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Investire in oro: conviene ancora? Perché è importante avere il metallo giallo in portafoglio?

Da Twitter (7 gennaio 2013):

Spot gold has fallen for 6 weeks in a row (-5.9%), 1 more week of losses would mark the longest losing streak since the 18th of June 1999”

Che tradotto suona così:

“Il prezzo spot dell’oro è sceso per 6 settimane consecutive, ancora una settimana in negativo e sarebbe la serie di ribassi più lunga dal 18 giugno 1999”

Ecco che ora tutti si stanno interrogando sui destini dell’oro.

Che il metallo giallo fosse sopravvalutato, noi di Advise Only lo dicevamo da un po’. Ad oggi le valutazioni dell’oro restano elevate: nonostante i ripetuti cali, l’oro è ancora caro rispetto alla sua media storica, quindi la recente performance non stupisce. Inoltre la forte domanda di oro prevalentemente legata al clima di incertezza sui mercati finanziari, è in calo moderato. Ciò non toglie che il ruolo dell’oro in un portafoglio d’investimento sia molto importante e non vada trascurato.

Investire in oro è diversificante. Cosa significa? Significa che avere un po’ d’oro in un portafoglio d’investimento composto da azioni ed obbligazioni, fondi ed ETF (compatibilmente con il proprio orizzonte temporale e la propria propensione al rischio) consente, con elevata probabilità statistica, di proteggersi nei momenti “avversi”.

La diversificazione degli investimenti è uno dei capisaldi dell’investimento e andrebbe sempre tenuta presente nelle proprie scelte finanziarie. Si tratta di comporre un portafoglio selezionando investimenti (azioni, obbligazioni, valute, materie prime…) che non si muovano tutti insieme e, soprattutto, che non forniscano rendimenti negativi tutti insieme.

Attenzione: non fatevi ingannare dalla correlazione tra asset class. Ci spieghiamo meglio: guardare alla bassa correlazione come misura di diversificazione è meglio di niente. Questo metodo può, infatti, risultare fuorviante soprattutto se misurata in periodi di calma sul mercato perché poi tali misurazioni possono rivelarsi fallaci quando i mercati sono in tumulto.

Molte analisi statistiche mettono in evidenza come l’oro svolga un ruolo molto importante nella diversificazione del portafoglio d’investimento, soprattutto nei momenti di maggiore turbolenza dei mercati. Ossia la correlazione tra oro e azioni è praticamente nulla o debolmente positiva se le Borse hanno performance positive, ma tipicamente cambia segno e diventa negativa quando i mercati azionari scendono. Il che genera protezione dai ribassi azionari.

Nel grafico abbiamo analizzato questo fenomeno confrontando i rendimenti dell’oro nelle diverse situazioni avverse per i mercati azionari mondiali (i dati partono dal 1989 e si tratta di rendimenti mensili). Si legge in questo modo: se i rendimenti delle azioni (indice MSCI World) in un mese corrispondono, ad esempio, al -5% (asse delle ascisse) qual è la probabilità (misurata come frequenza empirica) che l’oro fornisca un rendimento positivo? Il 64%, lo trovate in corrispondenza della colonnina che si erge a partire dal valore -5%.

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L'oro protegge dai ribassi dei mercati azionari?

Ciò che si nota è che questa frequenza aumenta al diminuire dei rendimenti di Borsa: con azioni che vanno male, l’oro tende a fornire rendimenti in contro tendenza e ciò è tanto più probabile quanto peggiori sono i risultati del mercato azionario.

Molte sono le determinanti alla base della dinamica del prezzo dell’oro, prima tra tutte il rapporto tra domanda ed offerta. La performance del metallo giallo è stata determinata dalla forte domanda di ETC, prodotti molto simili agli ETF che vengono utilizzati per investire in oro, spesso a scopo di protezione in un clima di incertezza, cosa che, coma abbiamo appena visto, l’oro fa con una certa efficacia .

Ciò che si osserva in questo periodo è che l’aumento della propensione al rischio sta riportando la domanda su asset class più tradizionali come le azioni, che vengono sostituite all’investimento nel metallo giallo.

Tra i fattori che possono invece favorire una tenuta delle quotazioni dell’oro, c’è la possibile domanda da parte dei fondi pensione giapponesi, che potrebbero raddoppiare i loro investimenti in oro nei prossimi due anni per far fronte all’aumento dell’inflazione. Da tenere sotto osservazione.

In conclusione: l’oro è ancora caro, ma può trovare posto in portafoglio nella misura in cui si temono, e quindi ci si vuole difendere, da forti cadute dei mercati azionari.

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Ultimi commenti
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    Interessante: prosegue il movimento “laterale” ribassista dell’Oro. Ma in tutta sincerità… non cambio il mio outlook di lungo periodo. A partire dal 12 di Gennaio – e per almeno 7/10 anni – lo vedo oltre i 2.500 $ per oncia troy. Seppur con alti e bassi, s’intende!

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      C’hai preso in pieno. Se ti sei riempito le tasche adesso le sentirai più leggere.

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    Secondo voi l’oro è in bolla speculativa?

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    Come il solito siete dei grandi e con la vostra pacatezza e razionalità di sempre avete sottolineato una decorellazione interessantissima. Zenti con grande razionalità nel portafoglio Intermedio ha inserito solo un 5% d’oro. Quello che non capisco è perché una tale piccola quantità? Cioè l’oro come qui spiegato ha una grande probabilità di salire in caso di crolli di borsa. Ma nel portafoglio Intermedio non c’è il 5% di azioni ed il 5% d’oro bensì molte più azioni che oro. Perché avete scelto solo un 5% d’oro per proteggervi da un 30% di azionario in portafoglio?
    A prescindere dal fatto che alla luce dei dati di oggi sull’oro sia stata una scelta giustissima e che come sempre siete dei grandi.

    • Raffaele Zenti

      Troppo buono Gianni. Il fatto è che l’oro è in bolla da un pezzo, come abbiamo scritto, ecco perché ne abbiamo inserito poco. E comunque, anche con quotazioni più basse, ne avremmo messo al massimo 10%, che è, almeno per i miei standard, tantissimo. Perché? Perché l’oro non crea reddito, perché titoli di Stato di divise forti (extra-euro) possono proteggere altrettanto bene, perché la volatilità dell’oro è mediamente alta, perché le azioni sono legate alla produzione, all’economia reale, quindi hanno una ragione per salire.

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