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Grafico della settimana: la mappa dell’evasione fiscale in Europa

Mappa dell'evasione fiscale in Europa di AdviseOnly

La tentazione di credere a questo tanto semplice quanto plausibile assunto è forte, soprattutto perché è abbastanza logico pensare che di fronte ad un fisco più “amichevole” possa aumentare la fedeltà dei cittadini. E invece no, non è così. Non sempre.

Per mettere alla prova questa teoria nazional-popolare ho incrociato, in un grafico, i dati relativi alla pressione fiscale [1] e i dati relativi all’economia sommersa, cioè a tutte quelle attività economiche svolte senza versare contributi e tasse all’erario [2] dei Paesi dell’area europea, con risultati non così scontati.

Evasione fiscale in Europa

Sull’asse orizzontale la dimensione dell’economia sommersa; sull’asse verticale la pressione fiscale in percentuale sul PIL nazionale.

Alta pressione fiscale ≠ alta evasione

Se la “teoria da bar” fosse vera, dovremmo notare una disposizione più o meno lineare dei paesi lungo l’asse che collega il quarto e il secondo quadrante. Ma così non è.
Questa è la prima vera informazione che emerge: non è necessariamente vero che ad alta pressione fiscale corrisponda un’alta evasione, con buona pace del centrodestra italiano che sogna di combattere l’evasione con una flat tax al 15%.

L’Europa orientale è leader di evasione

A far segnare i livelli più alti di economia parallela sono i paesi dell’Est Europa e i Paesi periferici. Ennesima testimonianza della convivenza (non sempre ottimale) di economie profondamente diverse all’interno del vecchio continente.

I soliti “paradisi fiscali”

Com’era lecito aspettarsi, i Paesi europei con più bassa pressione fiscale sono Svizzera, Lussemburgo e Irlanda, che perfomano bene anche dal punto di vista dell’evasione fiscale. Potrebbe sorprendere, invece, la presenza tra i paesi virtuosi della Slovacchia, che presenta un tasso di evasione leggermente superiore ai Paesi core e una pressione fiscale decisamente inferiore.

Lo standard centro-europeo

Le grandi economie del Centro Europa si posizionano in un cluster piuttosto compatto, caratterizzato da una pressione fiscale rilevante (pressoché identica a quella italiana e a volte superiore) ma una certa fedeltà dei cittadini al fisco.

È una questione culturale

Il grafico è chiaro: non c’è correlazione tra alta pressione fiscale e alta evasione. Sembra ci sia piuttosto correlazione tra il senso civico dei Paesi considerati e la legalità, compresa quella fiscale. In questo caso si tratta di una valutazione qualitativa non facilmente dimostrabile qui. Però è inconfutabile il fatto che a parità di pressione fiscale in Italia si tenda ad evadere molto di più che in Norvegia, Finlandia ed Austria. Quale spiegazione se non quella culturale e di senso civico?

Niente scuse per l’Italia

Come spesso accade – ahinoi – l’Italia tende ad aggiudicarsi la maglia nera di qualsiasi classifica (escludendo i Paesi più problematici, è così anche questa volta). Se spesso riusciamo a trovare delle attenuanti per la nostra penisola, questa volta mi risulta veramente difficile: con una pressione fiscale da economia avanzata riusciamo ad avere un tasso di economia sommersa da Paese periferico. L’argomento è trito e ritrito ma il vero problema del nostro Paese è la cultura dei suoi cittadini, troppo spesso abituati a scaricare  le responsabilità e troppo spesso impegnati a cercare scorciatoie, anche a scapito del bene comune.

[1] Dati della Heritage Foundation (2015), nel “2015 Macro-economic Data” e l’Index of Economic Freedom, sempre della Heritage Foundation.

[2] Dati della Johannes Kepler University of Linz


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Scritto da

Nato e cresciuto con la guida del team di comunicazione di AdviseOnly a partire dal 2012, ha successivamente collaborato con diverse startup operanti in settori diversi tra loro: dalla musica al turismo, sempre occupandosi di comunicazione web e gestione della brand image sui social network. Dopo la laurea in lingue ed economia all’università Cattolica di Milano ha fondato e lanciato la propria startup, per poi tornare nuovamente in AdviseOnly alla guida della comunicazione e del marketing.

Ultimi commenti
  • “con una pressione fiscale da economia avanzata riusciamo ad avere un tasso di economia sommersa da Paese periferico.”

    La frase andrebbe rimodulata in:

    “con una pressione fiscale da economia avanzata riusciamo ad avere SERVIZI DA PAESE DEL TERZO MONDO”

    Visto che presumo viva a Milano, faccia lo sforzo di attraversare in auto il confine così potrà notare la differenza tra le strade Austriche e quelle Italiche. Se poi farà un ulteriore sforzo di utilizzare i mezzi di trasporto pubblico, quando sarà a Vienna, capirà meglio in cosa si distingue da Roma e da tante altre città del piccolo lurido terzo mondo Italiota.

    Ecco, dopo che avrà visto coi suoi occhi, torni a scrivere l’articolo.

