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Bollettino AO | La giostra dei dazi è ripartita

La guerra dei dazi si rimette in moto. #BollettinoAO

I fatti salienti della settimana

Trade war, quanta pazienza. Questa settimana il conflitto è tornato a livelli che quasi non si ricordavano più. Il presidente Trump, dopo aver assicurato di voler incontrare Xi Jinping durante il G20 di giugno per riuscire a trovare un accordo, ha firmato un decreto che limita fortemente l’accesso di Huawei al mercato USA.

La qual cosa ha fatto saltare la mosca al naso ai cinesi, che si sono detti non interessati a proseguire i negoziati commerciali. Sullo sfondo, propositi di imposizione di sonori e salati dazi incrociati.

Brexit o non Brexit, questo è il problema. Aumentano le pressioni sul primo ministro Theresa May affinché si dimetta il prima possibile, eventualmente entro il 15 giugno. Se rifiuta, probabilmente dovrà affrontare un altro voto di sfiducia.

May intanto ha iniziato a tessere la tela di un nuovo accordo sui futuri rapporti tra Regno Unito e UE. Mission quasi impossible, considerando non solo le opposizioni interne al suo partito ma anche la rottura delle trattative con il governo da parte dei Laburisti.

L’Eurozona preoccupa, la Germania tiene. Frena ancora la produzione industriale dell’area euro a marzo. Secondo quanto riporta Eurostat, l’output ha registrato un calo mensile dello 0,3% dopo il -0,2% di febbraio.

La produzione industriale ha subito una contrazione in Francia, Italia e Spagna. Al contrario, quella tedesca è aumentata, sostenuta in particolare dall’edilizia.

Il petrolio della discordia. Due petroliere saudite hanno subito quello che è apparso come un sabotaggio al largo della costa di Fujairah, negli Emirati Arabi, snodo cruciale per gli scambi di greggio. Riad ha puntato il dito contro un gruppo di ribelli yemeniti, dietro cui vede il supporto di Teheran, e ha risposto con una serie di raid.

L’episodio ha fatto salire le quotazioni del greggio in apertura di settimana, ma non solo. Gli Stati Uniti hanno annunciato che stanno trasferendo una portaerei, alcuni bombardieri e una batteria antimissile Patriot nel Golfo Persico per contrastare quella che considerano una minaccia crescente da parte dell’Iran. Situazione “interessante”.

 

 

Come si sono mossi i mercati

Il dossier USA-Cina condiziona i listini. Ma a tenere banco questa settimana sono stati anche i dati cinesi, che hanno reso evidente la perdita, da parte dell’economia del Paese, di sprint ad aprile. In compenso, ora ci si aspetta che Pechino aggiunga altri stimoli a quelli già in corso.

Ultime dall’obbligazionario. Lo spread è arrivato a toccare i 290 punti base: la differenza di rendimento tra BTP e Bund a 10 anni è tornata quindi sui livelli di guardia, ai massimi da oltre tre mesi. Poi, sul finire di settimana, un ripiegamento.

La situazione è stata comunque propizia per nuove scintille tra Bankitalia e governo: Via Nazionale ribadisce le sue preoccupazioni sul fatto che lo spread sia “più del doppio del livello di inizio 2018, prima delle elezioni politiche”.

Ritorno di fiamma per Bitcoin. A risentire di più dei dati cinesi non è stato lo yuan ma il dollaro australiano. Lo yen ha sostanzialmente confermato la sua valenza di valuta rifugio. Bitcoin sopra gli 8.000 dollari, con quotazioni raddoppiate dall’inizio dell’anno. E ci si interroga sulle ragioni di questo “ritorno di fiamma”.

Le tensioni nel Golfo spingono il petrolio. In scia al surriscaldarsi delle tensioni tra Stati Uniti, Iran e Arabia Saudita nel Golfo Persico, il WTI si avvia a chiudere la settimana sui 63 dollari al barile, il Brent sui 72 dollari.

 



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Da segnare in agenda

Stati Uniti – Martedì 21 si conosceranno i numeri delle vendite di abitazioni esistenti ad aprile, cui il 23 seguiranno quelli sulle nuove abitazioni (sempre ad aprile).

Il 23 maggio troverà spazio anche il PMI manifatturiero di Markit. Il 24 arriveranno gli ordinativi di beni durevoli.

Europa – Il 21 maggio si conosceranno i nuovi dettagli sulla fiducia dei consumatori, poi il 23 sarà la volta dei dati Markit sui PMI manifatturiero, servizi e composito.

Ma in settimana sarà interessante monitorare anche il PIL tedesco e l’indice IFO sulla fiducia delle aziende in Germania.

Gran Bretagna – Mercoledì 22 uscirà l’indice dei prezzi al consumo (variazione annuale ad aprile), poi anche l’indice dei prezzi alla produzione. Giovedì 23 toccherà alle vendite al dettaglio.

Giappone – Lunedì 20 maggio uscirà l’aggiornamento sul PIL nel primo trimestre, con focus sulla variazione rispetto ai tre mesi precedenti. Attenzione in settimana anche ai dati sulla produzione industriale e sul PMI.

 


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