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AO Tutor Focus | Il punto di ottobre

Il recap del mese di ottobre nel nostro AO Tutor Focus

Punti chiave

  • Italia vs Eurozona. Prosegue il botta/risposta tra Roma e Bruxelles, dopo la bocciatura della Commissione Europea alla Legge di Bilancio presentata dal nostro Esecutivo. L’attesa ora è per la revisione della manovra, pena l’avvio della procedura di infrazione per eccessivo deficit. Nota agrodolce arriva dalle agenzie di rating, che negli appuntamenti di fine mese non hanno declassato (come temuto) il giudizio sul debito del nostro Paese sotto la soglia dell’Investment grade, limitandosi a chiari avvertimenti circa le politiche economiche in discussione.
  • Regno Unito vs Europa. Il summit dello scorso mese doveva essere quello finale per la conclusione delle negoziazioni. Così non è stato. Con meno di sei mesi alla data ufficiale del “divorzio” (marzo 2019), a tenere banco è ancora una volta la questione del confine tra Irlanda del Nord e Irlanda. Comunque sia, a cavallo della fine dell’anno Londra e Bruxelles dovrebbero arrivare ad un accordo, in modo da evitare quello che è considerato dai più come lo scenario peggiore, un no-deal Brexit.
  • Stati Uniti vs Cina. Toni più distesi tra le due superpotenze sul fronte trade war. Nonostante la retorica del presidente Trump, il Tesoro degli Stati Uniti non ha etichettato come “manipolatore valutario” il Governo di Pechino. Inoltre, in vista del prossimo meeting annunciato tra Trump e Xi Jinping in scia al G20 di Buenos Aires, è stato evitato l’avvio di una nuova tranche di dazi sul resto delle importazioni cinesi verso gli Stati Uniti. Nel mentre prosegue il positivo ritmo di crescita del Paese: +3,5% (su base annua) il dato del PIL del terzo trimestre, dall’altro lato si segnala il rallentamento della Cina: +6,5% l’ultimo dato del PIL (contro il 6,6% atteso).

 

Grafico del mese

Palla alla difesa. Da più voci si sente parlare di una possibile conclusione del più lungo bull market dal secondo dopoguerra. Il ritorno della volatilità di quest’anno, la correzione dei mercati azionari delle ultime settimane e le banche centrali sempre più restrittive hanno alimentato le indiscrezioni di una prossima grande rotazione dall’azionario all’obbligazionario. Quello che noi riteniamo come il vero aspetto da evidenziare invece, lo troviamo nella rotazione dai settori ciclici ai difensivi, dove quest’ultimi stanno registrando un miglior appeal rispetto ai precedenti. Dopo anni di crescita a doppia cifra, il valore nel mondo azionario si sta spostando verso quei settori con una migliore resilienza al contesto economico attuale.

 

Cyclical-Defensive | amCharts

 

Commento Generale

I punti focali di rischio dell’ultimo mese sono usciti allo scoperto contemporaneamente e gli effetti sono stati evidenti a tutti. A dominare il palcoscenico troviamo per lo più fattori che hanno un denominatore comune tra loro: la politica.

Negli Stati Uniti, l’avvicinamento alle elezioni di midterm è stato accompagnato da un inasprimento dei toni nelle discussioni di politica estera del presidente Trump. Su tutte, l’imposizione di nuove sanzioni all’Iran ha (per così dire) compensato la distensione registrata nei negoziati con la Cina. A proposito di elezioni, in questo appuntamento il risultato è stato pienamente in linea con le attese dei sondaggi: Senato rimasto in mano ai Repubblicani e Camera passata ai Democratici.

In Europa prosegue la fase di incertezza della Brexit, l’Italia tiene l’Eurozona (un po’) in apprensione e gli appuntamenti elettorali in Germania hanno sancito la conclusione del percorso politico della Merkel alla guida del Paese, dopo i deludenti risultati in alcune elezioni regionali. Non mancano le difficoltà per Macron in Francia, mentre in Spagna – dopo l’addio di Rajoy lo scorso giugno – sembrano sempre più probabili delle elezioni anticipate il prossimo anno.

In un simile contesto l’attenzione si sposta direttamente alle elezioni europee del prossimo maggio, fondamentale crocevia per il Vecchio Continente.

