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Non solo States: se la ripresa fa leva sul Canada

L’economia mondiale accelera il passo e i radar degli investitori si stanno proiettando in direzione dei mercati maggiormente ciclici. Per diversi Paesi, infatti, le stime di crescita del Prodotto Interno Lordo sono state più volte riviste al rialzo.

È anche il caso dell’Italia che, secondo le ultime previsioni della Banca d’Italia, nel 2021 dovrebbe crescere del 5,1%, un numero in progresso rispetto al +4,9% ipotizzato a giugno. E c’è anche chi si spinge a stime ancor più ottimistiche, come la società di consulenza Prometeia, che ritiene possibile una crescita del +5,3% per quest’anno.

Di certo c’è che l’allentamento delle restrizioni anti-Covid, il desiderio di spendere i risparmi accantonati durante i lockdown, ma anche e soprattutto le politiche monetarie e fiscali espansive di banche centrali e governi stanno spingendo la ripresa.

Gli Stati Uniti di Joe Biden, per esempio, hanno messo in cantiere un piano di investimenti da 6mila miliardi di dollari per il 2022. L’Unione Europea, con il Next Generation EU, ha disposto risorse per 750 miliardi di euro.

Anche la Cina sta investendo tanto per finanziare il suo percorso di avvicinamento agli Stati Uniti nel tentativo di diventare la prima potenza economica mondiale.

 

L’economia cresce e trascina il prezzo delle materie prime

Un’economia mondiale che si espande non potrà che richiedere un maggiore apporto di materie prime. Al di là di alcune oscillazioni imputabili all’andamento della situazione pandemica, si è visto come molte commodities abbiano accresciuto il loro valore negli ultimi mesi: per esempio, petrolio o gas naturale.

Nei mesi scorsi il rame, prima di correggere, ha raggiunto i massimi storici sulla scia della forte domanda di dispositivi elettronici legata al processo di digitalizzazione. Ne consegue che sul mercato ci sia molto interesse per quei Paesi ricchi di materie prime.

Ricchi di materie prime ma anche ciclici, in quanto ospitano tanti titoli di aziende che tendono ad avere performance particolarmente positive quando l’economia è in espansione. Nel novero rientra il Canada. Il Paese del Nord America, infatti, risponde perfettamente all’identikit, avendo un’economia molto esposta ai titoli finanziari e alle materie prime.

 

Le opportunità di un Paese ciclico come il Canada

Non stupisce, quindi, che l’attenzione di diversi operatori del risparmio gestito sia rimasta sintonizzata anche su queste realtà. Tra di loro c’è la casa svizzera d’investimenti UBS, la quale ha messo a punto alcune proposte che possono fare al caso di chi intende investire in Canada.

Più nel dettaglio, tra le proposte ci sono due ETF, uno in euro, nella versione pensata per proteggere gli investitori dalle fluttuazioni del cambio, e uno a cambio aperto.

Entrambi fanno riferimento all’MSCI Canada Index, un paniere di titoli ponderato per la capitalizzazione di mercato rettificata per il flottante, che punta a rispecchiare l’andamento dei mercati azionari canadesi.

 

La composizione del paniere MSCI Canada Index

All’interno del paniere ci sono solo società del Canada accessibili agli investitori di tutto il mondo. Questi titoli sono selezionati seguendo criteri come dimensioni, liquidità e flottante minimo (dove per flottante si intendono la azioni realmente sul mercato). Ne risulta un’esposizione settoriale del paniere che è per oltre un terzo sui servizi finanziari (36,6%).

Il secondo settore a pesare di più è quello dell’energia (14%), poi seguono tecnologia dell’informazione (12,9%), materiali (11,2%) e industria (9,9%). La società che pesa di più nel paniere è Shopify (8,51%), operatore internazionale dell’e-commerce che permette ai suoi utenti di aprire un negozio online velocemente e a costi contenuti. Chiudono il podio la Royal Bank of Canada (7,47%) e la Toronto Dominion Bank (6,59%).

E proprio questo mix di titoli in linea con i trend del momento e titoli ciclici e inclini a performare meglio in contesti di crescita può costituire una possibile opzione d’investimento per cavalcare il momento.

 

Conosciamo meglio i due ETF sul Canada targati UBS

Sia l’UBS ETF (LU) MSCI Canada UCITS ETF sia l’UBS MSCI Canada Ucits ETF Hedge Eur A-Acc replicano il rendimento delle azioni ad alta e media capitalizzazione del mercato azionario canadese e sono ponderati sulla base della capitalizzazione di mercato. Dei due panieri fanno parte un centinaio di titoli, nessuno dei quali arriva a pesare il 10% del totale.

I due ETF investono in titoli fisici. Il secondo, in particolare, ha una copertura valutaria che consente agli investitori di coprire l’esposizione in valuta in un’unica transazione, senza dover monitorare e tenere aperta un’altra posizione

 

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UBS ETF ha un lungo track record nella gestione di soluzioni indicizzate per i propri clienti. Nel 2001 UBS ha lanciato il primo ETF. Oggi UBS ETF propone un’ampia gamma di ETF su indici azionari, obbligazionari e alternativi quotati sulle principali Borse europee. Presente dal 2013 in Italia con un team dedicato di 3 persone, in Europa UBS ETF gestisce patrimoni per circa 85 miliardi di dollari e rappresenta il quarto operatore nel mercato degli ETF in Europa (Fonte: ETFGI al 31 dicembre 2020) con oltre 120 prodotti quotati presso Borsa Italiana. UBS ETF fa parte di UBS Asset Management che è una delle principali società di gestione a livello mondiale, con un patrimonio in gestione di 950 miliardi di euro (al 31 dicembre 2020), di cui oltre 350 miliardi di euro in gestioni passive. Per maggiori informazioni www.ubs.com/etf.

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