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Bollettino AO | La Cina e la scivolosa Via della Seta

I fatti salienti della settimana

Meno crescita e meno tasse. Marzo si è aperto in Cina con il Congresso Nazionale dei Rappresentanti del Popolo, che si riunisce ogni anno per l’appunto in questo mese.

L’obiettivo di crescita del Paese è stato rivisto al ribasso, tra il 6% e il 6,5% per il 2019. Ma l’assemblea, proprio alla luce del rallentamento, ha anche annunciato tagli alle tasse per un valore di 2 trilioni di yuan (298 miliardi di dollari USA) per quest’anno.

Il fascino della seta. L’Italia ha annunciato l’ingresso nella Belt and Road Initiative (BRI) cinese, anche nota come “Nuova Via della Seta”, un programma per costruire infrastrutture in oltre 80 Paesi al mondo.

Reazione piccata da Washington, ma anche la Commissione UE ha avuto da ridire: “né l’Unione Europea né alcuno degli Stati membri può effettivamente raggiungere i propri obiettivi con la Cina senza una piena unità”.

Italia in retromarcia. L’OCSE ha rivisto al ribasso quasi tutte le previsioni di crescita per quest’anno e ha fatto sapere che, secondo le sue stime, il nostro Paese nel 2019 registrerà una variazione del PIL del -0,2%.

Decennale greco, il ritorno. Prima emissione di titoli decennali del Tesoro greco dopo gli anni del bailout e dell’austerità, con una forte domanda da parte degli investitori e un tasso del 3,9%, inferiore al prezzo di riferimento iniziale del 4,125.

 

Bollettino: decennale Grecia | amCharts

 

Il primo ministro Alexis Tsipras, che i sondaggi danno per perdente alle prossime elezioni, ha indicato questo ritorno al mercato come prova del fatto che il Paese si sta finalmente lasciando la crisi alle spalle. A confermarlo anche la decisione della scorsa settimana dell’agenzia di rating Moody’s che ha alzato di due notch il rating sul debito sovrano, da Caa2 a B3 con outlook positivo. Funzionerà questa narrazione?

Quattro novità targate BCE. Il consiglio direttivo si è riunito in settimana, con quattro novità. La previsione sul possibile primo rialzo dei tassi è stata spostata dall’estate a fine anno. Di conseguenza, anche la fine del programma di reinvestimenti dei capitali rimborsati sui titoli in scadenza. Reintrodotte le aste TLTRO, da settembre fino alla primavera 2021.

Infine – quarta novità – proseguiranno le aste ordinarie a tasso fisso e con piena assegnazione dei fondi, almeno fino al marzo 2021. Non si sarebbe invece parlato di una riattivazione del Quantitative Easing.

Brexit, strada sempre più in salita. Entro il 12 marzo, teoricamente, il Parlamento inglese dovrebbe votare la nuova versione dell’accordo tra governo UK e UE, dopo la bocciatura di massa della prima stesura a gennaio. La nuova versione dovrebbe includere una soluzione condivisa sul confine irlandese.

Ma siamo agli sgoccioli e ancora nessuna novità. Quindi è probabile che il Parlamento voterà, sì, ma per decidere se andare via con un “no deal” oppure chiedere un rinvio della Brexit dal 29 marzo a nuova data.

 

 

Come si sono mossi i mercati

Effetto Cina e BCE. Settimana nera per le piazze azionarie globali, dopo i dati negativi sugli scambi commerciali cinesi e sugli ordini all’industria tedeschi.

Gli annunci della BCE, in particolare, hanno confermato la pressione sui titoli bancari: le ultime comunicazioni, infatti, lasciano presagire uno scenario di tassi bassi ancora a lungo, con conseguenze sulla redditività del settore.

Attenzione ai colloqui informali tra Deutsche Bank e Commerzbank per una possibile fusione.

Rendimenti, calo per i Treasury. In settimana il rendimento dei Treasury decennali è sceso in scia ai commenti del presidente della Federal Reserve Bank di Boston, Eric Rosengren, secondo cui la pausa dal rialzo dei tassi potrebbe durare per diverse riunioni.

Spread BTP-Bund in rialzo all’apertura di venerdì, verso i 245 punti base, mentre a Palazzo Chigi in molti scorgono segnali di crisi imminente a causa dell’impasse sulla TAV.

Euro ai minimi, focus sulla sterlina. Sul mercato valutario, venerdì mattina l’euro era ai minimi dal giugno 2017 sul dollaro USA, a quota 1,120. Ma il focus resta ovviamente sulla sterlina inglese, nei giorni caldissimi pre-Brexit.

E le materie prime? Petrolio WTI stabile sopra i 56 dollari al barile, oltre i 65 dollari il Brent con consegna a maggio. In calo l’oro, sui 1.287 dollari l’oncia.

 



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Da segnare in agenda

Stati Uniti – Lunedì 11 marzo focus sulle vendite al dettaglio. Martedì sarà la volta dell’indice dei prezzi al consumo. Il 13 marzo attenzione ai principali ordinativi di beni durevoli. Giovedì, vendite di nuove abitazioni.

Cina – Giovedì 14 marzo si conoscerà il dato annuale della produzione industriale (aggiornato a gennaio).

Europa – Produzione industriale, indice dei prezzi al consumo e immatricolazioni di nuove auto i dati in arrivo dall’area in settimana.

Italia – In settimana verranno diffusi i dati sul tasso di disoccupazione nel quarto trimestre, sulle vendite e gli ordini industriali, sul debito e, anche qui, sui prezzi al consumo.

Gran Bretagna – Oltre al nuovo voto su Brexit, fari puntati sulla produzione industriale e manifatturiera e sul bilancio commerciale.

 


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