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Bollettino AO | Coronavirus, il conto (salato) della crisi

I fatti salienti della settimana

Natale con i tuoi, Pasqua con chi puoi. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il decreto che prolunga le misure di distanziamento sociale fino al 13 aprile. Ma, ovviamente, non è detto che l’allentamento delle restrizioni inizi il 14. Confermati quindi tutti i blocchi alle attività produttive non essenziali.

Luce in fondo al tunnel? L’Organizzazione Mondiale della Sanità vede segnali di stabilizzazione dell’epidemia in Europa.

Riforma bancaria rinviata. Per agevolare la concessione di prestiti in questa fase, l’UE ha deciso di rimandare di un anno la riforma che introdurrebbe standard più rigorosi sui capitali delle banche.

A proposito di Europa. Nella settimana che si avvia a conclusione, è proseguito il confronto “coronabond sì-coronabond no”: resta la sostanziale contrarietà di Germania e Olanda. Conte ha provato a convincere i tedeschi in un’intervista all’emittente ARD.

In vista dell’Eurogruppo del 7 aprile, si ragiona anche su un eventuale fondo d’emergenza “senza alcuna condizionalità” o su un uso del MES senza austerità.

La presidente Ursula Von der Leyen intanto ha presentato alla Commissione UE il piano di aiuti per l’Europa, da 2.770 miliardi di euro: fra le misure il fondo “Sure”, per finanziare la cassa integrazione nei Paesi in difficoltà. L’Eurogruppo esaminerà la proposta il 7 aprile.

Inflazione e PMI nell’eurozona. A marzo l’inflazione dell’eurozona è calata dall’1,2% allo 0,7%. In Italia l’indice PMI manifatturiero è passato a 40,3 punti dai 48,7 di febbraio, mentre quello dell’area euro è sceso da 49,2 a 44,5 punti.

L’allarme di Confindustria. Al termine del primo semestre il PIL italiano registrerà un -10% e un -6% a fine 2020, secondo il Centro Studi di Confindustria. Il quale prevede anche un crollo della produzione industriale del 16,6% a marzo e del 5,4% nel primo trimestre.

Immatricolazioni in super calo. Prima cartina di tornasole della nuova crisi economica è quella delle immatricolazioni auto, che in Italia a marzo sono state 28 mila, con un -85,4% rispetto a un anno fa e un -35,5% su base trimestrale.

Il costo della crisi. Per Goldman Sachs, quest’anno la crisi economica legata al coronavirus porterà il deficit italiano e spagnolo al 10% e quello francese al 7%, con un debito/PIL al 160% per l’Italia e al 120% per la Spagna e la Francia.

Crescita con lo zero davanti. L’agenzia di rating S&P ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per l’economia mondiale nel 2020: dal +3,3% al +0,4%.

Boom sussidi, nuovo record. Negli Stati Uniti i sussidi di disoccupazione sono schizzati al nuovo record di 6.648.000 unità, dopo gli oltre 3,2 milioni della settimana precedente. Secondo le stime dell’ufficio bilancio del Congresso, nel terzo trimestre il tasso di disoccupazione arriverà al 10%, mentre il PIL si contrarrà del 7%. Crollano le buste paga nei settori non agricoli, le cosiddette non-farm payrolls: -701.000 nuovi posti, contro i +275 mila di febbraio, ben peggio delle attese (-100.000).

La Cina si difende. L’indice PMI manifatturiero in Cina a marzo si è posizionato a 52 punti, in lieve crescita, malgrado le chiusure imposte dall’emergenza sanitaria.

 

 

Come si sono mossi i mercati

Male il primo trimestre, focus sulle banche. Marzo è terminato e le Borse europee hanno archiviato il trimestre peggiore in 18 anni. Ma agli altri listini azionari non è andata molto meglio. La volatilità rimane su livelli di guardia.

Le piazze europee sono entrate nel secondo trimestre dell’anno con tutti i settori in rosso, a cominciare dalle banche. Questo comparto è sotto pressione per via del rinvio a tempi migliori di dividendi e bonus, fortemente sollecitato dalla BCE.

Il picco degli spread? Lato obbligazionario, col senno di poi bisognerà vedere se ha ragione Goldman Sachs, secondo cui in Europa gli spread del debito Investment Grade potrebbero aver già raggiunto il picco.

Dollaro up, sterlina down. Prosegue il momento positivo del dollaro, mentre per la sterlina si è chiuso un trimestre come forse non si vedeva dai tempi del voto sulla Brexit del 2016.

Petrolio ancora protagonista. In settimana è scaduto l’accordo tra i Paesi OPEC sui tetti alla produzione. Il tentativo di mediazione degli States è proseguito, così come gli acquisti a prezzi da saldo.

Trump ha annunciato su Twitter un accordo tra Arabia Saudita e Russia su un taglio alla produzione, ma il portavoce del Cremlino ha smentito, mentre Riad ha chiesto la convocazione urgente di un vertice OPEC+.

Del poderoso calo dei prezzi – in settimana sono scesi sotto i 20 dollari al barile – pare voglia approfittare la Cina, il più grande importatore al mondo, per rifocillare le sue riserve d’emergenza. Settimana negativa per l’oro.

 

I market movers della settimana

Il 7 aprile si riunirà l’Eurogruppo per discutere delle proposte economiche da mettere in atto per contrastare le conseguenze della pandemia di coronavirus.

A parte ciò, focus lunedì 6 sull’indice dei direttori degli acquisti del settore costruzioni nel Regno Unito. Giovedì 9, da Londra, arriverà l’aggiornamento sul PIL. E sempre giovedì sarà interessante leggere le minute della BCE dal meeting di politica monetaria.

Occhio mercoledì 8 alle scorte di petrolio USA. Il Venerdì Santo fermerà tutti ma non gli Stati Uniti che, dopo l’indice dei prezzi alla produzione (giovedì), renderanno noto l’aggiornamento su quello dei prezzi al consumo.

 


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