a
a
HomeECONOMIA E MERCATIGRAFICO DELLA SETTIMANAIl grafico della settimana: il Barometro del Rischio marca male

Il grafico della settimana: il Barometro del Rischio marca male

Il meteo dei mercati sembra volgere al brutto: per la prima volta da due mesi a questa parte il Barometro del Rischio segnala un livello di stress finanziario superiore alla norma. Il rischio sistemico sui mercati finanziari è aumentato ed è oltre la norma. E quindi è cresciuto anche il rischio legato agli investimenti dei risparmiatori.

L’indicatore, che avevo presentato in un post di un paio di mesi fa (leggi), è infatti tornato sotto il valore soglia 0.50; il valore corrente è 0.496, per la precisione. Vi ricordo che se il Barometro del Rischio è pari o superiore a 0.50 significa che il rischio finanziario è nella norma o inferiore alla norma, se invece è inferiore a 0.50, come nel caso odierno, sono presenti situazioni di stress finanziario. Il grafico del Barometro del Rischio, con tutti i successivi aggiornamenti, lo trovate sul sito www.adviseonly.com, anche se per comodità lo riporto in questo post.

I motivi dietro l’aumento generalizzato del rischio sono piuttosto ovvi: si tratta di una recrudescenza nei timori legati alla crisi dei paesi più deboli dell’area Euro, i cosidetti “periferici”. Nei giorni scorsi l’agenzia di rating Fitch ha infatti “tagliato” il rating della Grecia, mentre Standard & Poor”s ha effettuato una revisione in negativo dell”outlook dell”Italia, per fattori principalmente politici. Cioè nei prossimi mesi il giudizio sull’Italia potrebbe formalmente essere rivisto al ribasso (per l’esattezza, secondo il report di Standard & Poor”s esiste una probabilità del 33% che si verifichi un downgrade nei prossimi 24 mesi).

In parole povere significa che le agenzie di rating vedono salire i pericoli di crisi nell’area Euro. E non bisogna dimenticare che purtroppo esistono altri focolai attivi: i problemi politici e sociali in Nordafrica e nel Medioriente, nonché la tragedia di Fukusihima, che lascia molte incertezze sul futuro dell’economia giapponese.

Mi permetto di fornire qualche semplice indicazione pratica:

  • mantenete la calma – il rischio è superiore alla norma ma non altissimo; non prendete decisioni d’investimento sull’onda delle emozioni;
  • non avrei grandi timori per i titoli di Stato italiani (BTP, BOT, CCT, ecc), soprattutto se siete “cassettisti”, cioè investitori che tengono le obbligazioni fino alla scadenza – il prezzo delle obbligazioni oscillerà certamente, ma i conti pubblici italiani non sono così drammatici (leggete questo post per convincervene) ed è abbastanza difficile oggi immaginare l’Italia con reali problemi a ripagare il debito;
  • seguite (con calma) l’evoluzione della situazione; benché non sia infallibile, il Barometro del Rischio è uno strumento adatto a tal fine;
  • per gli investitori non troppo timorosi e capaci di sopportare un po’ di volatilità, è possibile che emerga qualche buon affare –cioè  titoli o mercati (ETF) “in saldo”.
Scritto da

Uno dei fondatori di AdviseOnly, responsabile del Financial & Data Analysis Group. Esperto di finanza e gestione dei rischi, statistico Bayesiano, lunga esperienza in Allianz Asset Management, è laureato in scienze economiche con indirizzo quantitativo-statistico all'Università di Torino. Docente di Quantitative Portfolio Management al Master in Finance dell'Università di Torino, ha pubblicato vari articoli su riviste finanziarie (fra le altre: Journal of Asset Management, Economic Notes, Risk), contribuendo a libri su investimenti e gestione dei rischi. Ex-triathleta, s'ostina a praticare apnea, immersioni e skyrunning.

Nessun commento

lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.