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Tutorial per risparmiatori accorti: perché è importante la liquidità nel mercato?

Il mercato va male”, “il mercato domina la politica”, “bisogna convincere i mercati” oppure “sono a corto di liquidità“, “cerco investimenti liquidi“… quante volte l’avete sentito? Giornali, TV, web, amici…

Noi di Advise Only, come avrete capito, cerchiamo di non dare nulla per scontato. Le cose le vogliamo approfondire e – se possibile – spiegare. Vi hanno mai detto che cosa si intende per “mercato” e per “liquidità”?

Una cosa per volta. Si può definire “mercato” un qualsiasi luogo fisico o virtuale dove:

  1. si incontrano domanda e offerta;
  2. si determinano i prezzi;
  3. si effettuano gli scambi.

Tralasciamo le bancarelle dietro casa e concentriamoci sul mercato finanziario. Qui si incontrano due tipologie di soggetti: le unità in surplus di risorse, ovvero coloro che guadagnano più di quanto spendono (ad es. le famiglie) e le unità in deficit di risorse, quelle che investono più di quanto guadagnano (ad es. le imprese). L’oggetto dello scambio sono le attività finanziarie.

Le unità in surplus cercano migliori opportunità di impiego del proprio capitale, quelle in deficit cercano mezzi finanziari per svolgere la propria attività. Il mercato consente il soddisfacimento simultaneo di queste due esigenze: l’allocazione e distribuzione delle risorse.

Affinché l’allocazione sia corretta ed efficiente, il mercato deve assolvere ad un altro compito importante: garantire la liquidità, ovvero la possibilità immediata di disinvestire i propri risparmi e ottenere denaro contante. Un mercato liquido permette di accumulare i risparmi anche di piccole dimensioni e canalizzarli verso gli investimenti. In altri termini il risparmio delle famiglie viene drenato verso le imprese che lo utilizzeranno per effettuare investimenti e creare valore nell’economia.

Immaginate la famiglia Indipendenti. Essa risparmia parte del proprio reddito per esigenze future o impreviste. Se non esistesse il mercato o non fosse efficiente, gli Indipendenti nasconderebbero sotto il materasso i loro gruzzoletto e tali risorse probabilmente resterebbero improduttive.

Se invece la famiglia Indipendenti potesse investire nel mercato questa somma, ottenendo una congrua remunerazione per l’immobilizzo, e potesse liquidare in ogni momento i propri investimenti, sarebbe invogliata ad investire il proprio capitale, anche di piccole dimensioni.

Ricapitolando: la liquidità nel mercato:

  1. garantisce l’esistenza del mercato stesso;
  2. rappresenta il collante tra risparmio ed investimento;
  3. garantisce la continuità degli scambi e la continua formazione del prezzo (canale informativo nelle transazioni finanziarie);
  4. permette di drenare e  riallocare le risorse.

Passiamo alle cose pratiche.

Quali sono i segmenti del mercato finanziario che forniscono liquidità agli operatori? In che modo la liquidità viene garantita? Per rispondere a queste domande ci concentreremo su due tipologie di mercati: primario e secondario (se vuoi saperne di più, leggi un articolo che approfondisce praticamente questo aspetto).

Il mercato primario è il luogo in cui vengono emessi titoli nuovi (ovvero dove avviene la creazione di un’ attività finanziaria).

Il mercato secondario è il luogo in cui circolano titoli di vecchia emissione (ovvero dove avviene lo scambio).

In altri termini, il mercato primario soddisfa le esigenze di finanziamento, perché è a questo segmento che si rivolgono le unità in deficit per reperire risorse finanziarie fresche, mentre il secondario quelle di liquidità, in quanto offre la possibilità, a chi ha acquistato attività finanziarie sul primario, di poterle liquidare. È bene notare che nonostante la distinzione “strutturale” tra i due mercati il funzionamento del mercato primario è strettamente legato a quello del  secondario ed al modo in cui quest’ultimo assicura la liquidità e la determinazione di prezzi “corretti” rispetto al contenuto economico degli strumenti finanziari.

Il grafico illustra l’andamento dei rendimenti del BTP a 5 anni sui due mercati: il mercato primario (risultati dell’asta mensile nell’istogramma blu) ed il mercato secondario (chiusure giornaliere MTS nella linea rossa). Da esso si evince come i due mercati siano fortemente interrelati e le quotazioni dei due non si discostino in misura significativa.

In generale, il corretto funzionamento di entrambi i mercati è fondamentale per garantire l’efficienza e la funzionalità del mercato nel suo complesso. Vediamo perché attraverso un esempio.

Consideriamo un’impresa che ha bisogno di ottenere risorse liquide per poter realizzare investimenti, ad esempio in impianti e macchinari. Per fare ciò, emette delle obbligazioni a lunga scadenza. Se non esistesse il mercato secondario, il rapporto sarebbe bloccato fino alla scadenza del contratto. Difficilmente quindi un risparmiatore sarebbe disposto a prestare nel mercato primario, perché non avrebbe la possibilità di smobilizzare la propria posizione senza costi fino al termine del contratto. La presenza di un mercato secondario liquido permette invece di vendere quando si vuole la quantità di titoli precedentemente acquistati, senza sostenere costi elevati. Si supera così il principio d’irreversibilità di una transazione finanziaria.

Il circolo virtuoso

Un adeguato grado di liquidità del mercato secondario rende più attrattivo il mercato primario (delle prime emissioni) e causa la determinazione di tassi d’interesse efficienti tra le parti per le operazione finanziarie. Con un mercato primario attrattivo ci saranno continue nuove emissioni che non faranno altro che causare maggiore sviluppo e liquidità sul mercato secondario.

Il grafico illustra il differenziale tra i prezzi ai quali i market maker offrono un titolo di stato italiano (lettera) e i prezzi ai quali lo stesso titolo viene acquistato (denaro). Tale indicatore è una delle possibili misure della liquidità di uno strumento finanziario; più è basso minori sono gli oneri di negoziazione dello strumento stesso.


In conclusione, un mercato secondario efficiente garantisce:

  1. l’incontro tra domanda ed offerta e quindi il formarsi dei prezzi;
  2. una via d’uscita per il risparmiatore che intende “rientrare” da un investimento;
  3. la possibilità per il prenditore di mezzi finanziari di effettuare stime sui fondi presi a prestito;
  4. l’opportunità per un investitore di soddisfare le esigenze di diversificazione di portafoglio.

Adesso avete capito perché noi di Advise Only diamo così tanta importanza alla liquidità e ci arrabbiamo se la liquidità viene deliberatamente ridotta (leggi qui)?

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Scritto da

Dopo l'importante esperienza lavorativa in AdviseOnly, dove ha ricoperto il ruolo di portfolio advisor e analista macroeconomico, è entrato in Cassa Depositi e Prestiti. Ha conseguito la Laurea in Economia Politica all'Università degli Studi di Roma I "La Sapienza", trascorrendo alcuni periodi di studio all'estero ed il Master in Finance (II livello) presso l’Università di Torino (CORIPE Piemonte). La sua principale passione è l'economia.

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