    Dio non voglia poi che le capiti di aver a che fare, lei o la sua azienda, con la giustizia Italica, altro servizio statale vero fiore all’occhiello del sottosviluppato microcosmo Italiota.

    Ogni fiorino dato al gabelliere Italico è sperperato, peggio che buttato nel gabinetto. E negli anni, man mano che si avvacinerà alla pensione, lo capirà sempre meglio. Anzi quando percepirà l’elemosina pensionistica Italica, lo capirà proprio bene, tornerá a leggere questo articolo e si strapperà i capelli dalla testa, se a 80 anni ce li avrà ancora.

    • Davide Valsecchi

      Buongiorno Gianni,
      la mia frase “con una pressione fiscale da economia avanzata riusciamo ad avere un tasso di economia sommersa da Paese periferico” continua ad essere vera anche con le considerazioni che hai aggiunto tu (che posso anche condividere).
      In ogni caso dubito fortemente che “ribellarsi” al fisco non versando le tasse possa portare ad un miglioramento dei servizi del nostro Paese.

      Ma forse potrei sbagliarmi.

      • Ciao Gianni, vorrei farti notare che la “pressione fiscale da economia avanzata” è solo per chi le tasse le paga, se una elevata % non le paga ovviamente allo stato non arrivano imposte da economia avanzata ma molto meno e torniamo al fatto che l’evasione ci mette in ginocchio.

        • Ciao,

          ma infatti io le pago, per questo torno a scrivere: “con una pressione fiscale da economia avanzata riusciamo ad avere SERVIZI DA PAESE DEL TERZO MONDO” visibili ad occhio nudo quotidianamente!

          Poi inutile lamentarsi, se uno può fa ancora in tempo ad andarsene, come fanno del resto in tanti a giudicare dai dati ISTAT, tra giovani che vanno all’estero in cerca di lavoro, e pensionati che vanno all’estero in cerca di senso civico, sicurezza e minor tassazione sulla pensione.

          Avrà mica ragione Caparezza quando dice che da qui se ne vanno tutti?
          https://www.youtube.com/watch?v=8lmVZstFqlU

          • Ciao di nuovo Gianni, forse non riesco a farmi capire, ma ci riprovo:
            Se tu , io e altri milioni di italiani le tasse le paghiamo in toto, ma il 30% di evasione rimane, chi le paga vive male in tutti i sensi e contemporaneamente allo stato manca quel 30% di risorse che servirebbero a migliorare i servizi. Quel 30% serve solamente agli evasori per vivere meglio alle spalle dei concittadini e ciò non è giusto.
            Che una volta raggiunto lo scopo di pagare tutti le tasse gli introiti servano poi per migliorare i servizi o per ridurre l’aliquota media di tassazione a parità di qualità dei servizi attuali, lasciando a tutti i cittadini le risorse per “arrangiarsi” è una scelta, ma che potrà essere fatta solamente quando le tasse le pagheremo tutti.

          • @Guido: beati voi che ci credete ancora che quando tutti pagheranno le tasse i servizi miglioreranno.
            Io credo invece che si ingrosseranno solo le tasche di politici e dipendenti statali.

        • Scusa, ma non sai di cosa parli. La pressione fiscale dell’italia è superiore a quella della germania e della norvegia. Questo vuol dire che in rapporto al suo PIL l’italia è uno dei paesi che incassano di più al mondo (nonostante l’elevata evasione). Quindi se in italia i servizi non funzionano e la PA è inefficente la colpa non può certo essere degli evasori ma casomai è di chi gestisce in modo scellerato il denaro pubblico (vale a dire la casta politica e i burocrati statali).

      • solo che il problema è inverso, l’evasione non si può ridurre se la tassazione è troppo alta. Prima si riduce la tassazione e poi si riduce l’evasione, non si può pensare di ridurre l’evasione prima, non è possibile anche perchè ci sono dei legami statistici che dicono che sono strettamente legate. Non si può variare la variabile secondaria senza toccare la primaria da cui dipende

    • Gianni per errore ho inviato la risposta al tuo intervento a Davide V.
      Porta pazienza, ma quando parlo di evasione mi agito.

  • Lussemburgo, Irlanda e UK sono Paesi ove il riciclaggio di denaro sporco e di evasione fiscale sono al top. Sono grossisti dell’evasione. Noi siamo dettaglianti, bancarelle di mercato al confronto.

  • il grafico non è propriamente corretto in quanto si tiene conto solo di una parte della tassazione, immagino quella sull’impresa, per fare un grafico corretto devi prendere il total tax rate, in Italia è ciò che fa la differenza in quanto, di fatto, un’impresa arriva a pagare il 65% di tasse e non meno della Danimarca. Questo ovviamente ti falsa anche la conclusione alta pressione non uguale a alta evasione. La relazione è stata anche descritta da Laffer, non è proprio una chiacchiera da bar ed anche a logica è facile capire che con tassazione elevata sia conveniente evadere, con tassazione bassa il rischio è alto rispetto al beneficio. Ovviamente l’evasione è anche espressione del tipo di governo e della struttura che lo stato ha, la curva di Laffer non ha valori definiti perchè le variabili sono veramente troppe e non prevedibili completamente

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