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#ABCFinanza: che cos’è il TER?

Cosa si intende per TER?

Come si misura il costo degli strumenti finanziari? Sia che abbiamo a che fare con fondi comuni che con ETF1 all’interno del nostro portafoglio, accanto all’analisi del rischio e del rispettivo grado di liquidità risulta fondamentale controllare anche il “costo” di questi strumenti. L’indicatore preposto a questo scopo è il TER: Total Expense Ratio.

 

Vi presentiamo il TER

Il TER matematicamente si presenta come un rapporto percentuale:

Facciamo un esempio.

Il fondo sigma, dotato di un patrimonio medio pari a €300 milioni e costi a carico per €8 milioni, presenterà un TER pari a:

Questo valore indica la spesa del fondo per coprire i servizi di gestione, ed equivale alla commissione che andranno a pagare i sottoscrittori dello stesso, i risparmiatori.

 

Cosa comprende al suo interno?

La Consob ha disciplinato la pubblicazione obbligatoria del TER nella “Parte II” del prospetto informativo, dove è specificata la ripartizione e l’origine delle commissioni di uno strumento finanziario. Queste possono essere  sinteticamente rappresentabili come segue:

  • Commissioni di gestione, pari a circa all’85% del totale del TER, che rappresentano la percentuale del capitale investito utile a remunerare l’attività di gestione della società e del gestore incaricato. Per i fondi comuni, all’interno di questa commissione è spesso ricompresa l’attività di consulenza di chi vende il prodotto (pro-futuro, la normativa MIFID II prevede che essa sia evidenziata a parte).
  • Commissioni di deposito, pari circa al 5% del totale del TER. Il capitale raccolto dal fondo, corrispondente alle quote acquistate, viene “depositato” presso la banca di riferimento, ma la proprietà di quest’ultime rimane ai sottoscrittori del fondo. Non si instaura quindi alcun rapporto di debito/credito con la banca, che svolge solo una funzione di custodia, da cui deriva la commissione.
  • Commissioni di performance, se presenti, per circa il 10% in media. Queste commissioni, non applicate da tutti i fondi, e sempre assenti negli ETF, si presentano nel caso in cui la performance registrata dal fondo risulti migliore di un preselezionato benchmark, oppure maggiore di una soglia dichiarata all’interno del prospetto informativo.
  • Commissioni di amministrazione, per meno dell’1% del TER. Queste, di impatto ridotto, tengono in considerazione i costi legali relativi al fondo, alla sua pubblicizzazione e più generalmente varie spese amministrative.

Infine, all’interno del TER non viene preso in considerazione l’aspetto fiscale2 degli strumenti in questione, né commissioni di sottoscrizione, switch e di negoziazione (cioè legate alle operazioni di acquisto e vendita, cioè al trading).

La seguente tabella riassuntiva evidenzia la differente realtà in termini di generazione del TER per gli  ETF e i fondi tradizionali.

 

Cosa comprende il TER?

 

Come leggere il TER?

Essendo un “indicatore di costo”, più basso risulta il suo valore minori saranno le commissioni che andremo a pagare e migliore sarà l’efficienza in termini di costo del fondo, aspetto non così scontato, come emerso da una precedente analisi3.

Questo rilevante aspetto viene tenuto in considerazione anche all’interno delle nostre idee d’investimento (liberamente consultabili): il nostro team di Financial Strategies seleziona i migliori ETF per rischio, liquidità e TER, dato che quest’ultimo (seppur si parli di piccole percentuali) può portare a importanti differenze ai risultati di un possibile investimento, come mostrato dal grafico sottostante.

 

TER | amCharts

 

Ipotizzando un investimento pari a €30mila al 5% annuo in 3 anni, un valore del TER pari al 2,25%, ad esempio, comporterebbe spese di commissione pari a quasi €2mila! Tutt’altro che “spiccioli”…

 



1 – #ABCFinanza: tutto quello che devi sapere per investire in ETF
2 – #ABCfisco: redditi da capitale vs. redditi diversi
3 – Attenzione ai costi dei fondi comuni e degli ETF: TER il TER-ribile

Scritto da

Da sempre animato dalla curiosità verso il mondo della finanza, consegue la laurea triennale in Marketing e Mercati Globali, quindi passa al corso di laurea magistrale in Economia e Finanza presso l'università degli studi di Milano-Bicocca. L'impronta quantitativa del percorso accademico alimenta la curiosità verso tematiche economico-finanziarie e modelli di gestione. Questo lo convince della necessità e importanza di una chiara comunicazione finanziaria. Ovviamente, date queste premesse, non poteva che entrare a far parte del team di AdviseOnly. Alterna il tempo libero tra l’analisi di realtà geopolitiche e la ricerca di nuove dimensioni musicali.

Ultimi commenti
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    Come faccio a sapere quali etf sono a replica sintetica?Ho notato che esistono etf con ter molto più basso di quelli consigliati,la ragione qual’è?

    • Raffaele Zenti

      La documentazione degli ETF (scheda informativa, KIID, Prospetto informativo) riportano generalmente la tipologia di replica. Benché noi per primi preferiamo a parità di altre condizioni la replica fisica, la replica sintetica (che, non si dice mai, ma è una cosa che viene effettuata anche da molti fondi attivi, che utilizzano toral return swap) spesso non è un problema: dipende da come viene gestito il rischio controparte del derivato. Il problema della replica è se la controparte del derivato fa default. Oltre ad essere un fatto raro, dipende da quanto l’ETF è a credito, cioè da ogni quanto vengono incassati/pagati i rispettivi proventi. Se viene fatto frequentemente, e ci sono adeguate garanzie (collaterali), non c’è da preoccuparsi. Dopo la crisi Lehman, molti gestori di ETF sono attenti a questo aspetto (così co0me a quello del prestito titoli, altro problema che accomuna ETF e fondi).

      Quanto alla selezione degli ETF da parte di AdviseOnly, beh, mira a trovare, per una data asset class, stile, tema, focus fattoriale, rischiosità, ecc, la miglior combinazione in termini di costo (TER), liquidità, dimensione del lotto minimo, politica di distribuzione dei proventi, minimizzazione del turnover rispetto all’asset allocation precedente. Dunque non guardiamo solo il costo.

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        Grazie, esauriente.Quanto all’ultima parte della risposta,se verificate la miglior combinazione di tanti fattori(minimizzazione del turnover,qualità degli eventuali derivati…),complimenti.

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    Ciao a tutti! Non mi è chiaro su cosa esattamente impatta il TER… Ipotizziamo che nel mio piano ho un investimento di 1000 euro accumulati in un anno, con spese di 50 euro e quindi un’effettiva cifra di 950 da rivalutare a un tasso netto del 2.4% (3.5% lordo – 1.1% di costi di gestione). A cosa devo applicare la voce TER di 1.29%? Devo applicarlo sui 950 euro rivalutati del 2.4%, cioè 972.8?

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