Lasciamo la delicata sfera politica per passare a quella economica:

  • La crescita degli Stati Uniti prosegue, come certificato dal dato del PIL e dagli ultimi dati macroeconomici pubblicati (produzione industriale e PMI).
  • La Cina rallenta, scontando gli effetti delle recenti decisioni di Trump (esportazioni ai minimi dal 2015) e un clima globalmente più teso, per quella che è un’economia sempre più internazionale. L’ultimo dato del PMI manifatturiero (50.2) è il più basso degli ultimi due anni.
  • L’Europa non se la passa meglio. L’ultimo dato del PIL (su base trimestrale) segnala una crescita dello 0,2%, il dato più basso negli ultimi quattro anni. Discorso analogo per i PMI. Tuttavia, con l’inflazione core all’1,1% annuo, la BCE di Draghi non avrà fretta di rialzare i tassi rimanendo in supporto alla macchina economica della zona Euro.

 

 

Valutazione per asset class

Osserviamo il mercato scomposto secondo le sue principali asset class (azioni, obbligazioni e materie prime). Le commodities rimangono il miglior attivo sul mercato, sia in termini di valutazioni che di momentum, grazie al positivo contributo del settore energetico e dei metalli preziosi.

Il confronto tra azioni e obbligazioni termina in sostanziale parità. Valutazioni migliori si registrano sul mercato azionario, grazie anche al contributo della recente correzione, che (di rovescio) ha indebolito il fattore momentum. A livello geografico positivo ancora l’Asia-Pacifico e l’Europa del Nord. Debole la dinamica per i paesi dell’Eurozona, nonostante le valutazioni più attraenti, mentre rimane relativamente caro il mercato statunitense, dove comunque la dinamica degli utili rimane positiva, seppur in rallentamento (21% media attuale di crescita annua contro il 10% circa atteso per il 2019). Tra gli emergenti spiccano Brasile e Russia.

Sul fronte obbligazionario rimane da preferire il segmento statunitense rispetto a quello europeo (sia governativo che corporate), così come la qualità dell’Investment Grade rispetto all’High Yield. La nostra moneta si mantiene sulla parità in termini di valutazioni contro le principali altre valute dei Paesi Sviluppati, nonostante un momentum particolarmente negativo contro il Dollaro Usa (-4,5% da inizio anno).

 

Come si legge il grafico?

Le colonne rappresentano il punteggio ottenuto da una specifica asset class: più è alto più l’asset class selezionata risulta “attraente”.

 

Multicriteria_AA_1018 | amCharts

 

I portafogli

La correzione subita dai mercati nel corso delle ultime settimane ha inevitabilmente impattato sulla performance delle nostre soluzioni d’investimento. Tuttavia, l’adeguato livello di diversificazione perseguito ha permesso di limitare le perdite. Per il mese di ottobre la performance media dei nostri portafogli si attesta intorno al -2,9%, un calo in linea con quello mediamente registrato sul mercato, dove la componente azionaria ha perso circa il 7% e quella obbligazionaria l’1%.

Le note dolenti le troviamo sulle soluzioni maggiormente a carattere azionario, l’asset class che più ha risentito delle recenti tensioni. Positiva invece la performance delle soluzioni più strettamente a carattere difensivo, in cui la componente obbligazionaria è dominante, accompagnata da un breve orizzonte temporale. Bene anche l’oro, bene rifugio per eccellenza.

Nonostante il recente mare in burrasca riteniamo le nostre soluzioni d’investimento in linea con i rispettivi obiettivi d’investimento perseguiti, senza dover intervenire quindi con modifiche di asset allocation.

[accordion title=”Portafogli Tematici”] Non abbiamo fatto cambi di asset allocation.

Portafogli Tematici AO Tutor Focus Ottobre

[/accordion] [accordion title=”Portafogli Tattici”] Non abbiamo fatto cambi di asset allocation.

Portafogli Tattici AO Tutor Focus Ottobre

[/accordion] [accordion title=”Portafogli Obiettivo”] Non abbiamo fatto cambi di asset allocation.

Portafogli Obiettivo AO Tutor Focus Ottobre

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Scriveteci all’indirizzo: aotutor@adviseonly.com


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