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Bollettino AO | Guerra dei dazi, here we go again

La guerra dei dazi rientra nel vivo.

I fatti salienti della settimana

I dazi aumentano a mezzanotte. Esattamente un minuto dopo la mezzanotte di venerdì 10 maggio (ora di Washington) – le sei di mattina in Italia – è scattato l’annunciato aumento delle tariffe USA su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi: dal 10% al 25%. E Pechino ha promesso contromisure.

L’ennesimo “twist” nella complessa trama delle relazioni commerciali USA-Cina è arrivato dopo mesi di tregua. Nella serata di giovedì si è tentata una cena tra i negoziatori Liu He e Robert Lighthizer, fra i quali è in programma un nuovo incontro nella stessa giornata di venerdì. Uno spiraglio, insomma, c’è. Riusciranno i nostri eroi a trovare un punto d’incontro?

USA alla prova bilancia. A marzo il deficit commerciale degli Stati Uniti è lievemente aumentato: +1,5%, a 50 miliardi di dollari dai 49,3 di febbraio, mentre le attese erano per 50,2 miliardi. Le esportazioni sono salite dell’1%, a 212 miliardi. Importazioni su dell’1,1%, a 262 miliardi. Il deficit con la Cina si è ridotto a 28,27 miliardi: i minimi dall’aprile 2016.

Non solo Cina: le ultime dall’India. Dall’energia alle compagnie aeree fino alle telecomunicazioni e ai prestiti: le grandi imprese indiane stanno fallendo a un ritmo allarmante e secondo Bloomberg, comunque vada il voto, il nuovo governo dovrà trovare un ministro che sappia aprire le porte ai capitali stranieri.

È ufficiale: anche gli inglesi voteranno. C’è il nuovo Royal Baby, nato da Harry e Meghan: benvenuto Archie Harrison. L’annotazione cronachistica era dovuta, noi l’abbiamo fatta e adesso siamo a posto. Ma passiamo alla “ciccia”: ha acquisito ufficialità la notizia che a fine maggio il Regno Unito parteciperà alle elezioni europee, nonostante tutti gli sforzi del primo ministro Theresa May per evitare questo singolare esito.

Le parti sperano ora di arrivare alla Brexit prima che si insedi il Parlamento UE, agli inizi di luglio. Un Europarlamento che comunque i cittadini UK avranno contribuito a eleggere. Con quali effetti, sul continente e in patria? Sarà interessante capirlo.

Il PIL aumenta nel primo trimestre. Con tutta probabilità c’è lo zampino delle imprese che si sono volute preparare all’ipotesi “hard Brexit” dietro la variazione del PIL UK nel primo trimestre dell’anno (+0,5%): i timori su possibili interruzioni delle forniture hanno spinto all’accumulo. Vedremo come andrà questo secondo trimestre, considerando lo slittamento della Brexit dal 29 marzo al 31 ottobre e le varie questioni ancora apertissime.

 

 

Come si sono mossi i mercati

L’effetto dazi non si fa attendere. La Borsa di Tokyo ha terminato la settimana con il quarto calo consecutivo: i timori per il conflitto commerciale Stati Uniti-Cina hanno oscurato il dato positivo sui consumi delle famiglie, che continuano a crescere. Per il Nikkei il bilancio della settimana è un -4,1% in quattro sedute.

In Italia si parla (di nuovo) di banche. Anche gli altri listini in Asia e in Europa, per non parlare degli States, sono stati tenuti sotto scacco dalla “soap” USA-Cina. Sull’azionario italiano ha fatto notizia il passo indietro a sorpresa di BlackRock, che ha rinunciato a presentare un’offerta per Carige, riaccendendo i timori di un nuovo intervento a spese del comparto bancario. Il che ha compensato l’impatto positivo della trimestrale di UniCredit.

Un brutto anno per i bond cinesi. Quest’anno si preannuncia di gran lunga il peggiore in termini di default per il mercato obbligazionario cinese, stanti le ricadute della campagna governativa per porre un freno alla leva finanziaria.

Le società sono risultate inadempienti per 39,2 miliardi di yuan (5,8 miliardi di dollari) nei primi quattro mesi dell’anno, circa 3,4 volte il totale dello stesso periodo del 2018, secondo dati Bloomberg. E il ritmo è più che triplo rispetto al 2016.

 



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Da segnare in agenda

Europa – Il 14 maggio uscirà il dato sulla produzione industriale, oltre all’aggiornamento sullo ZEW, relativo alle attese sull’economia tedesca a maggio. Mercoledì 15 sarà la volta del PIL (trimestre su trimestre e anno su anno) e del dato sull’occupazione.

Gran Bretagna – Spazio ai dati sul mercato del lavoro: martedì 14 maggio arriveranno la variazione delle richieste di sussidi di disoccupazione ad aprile e il tasso di disoccupazione.

Cina – Focus in settimana su produzione industriale e vendite al dettaglio.

Stati Uniti – Vendite al dettaglio, produzione industriale ed Empire Manufacturing (15 maggio), permessi di costruzione rilasciati ad aprile e indice sul business della Fed di Filadelfia (16 maggio), Leading Index e sentiment dell’Università del Michigan (17) tra i dati che verranno diffusi in settimana.

 


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