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Bollettino AO | Bruxelles va di accetta sul PIL italiano

La Commission Europea dà un taglio netto alle previsioni di crescita del PIL italiano

I fatti salienti della settimana

Cesoie della Commissione Ue sul PIL italiano 2019 – La Commissione Europea ha tagliato le stime di crescita per il Vecchio Continente, in particolare quelle di Italia e Germania. “L’economia europea crescerà per il settimo anno consecutivo nel 2019 con previsioni espansive in tutti gli Stati membri”, ma “il ritmo di crescita complessivo si modererà rispetto agli alti tassi degli anni recenti”, con “un outlook soggetto a grande incertezza”, si legge nel documento diffuso da Bruxelles.

Secondo le nuove previsioni, il Pil italiano nel 2019 crescerà dello 0,2% contro il precedente +1,2% (l’aumento medio per l’Eurozona è visto intorno all’1,3%, contro il +1,9% previsto in autunno). Il dato è inferiore sia alle stime fatte dal governo Conte (+1%), sia a quelle di Banca d’Italia e Fondo Monetario Internazionale (+0,6%). Quanto alla Germania, il Pil è stato rivisto all’1,1% dall’1,8%.

Bce vede rischi per la crescita – La Bce si è detta pronta “ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione continui a dirigersi stabilmente” verso l’obiettivo prossimo al 2%. Secondo l’istituto di Francoforte, “i rischi per le prospettive di crescita nell’area dell’euro si sono orientati al ribasso per via delle persistenti incertezze connesse a fattori geopolitici e alla minaccia del protezionismo, alla vulnerabilità dei mercati emergenti e alla volatilità dei mercati finanziari”.

Brexit, Theresa May vuole rispettare la deadline del 29 marzo – Theresa May vorrebbe definire un accordo su Brexit entro i tempi previsti, cioè non oltre il 29 marzo. Lo ha detto la stessa premier britannica a Bruxelles a conclusione di colloqui con i leader Ue. Ma a detta del presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, “ancora non c’è una svolta in vista”. Comunque i negoziati continueranno.

Nel mentre la BoE ha tagliato le stime di crescita del paese, portandole all’1,2% dall’1,7% di novembre: si tratta del livello più basso per il Regno Unito dal 2009.

 

Come si sono mossi i mercati

La Commissione Ue manda in rosso i listini – Settimana in altalena per i listini azionari del Vecchio Continente. In Italia, dopo un avvio in calo, il Ftse Mib, ha recuperato terreno nelle sedute di martedì e mercoledì. Ma il taglio delle stime di crescita da parte della Commissione Ue ha innescato una brusca inversione di marcia – non solo a Piazza Affari, ma su tutte le piazze azionarie europee, e la settimana dei mercati azionari si chiude in chiaroscuro.

È di nuovo allerta spread – Anche lo spread tra Btp e Bund ha registrato un’impennata dopo la diffusione delle previsioni di Bruxelles: sono infatti circa 30 i punti base di aumento dello spread, che chiude la settimana sui 289 punti con il rendimento del Btp in rialzo, a quota 2,94%.

 

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Bene i conti di Intesa e UniCredit – Intanto le due maggiori banche italiane, UniCredit e Intesa Sanpaolo, hanno comunicato i conti relativi all’esercizio 2018, in entrambi i casi in crescita. Nello specifico, UniCredit ha archiviato l’anno con un utile netto rettificato di 3,9 miliardi di euro in aumento del 7,7% su anno, mentre Intesa ha messo a segno un risultato netto di 4,05 miliardi, dai 3,816 miliardi del 2017.

Incertezze sulla guerra commerciale – Anche per Wall Street la situazione è peggiorata con il procedere della settimana, ma in questo caso a pesare sono state soprattutto le preoccupazioni sulla guerra commerciale Usa-Cina, tornata sotto i riflettori dopo alcune indiscrezioni secondo cui il presidente americano Donald Trump e l’omologo cinese Xi Jinping non si incontreranno prima della scadenza dei tre mesi di tregua sui dazi, fissata per l’1 marzo. In tema “shutdown” attenzione a venerdì prossimo, data di scadenza per trovare un nuovo accordo sul deficit tra Trump e il Congresso Usa.

Oro su, oro nero giù – In calo anche il petrolio: alla chiusura delle Borse europee giovedì il Wti segnava un ribasso di oltre 3 punti percentuali a 52,3 dollari, il Brent di 2,41 punti percentuali a 61,2. In recupero l’oro: 1.310 dollari l’oncia.

 




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Da segnare in agenda

Giappone – Mercati chiusi lunedì 11 febbraio per il Giorno della Fondazione Nazionale, mentre giovedì arrivano i numeri del Pil del quarto trimestre 2018.

Europa – Occhio ai dati sul Pil (annuale e trimestrale) del Regno Unito (in agenda l’11 febbraio) e al Pil del quarto trimestre in Germania (giovedì 14).

USA – Riflettori puntati sull’indice mensile dei principali prezzi al consumo (gennaio) e sulle vendite al dettaglio.

 


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