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HomeECONOMIA E MERCATICOMMENTO AL MERCATOBollettino AO | Brexit e impeachment sotto l’albero

Bollettino AO | Brexit e impeachment sotto l’albero

I fatti salienti della settimana

Intesa tra Washington e Pechino. Stati Uniti e Cina firmeranno la cosiddetta “fase uno” dell’accordo commerciale a inizio gennaio. Lo ha detto il segretario al Tesoro USA Steven Mnuchin, segnalando che l’accordo è completo e serve solo qualche aggiustamento tecnico.

Buone notizie per la Cina. La produzione industriale è balzata del 6,2% il mese scorso, mentre le vendite al dettaglio sono salite dell’8%, battendo entrambi il consenso. Gli investimenti a capitale fisso sono rimasti stabili. Insomma, sembra che gli sforzi delle autorità per supportare la crescita stiano dando i primi frutti.

Ok all’USMCA. La Camera USA ha approvato i nuovi contenuti dell’accordo commerciale tra Stati Uniti, Messico e Canada, che rimpiazza il NAFTA. Il provvedimento passerà al Senato all’inizio dell’anno.

E impeachment sia. La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato anche la messa in stato d’accusa del presidente Donald Trump per abuso di potere e ostruzione del Congresso.

Ora la parola va al Senato, a maggioranza repubblicana, che dovrà decidere se assolverlo o condannarlo rimuovendolo dall’incarico. Sui tempi, tutto dipende da quando i democratici trasmetteranno i due articoli all’altra ala del Parlamento.

Silenzio, parla la Regina. Nel suo discorso al Parlamento inglese, la Regina Elisabetta ha confermato che la priorità del nuovo governo è concludere la Brexit (oltre che occuparsi del servizio sanitario e della sicurezza nazionale).

Brexit sulla rampa di lancio. Venerdì la Camera dei Comuni ha votato l’accordo di separazione raggiunto a ottobre dal primo ministro Boris Johnson con Bruxelles. Superato lo scoglio del voto, Johnson punta alla pacificazione nazionale con l’abbandono della parola “Brexit” e della contrapposizione tra Leave e Remain. E un piano ambizioso di investimenti per il futuro. Un modo per rabbonire la Scozia?

Scozia via dal Regno Unito? La leader dello Scottish National Party Nicola Sturgeon ha detto che il suo Paese ha bisogno di un nuovo referendum per decidere se dividersi dal resto del Regno e che Londra non può imprigionarlo “contro la sua volontà”. Si scontrerà contro il muro Johnson?

Economia e banca centrale. La Bank of England – al cui vertice potrebbe arrivare a febbraio Andrew Bailey al posto di Mark Carney – ha mantenuto i tassi allo 0,75%, riducendo al +0,1% la crescita del Regno Unito prevista per il 2019.

Noi ci limitiamo ad aggiungere che a dicembre la produzione manifatturiera ha fatto registrare il peggior risultato degli ultimi sette anni, incrementando il rischio di una contrazione della crescita.

Brevi cronache dall’Italia. Il Consiglio dei Ministri ha varato il piano di salvataggio della Banca Popolare di Bari (900 milioni di euro). Sempre in settimana il Senato ha approvato la manovra 2020. Intanto sono proseguite le trattative su ArcelorMittal e Alitalia.

La Banca d’Italia, dal canto suo, ha informato che a ottobre il debito delle Pubbliche Amministrazioni è a 2.447 miliardi. Inflazione stagnante a novembre secondo l’ISTAT.

 

 

Come si sono mossi i mercati

S’è vista euforia. L’annuncio dell’intesa commerciale tra Stati Uniti e Cina ha spinto il Dow Jones ai massimi da novembre. Sul Nasdaq occhio alla triade Amazon, Google e Apple, che hanno scelto di collaborare per produrre smart home device senza farsi concorrenza.

A Piazza Affari riflettori puntati su FCA dopo che i consigli di PSA e di Fiat Chrysler Automobiles hanno dato il via libera alla fusione tra i due gruppi automobilistici, con successiva firma ufficiale del memorandum of understatement.

I diamanti del 2019. Bloomberg segnala il rialzo del valore di mercato di LVMH, proprietario di marchi di lusso come Louis Vuitton e Dom Perignon, che quest’anno ha guadagnato 82 miliardi di dollari svettando tra i titoli europei. Anche il mercato svizzero ha avuto un anno importante, in scia alle performance di Nestlé e Roche Holding.

Atene fa meglio dell’Italia. Mercoledì 18 dicembre lo spread fra i titoli di Stato greci e quelli italiani è stato negativo di quasi 6 punti base. Il rendimento dei titoli greci a 10 anni è sceso sotto l’1,3% lasciando quello italiano leggermente sopra.

L’accordo fa bene al greggio. Sei sedute consecutive di rialzo per il petrolio, in scia all’ottimismo degli operatori sulle relazioni commerciali tra USA e Cina.

Intanto gli Stati Uniti hanno fatto sapere di avere nuove prove sul fatto che l’attacco agli stabilimenti petroliferi sauditi di settembre sarebbe partito da nord, avvalorando l’ipotesi che dietro ci sia stato l’Iran.

 



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I market movers della settimana prossima

Tra i market mover segnaliamo in Giappone l’indice di tutta l’attività industriale, il Leading Economic Index e le minute della riunione di ottobre della Bank of Japan lunedì 23 dicembre. A queste indicazioni il 26 dicembre seguiranno i dati sul commercio al dettaglio e sulla produzione industriale.

Nel giorno della Vigilia di Natale, negli Stati Uniti, uscirà l’aggiornamento sugli ordinativi di beni durevoli. Il 27 dicembre la Banca Centrale Europea pubblicherà il suo bollettino economico. Sempre il 27, la Cina rilascerà i profitti industriali.

 


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    Sul sito non trovo più la possibilità di sottoscrivere dei portafogli e non trovo più neppure la sezione con i dati di tutti i vari strumenti finanziari. Come mai’ Erano entrambi servizi molto utili

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