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Bollettino AO | C’è ancora vita dopo la bocciatura UE

Arriva l'ennesuma bocciatura per il governo italiano ma ci sono ancora flebili speranze

I fatti salienti della settimana

La bocciatura annunciata è arrivata. Come ampiamente atteso, la Commissione Europea ha confermato la bocciatura della bozza di bilancio italiana, stante la violazione delle regole del Patto di Stabilità e la poco convincente traiettoria di riduzione del debito.

Non è ancora la procedura per deficit eccessivo, ma ne rappresenta il primo passo. Da adesso in avanti, l’iter sarà grossomodo il seguente: il direttore del Tesoro italiano ha tempo 15 giorni circa per rispondere; ricevuta la risposta, il dossier passa all’Eurogruppo; in ultimo, sarà il Consiglio Europeo a decidere se avviare o no la procedura.

Delusione, intanto, dall’ultima asta del BTP Italia, con la domanda al livello più basso dal 2012.

Brexit, primo ministro May al lavoro. Il primo ministro UK Theresa May è stata molto impegnata, in questi giorni, a portare avanti l’opera diplomatica finalizzata ad arrivare alla Brexit (marzo 2019) nel quadro di una chiara intesa sulle future relazioni commerciali, dopo la bozza di accordo raggiunto con l’UE e approvato dal governo UK – seppure non senza tensioni e resistenze interne – la settimana scorsa.

Lo scoglio resta l’ok da parte del Parlamento UK all’accordo presentato a metà novembre: su questo fronte, l’appuntamento è fissato ai primi di dicembre.

Cina-USA: attesa per il G20. Il Summit Asia-Pacific Economic Cooperation si è concluso, per la prima volta da 25 anni, senza dichiarazione congiunta finale, a causa delle divergenze tra Cina e America.

Appuntamento ora al G20 di Buenos Aires, dove il primo dicembre sono attesi importanti sviluppi tra le due super potenze. “Le negoziazioni sono a un punto decisamente migliore rispetto a qualche settimana fa”, ha dichiarato il consigliere economico della Casa Bianca Larry Kudlow.

 

 

Il grafico della settimana

Petrolio, il calo delle quotazioni prosegue. La flessione del prezzo del barile delle due qualità Brent e WTI continua per la settima settimana consecutiva. I dati dagli Stati Uniti, con le scorte costantemente in crescita da nove settimane, e dall’Arabia Saudita, dove si segnala un eccesso di produzione di 10,7 milioni di barili al giorno, hanno alimentato il calo. L’attesa per la riunione dell’OPEC di Vienna del 6 dicembre, che dovrebbe segnare un nuovo taglio alla produzione, è sempre più alta.

 

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Come si sono mossi i mercati

Modalità risk-off sul mercato. Si chiude una settimana decisamente no per l’azionario, che dagli Stati Uniti passando per l’Europa fino all’Asia ha chiuso in territorio negativo. Tra i settori, il più colpito è il tecnologico, indebolito dalle ultime novità arrivate da Apple: le vendite dell’ultimo modello di iPhone sotto le attese hanno costretto la società a rivedere le stime per i prossimi mesi.

Il momento difficile del settore tecnologico ha avuto riflessi sulle Borse asiatiche. Su Tokyo ha pesato anche lo scivolone di Nissan, in scia allo scandalo Renault, che ha portato all’arresto del presidente Carlos Ghosn.

E lo spread prova a restringersi. Dopo le moderate aperture del Governo a ritoccare la manovra di bilancio e a dialogare con l’Unione Europea, anche la differenza di rendimento tra BTP e Bund si è ridotta venerdì, restando comunque sui 300 punti base.

Euro in flessione. Sul fronte valutario, l’euro si è deprezzato nel cambio con le principali valute anche a seguito dei dati sul PMI composito della zona euro, sceso a novembre più delle attese, a 52,4 punti (da 53,1). In Germania ha segnato un rallentamento portandosi ai minimi da quasi quattro anni.

 

 

Da segnare in agenda

Eurozona – Lunedì in agenda abbiamo l’indice IFO sulla fiducia delle aziende in Germania e il discorso del presidente della BCE Mario Draghi. Il 29 si conoscerà il dato sul PIL francese nel terzo trimestre. In Italia occhi puntati sulla fiducia nel manifatturiero (27 novembre).

Gran Bretagna – Lunedì 26 è in calendario il discorso del governatore BoE Mark Carney.

Stati Uniti – Martedì 27 novembre è atteso il rapporto sulla fiducia dei consumatori a novembre, cui seguiranno, il 28, la variazione trimestrale del Prodotto Interno Lordo nel terzo trimestre, le vendite di nuove abitazioni a ottobre e le scorte di petrolio greggio. Il 29 novembre verranno diffusi i verbali della riunione del FOMC.

Cina – Giovedì 29 fari puntati sull’indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero e non manifatturiero a novembre.


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