui mercati a causa dei dati macroeconomici.

I mercati azionari dei Paesi emergenti, invece, soffrono della perdita di competitività delle proprie merci per effetto dell’apprezzamento dello yen e della stretta sul mercato immobiliare in Brasile e Cina. Infine, i mercati delle materie prime: registrano segnali di arretramento su tutti i settori, anche se il prezzo dell’oro ha chiuso la settimana segnando un balzo. A pesare sulle materie prime c’è sicuramente la modesta crescita dell’economia mondiale e le politiche restrittive in alcuni importanti economie emergenti.

In conclusione, tenuto conto di sporadiche fasi di nervosismo, i dati – in generale la diminuzione del grado di correlazione all’interno delle singole classi di attivo ed  in particolare la sua riduzione tra azioni e materie prime – indicano una riduzione del rischio sistemico sull’andamento dei mercati.

Per saperne di più vi conosgliamo di leggere, scaricare, copiare, condividere e diffondere il nostro Bollettino Advise Only: poche pagine per avere un’idea chiara e approfondita dei mercati finanziari a livello globale. Provalo adesso!

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